Completamento della rete fognante nelle marine. Arriva l’ok definitivo del Consiglio

Approvato dall’assise il progetto esecutivo per le zone di Sant’Isidoro, Torre Squillace, Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. Novità anche per gli alloggi in zona Penta

Lavori in corso

NARDO’ – Nuovo passo burocratico importante per il completamento della rete fognante delle marine neretine di Sant’Isidoro, Torre Squillace, Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. Oggi il consiglio comunale di Palazzo Personè ha dato il via libera al progetto definitivo. Si tratta degli interventi previsti già dal protocollo d’intesa, firmato dal Comune nel 2015 con la Regione Puglia, poi riveduto e corretto sulla scorsa della progettazione dello scarico zero dei reflui dei depuratori di Nardò e Porto Cesareo per lo sbocco a mare sul litorale di Torre Inserraglio. Un accordo, com’è noto, che l’amministrazione del sindaco Pippi Mellone aveva “sconfessato” nella parte in cui si prevedeva lo scarico in mare dei reflui attraverso la condotta sottomarina, sulla base di una vecchia e ormai inadeguata concezione della gestione dei reflui. Nonostante la rimodulazione della progettazione erano stati comunque salvaguardati i contenuti relativi al finanziamento per 9 milioni e mezzo di fondi Por destinati alla rete fognaria nelle marine, un’opera infrastrutturale che il territorio di Nardò attende da molto tempo.

Il progetto è quello redatto da Aqp e prevede un sistema di collettamento indipendente a servizio delle marine in grado di condurre i reflui direttamente al depuratore senza interconnessione e sovraccarico idraulico della rete esistente a servizio dell’abitato di Nardò. Nel dettaglio, si realizzeranno tronchi di fognatura primaria per la rete di Santa Caterina, due impianti di spinta su via Emanuele Filiberto e un vano destinato a ospitare un gruppo elettrogeno a servizio dei due impianti. Sarà potenziato inoltre l’impianto esistente a Santa Maria al Bagno e saranno realizzati un collettore sulla provinciale “tarantina” e un collettore fognario in via Delle Rose. L’approvazione del progetto implica un vincolo anche per l’esproprio sulle aree interessate.

Acqua e fogna anche in zona “Penta”

Una vecchia rete costruita negli anni 60’ che sino ad oggi ha creato più di una problematica per residenti e abitanti delle palazzine della cosiddetta zona Penta. Ma ora dovrebbe arrivare una soluzione per portare acqua e fogna in maniera efficiente e regolare. È stato infatti affidato l’incarico per la progettazione della nuova rete idrica e fognaria a servizio degli alloggi popolari di zona Penta. Il progetto, che ha un costo di 10 mila euro, è la condizione essenziale naturalmente per poter poi sfruttare bandi di gara dedicati a questo tipo di infrastrutture o altri filoni di finanziamento.

Quello della rete idrica e fognaria della zona compresa tra via Oronzo Quarta e via Incoronata (via Foscolo, via Leopardi, via Alfieri, piazza Padre Pio, largo Negri, via Giovanni Gentile e piazza Pirandello) è un problema datato e annoso. Reso ancora più complicato dal fatto che il complesso condominiale ricade per una parte su suolo di proprietà comunale e per la restante parte su area demaniale, quindi non di pertinenza del Comune. Soprattutto, da oltre cinquant’anni una ottantina di famiglie fanno i conti con i disagi della vecchia rete idrica e fognaria, che Aqp non ha mai preso in gestione perché realizzata dall’ex Iacp con materiali non conformi. Il problema principale è costituito dalle continue perdite di acqua che diventano costi esorbitanti per i residenti, per lo più anziani e famiglie a basso reddito, ma lo stato delle tubazioni (in gran parte vetuste e arrugginite) determina spesso rotture e interruzioni dell’erogazione e rappresenta anche un rischio dal punto di vista sanitario. Infine, si verificano spesso sversamenti di liquami dei pozzetti, che costringono gli inquilini a dover porre riparo a proprie spese.

“Insieme al consigliere regionale neretino del Movimento 5 Stelle, Cristian Casili” spiega il sindaco Pippi Mellone, “abbiamo incontrato di recente una rappresentanza delle famiglie degli alloggi popolari che giustamente lamentano i disagi di una rete obsoleta e inadeguata. Proprio Casili ha promesso di portare l’istanza di queste famiglie in Regione e presso Aqp e di reperire le risorse necessarie. A condizione, ovviamente, che esista un progetto esecutivo dell’opera. Del quale ci facciamo carico come amministrazione comunale individuando celermente i tecnici. Questa è un’altra di quelle situazioni che non mi capacito come non sia mai stata risolta dal 1968 ad oggi e forse nemmeno mai affrontata. Un problema enorme questo per centinaia di persone” conclude il primo cittadino, “verso le quali il primo atto concreto lo facciamo noi, dopo oltre 50 anni, redigendo il progetto della nuova rete, che adesso aspetta i soldi della Regione, così come ha promesso il consigliere Casili”.

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