Consiglieri convocano commissione, Mellone alza le barricate in Comune

Presidio di vigili e polizia all’ingresso di Palazzo Personé dove il consigliere Siciliano aveva chiesto lo svolgimento della commissione di Controllo. L’accusa: “Arroganza politica”. Il sindaco: “Norme chiare, le riunioni sono sospese”

NARDO’ - La querelle era latente ormai da alcuni giorni all’ombra di palazzo Personè con i consiglieri di opposizione in pressing per far garantire l’agibilità democratica e far svolgere l’annunciata seduta della commissione di Controllo e garanzia in base alla richiesta formulata dal presidente Lorenzo Siciliano. Dall’altro la ferma presa di posizione dell’amministrazione comunale del sindaco Pippi Mellone e del presidente dell’assise comunale, Andrea Giuranna, che rammentando le disposizioni, in vigore nell’alveo anche della sede politica e amministrativa del Comune, per evitare possibili situazioni di contagio legate alla pandemia del Covd 19, hanno espressamente vietato, da diverse settimane e su disposizione anche del segretario generale, lo svolgimento delle attività degli organi collegiali in quanto le stesse sono da ritenersi sospese.

Quindi la commissione di Controllo, aggiornata alla mattinata di oggi, dopo il diniego allo svolgimento confermato ai consiglieri di minoranza anche dalla segretaria comunale, non poteva svolgersi secondo le modalità richieste o i canoni tradizionali e senza il requisito dell’urgenza indifferibile. Ovvero celebrarsi all’interno dell’aula consiliare, come richiesto nel rispetto comunque delle distanze e muniti di dispositivi di protezione. Uno scontro politico che ha avuto i suoi strascichi nella mattinata odierna: il consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano, aveva infatti confermato la convocazione della commissione (incentrata su una delle ultime delibere della giunta per l’assunzione di sette nuovi autisti di scuolabus) nell’aula consiliare. Magari se non in presenza, almeno in remoto. E questo nonostante fosse già giunta una prima e formale diffida del presidente del consiglio Giuranna e del sindaco Mellone che hanno spiegato, anche con comunicati ufficiali dell’ente, che tale convocazione era in contrasto con le disposizioni contenute nei decreti governativi che hanno sospeso le attività in presenza di tutti gli organi collegiali fino alla conclusione dello stato di emergenza.

E’ accaduto quindi che i consiglieri di opposizione si sono recati in mattinata in Comune, per partecipare alla seduta in una delle modalità più consone e magari accedendo nell’aula consiliare, ma si sono trovati il portone d’ingresso sbarrato e il presidio dei vigili urbani, protezione civile e una pattuglia del commissariato a controllare la situazione e il rispetto dei divieti imposti. Situazione che ha ovviamente rinvigorito la polemica politica e che ha costretto il presidente della VII commissione a ripiegare con l’apertura della seduta sul piazzale antistante la sede comunale. Un episodio che i consiglieri della minoranza, da Siciliano a Carlo Falangone a Daniele Piccione, a Giancarlo Marinaci, hanno ovviamente stigmatizzato, lamentando il loro malcontento alle forze dell’ordine, e annunciando di voler denunciare tale atto di “arroganza politica” nelle sedi competenti, prefettura e procura in primis.

L’accusa di Siciliano

“Oggi a Nardò è accaduto un fatto gravissimo” accusa Lorenzo Siciliano, “abbiamo trovato il portone della casa comunale chiuso e ci è stato impedito di accedere all’interno dell’aula consiliare per tenere i regolari lavori della commissione di controllo e garanzia, un organismo istituzionale. L’obiettivo di boicottare la nostra commissione, nonostante avessimo richiesto la possibilità di tenere la commissione in modalità online e nonostante l’ultimo decreto parli chiaro in merito alla possibilità di tenere sedute di organismi istituzionali purché sia rispettato il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dpi, non è stato centrato e mai lo sarà, perché noi abbiamo il dovere di lottare per tutelare l’interesse dei cittadini liberi, della trasparenza, della democrazia anche di fronte ad un clima da ghestapo come quello vissuto stamattina. E difatti ho aperto i lavori della commissione” spiega Siciliano, “sul piazzale del Comune, affrontando l’argomento iscritto all’ordine del giorno in merito all’assunzione di sette autisti, a scuole chiuse, ad opera dei signori che si barricano nel palazzo per paura di essere sbugiardati. A noi non ci fermano né le loro violazioni di legge, né la loro presunzione di onnipotenza, che oggi denunceremo a tutte le autorità giudiziarie e governative”.    

La replica di Mellone

Non è mancata l’immediata precisazione anche del primo cittadino Pippi Mellone sulla vicenda, che fa il paio con le precisazioni rese nei giorni scorsi dal presidente dell’assise comunale, Andrea Giuranna. “Mi sento in dovere di fare alcune precisazioni per i cittadini, perché altri non ne meritano alcuna” argomenta il sindaco Mellone “da oltre 50 giorni il 95% dei dipendenti del nostro Comune sono in smart working, i servizi al cittadino data l’emergenza in corso sono ridotti all’osso per evitare gli accessi e il rischio di diffusione del virus. La segreteria del Comune é chiusa. L’ufficio messi apre nei giorni di lunedì, giovedì e venerdì. Mentre l’ufficio protocollo il lunedì, mercoledì e venerdì. Il tutto è stato disposto con provvedimento del segretario generale all’inizio di questa infame emergenza”.

“Sin dal 9 marzo le riunioni di giunte, consigli e commissioni possono avvenire, solo se urgenti, in modalità da remoto. L’unico consiglio comunale celebrato a Nardó da allora, per dare il via libera a una importante opera pubblica, si è svolto on line. Ognuno da casa propria. Ora che 5 tizi pretendano di violare leggi, regolamenti e perfino il decreto del presidente del consiglio Conte per celebrare la loro inutile e illegittima commissione e accaparrarsi il loro misero gettone di presenza, mettendo a rischio la salute di tutti, è allucinante. Ma d’altronde sono gli stessi che celebrano matrimoni senza mascherine. Sulla mancanza del numero legale, dovevano essere almeno in otto ed erano a malapena 5, per lo svolgimento della stessa seduta illegittima, stendiamo invece un velo pietoso”.

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“Nella stessa sala consiliare” conclude il primo cittadino, “la gente, lo ricordo, continua a sposarsi senza la presenza di madri, padri, fratelli, sorelle e affetti più cari. Ma quei consiglieri pretendono di svolgere una commissione illegittima convocando 20 persone in quella stessa sala. Finche sarò io il sindaco le leggi le dovranno rispettare tutti. Perfino loro che per trent’anni anni le hanno calpestate”.

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