Coppola a muso duro: "Caro Barba, adesso parlo io"

Gallipoli: per un anno e mezzo l'ex coordinatore cittadino di Fi ha taciuto sulle motivazioni che hanno portato alla caduta dell'amministrazione. Ora vuota il sacco attaccando i metodi dell'ex sindaco

Un lungo e dettagliato j'accuse per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e rendere edotti i cittadini di Gallipoli sulle reali motivazioni che hanno portato alla caduta rovinosa dell'ammi-nistrazione Barba agli albori della stagione estiva del 2007. Un fiume in piena, Giuseppe Coppola, consigliere provinciale ed ex coordinatore cittadino e consigliere comunale di Fi additato da sempre dall'ex primo cittadino azzurro come il principale attore e "manovratore" della conclusione ingloriosa del Governo Barba ad appena un anno dalla sua elezione. Ha scelto la via del silenzio e della prudenza in questo lungo periodo, Giuseppe Coppola. Fin dai tempi in cui l'amministrazione Barba era ancora in auge. E poi anche in seguito, quando a cose fatte (ovvero dalla firma congiunta dei cinque "dissidenti" e degli otto consiglieri dell'opposizione di centrosinistra che hanno così decretato la spallata definitiva a Barba e alla sua giunta) si è scatenata la ridda di accuse e di insulti personali rivolti a più riprese dallo stesso senatore nei confronti di coloro - Coppola in testa- che lo stesso Barba considera a tutt'oggi i suoi cospiratori e componenti di lobby affaristiche pronti a tendere le mani sulla città. Coppola seppur più volte sollecitato dalla stampa a spiegare e replicare a viso aperto, non ha battuto ciglio. Porgendo l'altra guancia, il tutto soprattutto per impedire, a suo dire, di far scivolare la contrapposizione personalistica innescatasi tra i due massimi esponenti forzisti in terra gallipolina, anche sul terreno nazionale.

"La disciplina di partito, oltre alla stima e all'affetto che mi lega da sempre al coordinatore regionale di Forza Italia On. Raffaele Fitto" esordisce l'ex coordinatore cittadino azzurro, "mi ha imposto, per due lunghi anni, una forzata ma doverosa cautela nell'esprimere il mio pensiero sulle cause e sulle conseguenze relative alla delicata vicenda della crisi amministrativa poiché, ahinoi, strettamente legata alla precaria situazione numerica del Senato". Di seguito il testo integrale del comunicato "chiarificatore" di Coppola che solo ora, e non a caso, dopo lo scioglimento delle Camere da parte del presidente Napolitano, ha deciso di rompere il silenzio "cautelativo" replicando a muso duro al Senatore Barba e fornendo un segnale di apertura al coordinatore regionale Fitto per dirimere l'intricata bagarre politica di Gallipoli.

"Il tutto atteso che, sin dall'avvio della Sua legislatura a Palazzo Balsamo, ad inizio estate del 2006, l'ex senatore Barba ha giocato la sua carta preferita: quella di immaginare di poter tenere sotto scacco i rappresentanti locali del partito azzurro ed il sottoscritto in particolare, paventando più volte e pubblicamente, di disertare gli scranni del Senato e impedire all'Opposizione del Governo Nazionale di avere i ‘numeri' utili per controbilanciare l'esiguità numerica della maggioranza di Centrosinistra. Tutti ricorderanno infatti le numerose velate sollecitazioni ai vertici del partito con cui, a mezzo stampa, l'ormai ex Senatore Barba subordinava la Sua doverosa presenza al Senato alla mia espulsione da Forza Italia; fatti e conseguenze che peraltro hanno trovato autorevole riscontro nelle cronache statistiche del ‘Sole 24ore' che hanno certificato con ben il 33%, l'assenza dalle sedute nell'aula parlamentare dell'ex senatore Barba. La più grave, senza dubbio, ed è giusto che i cittadini lo sappiano, quella in sede di approvazione dell'emendamento per l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa, non approvato per due soli voti, di cui uno era proprio quello di Barba".

