Congedo cacciato da An. "Il solito accanimento"

Il consigliere regionale scomunicato da Fini, risponde: "Ingiusto livore verso chi prova a portare un valore aggiunto alla coalizione che sostiene Paolo Perrone"

Cinque maggio, morte di Napoleone. E fine del rapporto fra Saverio Congedo e Alleanza nazionale. Il politico leccese se ne era già andato sulla sua Sant'Elena, la lista civica "La Città", che guida alle amministrative. Gianfranco Fini, capo del partito di via della Scrofa, ha deciso di trasformare i tuoni in pioggia: fuori Congedo e i suoi seguaci da Alleanza nazionale.

In una nota Congedo osserva che si tratta dell'ennesimo ingiusto, inopportuno accanimento a chi prova a portare un valore aggiunto alla coalizione che sostiene Paolo Perrone. Nel pomeriggio il consigliere regionale presenterà i suoi candidati all'hotel Tiziano. Ma il suo progetto assume maggior peso in prospettiva post-elettorale. "La Città" diverrà antagonista della Casa delle libertà? E come si collocherà il senatore Alfredo Mantovano, aennino, ma vicino a Congedo? Certamente, Fini poteva evitare a poco più di venti giorni dalle elezioni questo ulteriore segno di litigiosità di Alleanza nazionale.

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