Congedo: "Perrone, lascia stare le coppie di fatto"

Lettera del capolista de "La Città" al candidato sindaco della Casa delle libertà. Lo ha esortato a un impegno forte nel duro scontro con ideologie laicistiche. Pronta la replica: "Nessun registro"

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No ai registri per le coppie di fatto. Saverio Congedo, capolista de "La Città", ha chiesto in una lettera al candidato sindaco Paolo Perrone "il più forte impegno a sostegno delle famiglie leccesi, in termini sia di concreti provvedimenti di "sistema", sia di politiche valoriali che diano chiaro il segno di una scelta di campo nel durissimo scontro in atto con ideologie laicistiche e relativistiche che rischiano di scardinare le fondamenta stesse della nostra società. Uno scontro che, al di là delle ipocrisie pre-elettorali di convertiti ad ore, è molto forte nella nostra Regione alla luce del tentativo della sinistra di fare della Puglia l'avanguardia di politiche di dissoluzione delle nostre radici all'insegna di una deriva ideologica di stampo zaparestista".

Congedo ha esortato il candidato sindaco della Casa delle libertà a un "impegno chiaro a non istituire "registri et similia" che segnino un ulteriore passo verso la delegittimazione dalla famiglia tradizionale come riconosciuta dalla nostra Costituzione". E ha auspicato "che in queste elezioni amministrative il voto sia anche un voto a difesa della cellula fondamentale della nostra società, perché è nella famiglia che si costruiscono i destini degli abitanti e si formano i cittadini di domani".

E pronta è arrivata nel tardo pomeriggio la replica dell'interessato. "Lecce non si adeguerà mai al tentativo di fare della Puglia ‘l'avanguardia di politiche di dissoluzione delle nostre radici, all'insegna di una deriva ideologica di stampo zapaterista'. Saverio Congedo può stare più che tranquillo: se sarò sindaco, infatti, non penserò certo ad istituire registri per le coppie di fatto, bensì ad attuare politiche di sostegno reale alle famiglie leccesi". Così Paolo Perrone. Che aggiunge: "E' un impegno formale, il mio, non un argomento da campagna elettorale, perché proprio in virtù della mia sofferta esperienza personale credo fortemente nella famiglia come valore fondante della nostra società. Questo a dispetto dei tentativi di scardinamento dell'istituto messi in atto da forze politiche che mirano chiaramente, eliminando un pilastro fondamentale del nostro ordinamento democratico, a far precipitare la società nell'anarchia".

"Ed anche se un'amministrazione comunale non ha potestà legislativa - prosegue -, dunque non può regolamentare in autonomia i diritti e i doveri di questo importante istituto sociale (considerato dalla Costituzione italiana addirittura preesistente al momento normativo), può però adoperarsi per creare le condizioni per assicurare alla famiglia un contesto sociale ed economico sereno, proprio come chiede il consigliere Congedo. Benessere, occupazione, sicurezza. In questi settori un'amministrazione comunale può e deve distinguersi, contribuendo alla difesa di un istituto che non può essere in alcun modo equiparato ad altre forme di convivenza, pur assolutamente rispettabili. E non è una questione ideologica né un problema religioso, bensì di difesa della società dalle pulsioni disgregatrici che la percorrono oggi in maniera drammatica".

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