Referendum sul centro storico, il comitato al sindaco: "Basta fare melina"

E' sempre più radicata la convinzione che Perrone voglia impedire l'abbinamento con la consultazione nazionale di ottobre per non far raggiungere il quorum

LECCE – L’amministrazione comunale ha paura del referendum cittadino sull’istituzione della zona a traffico limitato a tempo pieno. O, meglio, ha paura che si raggiunga il quorum, cosa che avverrebbe quasi certamente se la consultazione richiesta venisse abbinata al referendum sulla riforma costituzionale previsto per ottobre, con un risparmio per la casse comunali calcolato in 200mila euro.

La convinzione del comitato Decidi Tu! è così radicata che è partito l'ennesimo invito, questa volta in gergo calcistico, al sindaco, Paolo Perrone: "Basta melina in campo".

L’obiettivo del comitato al quale hanno aderito 19 associazioni, è quello di creare una sorta di cintura protettiva permanente del centro storico, con l’attivazione dei varchi sette giorni su sette: in pratica sarebbero ammesse le auto dei residenti e degli aventi diritto, a vario titolo, ma non quelle che accedono senza permesso dal lunedì al sabato dalle 6 alle 21 (solo la domenica e nei festivi è la ztl è attiva senza interruzioni).

Nella conferenza stampa convocata questa mattina nella sede di Uisp, le perplessità già emerse nelle scorse settimane rispetto all’ostruzionismo del Comune hanno assunto una diversa consistenza: “Abbiamo il fondato sospetto che sia in atto un tentativo di boicottare il referendum proposto impedendo l’abbinamento con quello costituzionale di ottobre”.

Gli esponenti del comitato hanno ribadito la ragione che motiva l’atteggiamento dell’amministrazione comunale: “L’interpretazione che viene data dello statuto comunale, che vieta l’abbinamento con ‘operazioni elettorali’, è giuridicamente scorretta, perché il referendum costituzionale non elegge nessun organismo che possa essere influenzato dal quesito referendario. E’ un’interpretazione motivata perciò dalla paura che la volontà democratica dei propri cittadini smentisca la politica sulla mobilità perseguita da questa amministrazione, confidando nel non raggiungimento del quorum”.

Al presidente della sezione di Lecce del Tar e a quello dell’Ordine degli avvocati è stato chiesto di nominare al più presto i loro rappresentanti in seno alla commissione che deve valutare la regolarità della richiesta di referendum: l’iter, ai sensi dello statuto comunale, non può durare più di tre mesi dal momento della presentazione della richiesta.

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