Dario Stefano si tira fuori: "Manca l'unità". Riprende quota la strada delle primarie

Nel Pd e nella coalizione non ci sono le condizioni necessarie per la candidatura. E il senatore non vuole essere motivo di divisione ulteriore

Dario Stefano.

LECCE – Il senatore Dario Stefano chiude a ogni ipotesi di una sua candidatura alla guida del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative a Lecce. Lo fa con un post nel quale, pur confermando le attenzioni a lui rivolte dai vertici provinciali e regionali del Pd, oltre che da gruppi di cittadini e associazioni, chiarisce che non ci sono le condizioni per partecipare in prima persona alla competizione elettorale.

“La complessità della sfida politica ed elettorale necessitava - commenta l'ex esponente di Sel - di una condizione essenziale di partenza (in verità essenziale per qualunque candidatura). Cioè, la convinta unità del principale partito del centrosinistra, prima, e dell’intera coalizione, poi, a sostenerlo.  Serviva manifestare un senso di coesione, condivisione, concordia, disponibilità tra tutti noi che ci riconosciamo nella esperienza e nei valori del centrosinistra. Ecco, credo che questa sarebbe stata l’unica ragione che mi avrebbe potuto far cambiare idea. Ma quella unanimità non c’è mai stata e questa circostanza ha impedito che arrivasse a me personalmente, e all'intera coalizione, una proposta ufficiale e non una semplice richiesta di disponibilità. Questo lo scenario dinanzi al quale sento il dovere non solo di ribadire di non aver mai proposto o chiesto la candidatura, ma anche di non voler essere assolutamente motivo di divisione”.

Stefano fa chiaramente intendere che nemmeno dall’incontro in programma il 16 gennaio con Giuliano Pisapia, Massimo Zedda e altri autorevoli esponenti di “Campo progressista” potrà venire un ripensamento: “Tutto il mio sforzo in questi mesi - è noto - è rivolto a ritrovare dentro il centrosinistra nazionale e locale le ragioni di un’alleanza tra il Pd e le altre forze del progressismo. Non abbiamo bisogno di lacerare e dividere un campo di forze già attraversato da troppe inutili tensioni, perché legate a vicende lontane dalla città. In tal senso mi spendo, con tutte le energie possibili, per contribuire alla ricerca complicata di una soluzione per dare una candidatura unitaria per Lecce, capace di segnare una novità e un’opportunità concreta di cambiamento. Allo stesso modo, spero prevalga in tutti la stessa voglia di far vincere il centrosinistra a Lecce”.

Ora il cerino torna in mano al Pd: è ancora possibile trovare una sintesi unitaria, sia per il partito che per la potenziale coalizione? La risposta dovrà maturare in pochi giorni, perché gli altri schieramenti sono già in marcia – Giliberti per il centrodestra, Delli Noci, Valente per il M5S – e non si può attendere oltre. Riprende dunque quota la strada delle primarie come unica via d'uscita ad uno stallo che sa tanto di resa anticipata.

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