Ecotassa rivista e impianti di compostaggio: la ricetta del centrodestra

Antonio Gabellone e Silvano Macculi individuano nella mancata chiusura del ciclo dei rifiuti la prima causa di costi aggiuntivi e contenziosi

Da sinistra, Macculi, Gabellone, Stabile.

LECCE – Un fallimento totale. Così il centrodestra giudica la politica regionale in tema di raccolta e gestione dei rifiuti, prendendo spunto dalla recente sentenza di incostituzionalità dell’ecotassa regionale, il tributo supplementare stabilito per i Comuni che non hanno raggiunto il 55 per cento di raccolta differenziata.

Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, il presidente dell’Aro Lecce 2, Silvano Macculi e il consigliere Renato Stabile, hanno ripercorso gli ultimi quindici anni, partendo dalla decisione di Raffaele Fitto, all’epoca governatore, di procedere alla chiusura delle 22 discariche esistenti da sostituire con dieci impianti complessi (selezione materiale, biostabilizzazione del cdr, discariche di servizio-soccorso, termovalorizzatori a Bari e Trani) per raggiungere l’obiettivo del 40 per cento di differenziata del secco residuo.

Quella strategia fu modificata con l’avvento di Nichi Vendola e l’introduzione degli impianti di compostaggio e l’eliminazione dei termovalorizzatori. Intanto la percentuale da centrare era salita al 55 per cento, aggiungendo la quota dell’umido. Ma dopo l’approvazione nel 2013 del piano regionale, oggi il governatore Emiliano sta lavorando ad un nuovo programma.

Il punto nodale della questione, hanno sottolineato i due esponenti del centrodestra, sta nella mancata chiusura del ciclo, perché non sono stati realizzati gli impianti di compostaggio che servivano mentre si prolunga una perenne fase emergenziale che genera costi aggiuntivi per le amministrazioni e contenziosi con le ditte che gestiscono gli impianti e che chiedono l’adeguamento della tariffe per il conferimento dei rifiuti.

La ricetta di Macculi e Gabellone è triplice: rimodulare l’ecotassa armonizzandola con la capacità reale di differenziare e smaltire i rifiuti alla luce dell’attuale contesto impiantistico; realizzazione dei centri di compostaggio e gestione del servizio in capo a enti più piccoli degli Aro, con unione dei comuni minori mentre i principali potrebbero muoversi da soli. 

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