Concessioni demaniali ai balneari: stop ad altre proroghe automatiche

Il ministro Boccia annuncia un provvedimento di riordino: il governo vuole evitare il rischio di una procedura di infrazione, tanto più dopo la pronuncia del Consiglio di Stato

Il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia.

LECCE - Non ci sono più i margini per proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime, in scandeza nel 2020. Il governo non intende esporsi nuovamente al rischio di infrazioni da parte dell'Unione Europea per violazioni della direttiva Bolkestein sulla libera concorrenza e, per ritrovare il bandolo della matassa, l'esecutivo è al lavoro per un provvedimento che possa dare ordine alla materia. Lo ha detto ieri il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, a margine della seduta Conferenza Unificata che si è svolta ieri a Roma. 

"Il nodo resta uno - ha dichiarato l'esponente del governo all'agenzia Ansa -: se si fanno norme attraverso scorciatoie per portare a casa applausi di brevissimo termine, poi si creano pasticci come quello accaduto qui oggi in conferenza, dove tutti, governatore e sindaci, tirano fuori lettere delle diverse procure della Repubblica e chiedono se andare avanti o fermarsi. Non è accettabile, tocca a noi mettere ordine". Il riferimento è alla confusione che si è generata dopo l'approvazione dell'emendamento alla legge di bilancio del 2018 in cui si prevedeva la proroga per 15 anni. Di quella norma, però, non sono mai stati emanati i decreti attuativi fino a che, nei mesi scorsi, una sentenza del Consiglio di Stato ne ha dichiarato l'inapplicabilità perché in contrasto con la normativa e la giurisprudenza dell'Unione Europea. 

Gli operatori balneari sono impegnati in tutte le sedi per ottenere un'altra proroga - non sarebbe, infatti, la prima - e anche ieri, a Lecce, nel corso di un incontro in prefettura con la sottosegretaria ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo, Lorenza Bonaccorsi, hanno esposto le loro ragioni finendo per trarre conforto dalle sue risposte, in particolare da quella in cui ha affermato "che il governo, pur consapevole della complessità della vicenda, ha ritenuto di procedere con l'adozione della normativa secondaria prevista dalla legge di biancio, in maniera il più possibile condivisa dalla Commissione Europea. Ovvero che si andrà avanti con la proroga per altri 15 anni, fino al 2033. Nel frattempo lavoreremo, in accordo con la Commissione, a un decreto per il riordino della materia".

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Quella della sottosegretaria si è rivelata una fuga in avanti, tanto che poco dopo da Roma è giunta la dichiarazione del ministro Boccia che lascia intendere un approccio diverso alla questione: "Continua l'impegno del governo a rimettere ordine a un caos generato da una decisione del precedente governo rispetto agli stabilimenti e alle concessioni balneari: il nostro obiettivo è quello di non rimettere più il nostro Paese nella condizione di subire procedure di infrazione. Abbiamo chiesto alle Regioni di trasmetterci la mappatura delle concessioni balneari entro fine marzo perché entro il 30 aprile scorso il precedente governo avrebbe dovuto varare il decreto con quella mappatura che non è mai stata fatta".

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