Coldiretti abbandona il tavolo su xylella. L'assessore Di Gioia: "Serve dialogo e unità"

Manifestazione delle associazioni davanti alla sede leccese della Regione Puglia. Convocato lunedì il tavolo a Bari. L'assessore: "La Regione Puglia si scontra con le leggi nazionali"

LECCE – Ad attendere il suo arrivo negli uffici leccesi della Regione Puglia c’era, schierato, l’intero comparto agricolo salentino. Coldiretti e i suoi associati da una parte, imperterriti nella richiesta di dimissioni; dall’altra il consorzio Agrinsieme che si è assestato su posizioni più morbide e dialoganti con il governo barese di via Capruzzi.

Di sicuro, il passaggio dell’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, in viale Aldo Moro non è passato inosservato: la sede era presidiata da un poderoso dispiegamento di forze dell’ordine chiamato a controllare che la protesta delle associazioni di categorie, già scenografica e rumorosa, considerato l’impiego degli immancabili e rombanti trattori, non degenerasse.

In realtà il punto di rottura è stato raggiunto all’interno degli uffici e non all’esterno, dove infuriava la protesta. I rappresentanti provinciali e regionali di Coldiretti hanno abbandonato in fretta il tavolo delle trattative con l’assessore, convocato per cercare di sbrogliare la matassa della xylella insieme alle istituzioni locali.

“Continuiamo a discutere su vecchi temi ma siamo fuori tempo massimo: l’emergenza della batteriosi chiede interventi rapidi; gli agricoltori devono poter eradicare gli arbusti dalle zone infette senza essere strozzati dalla burocrazia e dai vincoli paesaggistici”, ha tuonato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, prima di andare via.

Le tute gialle hanno lasciato la sede della Regione mentre l’assessore proseguiva il confronto con le altre associazioni di categoria, le cosiddette tute verdi, che si riconoscono sotto la sigla di Agrinsieme.

Il confronto non ha prodotto soluzioni pret a porter per il contrasto della batteriosi ma proseguirà lunedì 18 marzo su un altro tavolo, di tipo tecnico: il vertice avrà l’ambizione di fare sintesi tra gli interessi della politica, a tutti i livelli, e le esigenze degli addetti ai lavori.

Il governatore Michele Emiliano, infatti, ha risposto immediatamente alla richiesta di incontro partita dai sindaci del Salento ed ha convocato il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, insieme ai primi cittadini, alle ore 17,30 presso la presidenza della Regione Puglia a Lecce.

 “Sono particolarmente orgoglioso della mobilitazione dei Sindaci della provincia di Lecce – ha dichiarato Emiliano -. La battaglia contro il batterio deve continuare con il contributo attivo di tutti gli attori coinvolti. La sensibilità delle vostre comunità e la forza di un’azione comune, fatta di atti concreti e di una visione coraggiosa e determinata del futuro”.

Mercoledì 20 marzo l’assessore Di Gioia sarà invece a Roma per affrontare il problema vis a vis con l'esponente del governo gialloverde, il ministro Centinaio.

Di Gioia, finito sul banco degli imputati, ha messo le mani avanti, dichiarandosi solidale con le associazioni ma ribadendo la necessità di incanalare la protesta nell'azione di costante negoziazione con Roma e Bruxelles.

“La xylella è una malattia incurabile e non esistono ritardi politici o deficit di rappresentanza che abbiano contribuito ad aumentare la sua portata", ha chiosato l’assessore, bollando anche come “irresponsabile” la posizione di Coldiretti che ha scelto di abbandonare il tavolo.  

Di Gioia ha poi elencato le misure previste dalla Regione Puglia: “Sul piatto c’è un provvedimento che consente i reimpianti e aspetta una soluzione amministrativa, questo perché la Soprintendenza richiede, per 250 aziende, una conferenza dei servizi specifica. Lo stesso problema si è riproposto con l’Autorità di Bacino della Puglia per altre 100 aziende”.

“In secondo luogo, negozieremo con il ministro Centinaio i 100 milioni di euro che ha messo a disposizione della Puglia. Vogliamo capire, insieme alle associazioni, possiamo utilizzare queste risorse a supporto delle misure regionali del Psr già finanziate. Insieme a Bruxelles cercheremo di capire se possiamo potenziare il premio di base per le nostre aziende, così da ammortizzare il mancato reddito della produzione. Stiamo combattendo per ottenere la movimentazione del materiale vegetale all’interno delle zone infette".

"Tutte queste regole si scontrano, però, con leggi nazionali con cui dobbiamo fare i conti. Abbiamo già snellito di molto la nostra burocrazia, ma dobbiamo fare i conti con quella sovraordinata nazionale - ha concluso -. Il decreto non risolve tutti i problemi ma presentato già due proposte di modifica che consentirebbero l’immediato reimpianto degli alberi. Solo negoziando potremo ottenere qualcosa. Il primo passo da cui partire è il decreto Centinaio da emendare in 60 giorni, prima della sua conversione in legge”.

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Commenti (2)

  • Concordo con il Sig. Franco, pura ipocrisia, prima dei nostri politici locali, senza valore e senza personalità , ma prima di tutto ignoranza,arroganza e menefreghismo, sono anni che si parla di questo male perché solo adesso fanno i paladini della terra insieme alla Coldiretti. Il tempo perso non torna mai indietro .Il Salento sarà il Sahara agricolo del futuro, mandiamo a casa questi nullafacenti e insediamo persone che vivono questo problema , anche con azioni forti ed eclatanti

  • Peccato che la Coldiretti nazionale, che prima delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, con un comunicato vantava la figura del Ministro Martina come uno dei migliori ministri dell'agricoltura, non si fosse sentita con la sede di Lecce, per far notare come quel Ministro e uomini al suo partito vicini, come la Bellanova e Stefano, non gli avessero esposto la situazione dell'olivicoltura salentina. Ed anche oggi tanti personaggi esperti nel campo degli aiuti comunitari erano assenti, ma ancora una volta ci si fa meraviglia come la Coldiretti leccese chieda le dimissioni dell'assessore Di Gioia, dimenticando che sono passati tanti anni dalla presenza di questo batterio, ma mai hanno contestato gli Assessori precedenti. Sarebbe interessante domandarsi il perchè ?

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