"Ora le Camere sono state sciolte e nessuno può far valere di più 1 voto al Senato rispetto ad un sano confronto politico sul territorio. Quindi, Adesso Parlo Io. E' naturale che chi è abituato giornalmente a ‘Autoelogiarsi' ed ‘Autoesaltarsi', vantando amicizie a destra e a manca, non può gradire l'intervento di un autorevole parlamentare come Stefania Craxi in merito a ‘piccole' vicende politiche locali e soprattutto a sostegno di un semplice consigliere provinciale. Si continua a sbagliare dimostrando di non essere all'altezza di questa città. Primo perché Gallipoli non è una piccola realtà locale, ma gode di rilevanza nazionale. Secondo perché Stefania Craxi è fortemente legata a questo territorio, non solo per la mia amicizia, ma anche per una serie di suoi collaboratori che sono salentini. Primo fra tutti, l'onorevole Sergio Pizzolante, di Castrignano del Capo. Il suo addetto stampa, è di Taviano, la sua segretaria di Taranto. Gallipolino ‘verace' è stato il consigliere economico di Suo padre, il dottor Pedone. Oltre naturalmente alla folta rappresentanza di iscritti e simpatizzanti della Giovane Italia dei diversi comuni salentini riunitisi a Gallipoli lo scorso dicembre. Un elettorato silenzioso, di fede riformista, che sta in Forza Italia e si riconosce tanto nella guida nazionale del Presidente Berlusoni quanto in quella regionale dell'onorevole Fitto. Un elettorato che può contribuire a far crescere Forza Italia, soprattutto in Puglia se, con la giusta attenzione, sapremo parlare e farci ascoltare da quei tanti socialisti che ancora oggi, sono mal sopportati nello schieramento di centrosinistra. Una sfida sono certo, che la lungimiranza politica di Raffaele Fitto, saprà cogliere in pieno"

Coerentemente con quanto ho riferito in tutti questi mesi - soprattutto agli organi di informazione e agli amici giornalisti che mi hanno a lungo incalzato per un intervento di risposta o di commento alle esternazioni ad ampio raggio dell'ex senatore ed ex sindaco di Gallipoli Vincenzo Barba - ora, e solo ora, ritengo di dover rompere il silenzio e rispondere con la forza della coerenza e della linearità che mi contraddistingue, in politica come nella vita quotidiana, per dare contezza soprattutto ai cittadini di Gallipoli di tutte le assurdità, falsità e le offese gratuite che ho dovuto ascoltare e ‘sopportare' per tanto - e forse troppo - tempo. E' arrivato dunque il momento di dire basta evidenziando, oggi come nel giugno dello scorso anno, la necessità di quella scelta politica che ha prodotto la caduta dell'amministrazione Barba. Capisco che qualcuno non gradisce chi non è allineato alle Sue volontà. ‘Caro Barba con i tuoi soldi non mi compri….'. Così ho iniziato l'esperienza nell'amministrazione Barba. E con gli stessi principi di libertà ho condotto, sia pure con sacrificio, obbedendo alle indicazioni del Partito ed alla paziente opera di convincimento del coordinatore regionale Fitto, la mia azione amministrativa continuando a sperare in una inversione di tendenza, in un miglioramento. Purtroppo niente di tutto ciò è accaduto"

"Ancor prima del Suo insediamento, ed ad urne appena chiuse, ricorderete tutti i toni e soprattutto gli appellativi che, dall'alto della Sua onnipotenza attribuiva ai consiglieri comunali della sua stessa maggioranza: scaldasedie, accattoni, traditori e vigliacchi, esibendosi quasi facesse parte della compagnia del ‘bagaglino' invece che del Senato della Repubblica. La politica è, al contrario, una cosa seria. Senza dimenticare poi la formazione e successiva presentazione di una Giunta tecnica che ha avuto solo il merito di dissipare i soldi delle casse comunali senza produrre o programmare il benché minimo risultato per la città, incapace anche di portare a compimento ciò che altri avevano prodotto. Concertini, insignificanti sfilate di moda, passerelle, viaggi, l'importante che ci fosse un palco ed un microfono per ‘esaltarsi', ‘esibirsi' niente altro. In cambio tanti, tantissimi soldi buttati al vento. O forse, non proprio al vento!"

"Questo ha prodotto l'amministrazione Barba a danno di questa città. Queste insignificanti manifestazioni tanto volute da qualche esperto di quella giunta tecnica che hanno portato sin da subito a produrre un debito di oltre € 300.000,00. Studiate con la precisa convinzione di sostituire egregiamente il Premio Barocco! Cacciato da Gallipoli per delitto di ‘lesa maestà'. Succes-sivamente, un mio ordine del giorno al Consiglio comunale, finalizzato a creare i presupposti per il ritorno del Premio Barocco a Gallipoli nell'anno successivo, ha scatenato il finimondo. Sarebbe utile, per la storia politica di questa città, che qualcuno ‘raccontasse' i veri motivi che lo indussero a ritirare la firma da quell'ordine del giorno sul Premio Barocco! Questa è stata la brillante programmazione turistica di Barba e della Sua Giunta. Lontani dalla realtà quotidiana che invece, ha visto solo confusione e disagi per gli operatori commerciali e balneari nel rilascio delle autorizzazioni; la diminuzione delle presenze turistiche ed il disagio di tutti i cittadini costretti giornalmente a vivere in una città allo sbando. E la presunzione dell'ex Sindaco di poter fare e disfare come stesse a casa sua. Nessuno ha dimenticato i ‘personaggi' che pensavano essere diventati i padroni della città. E intanto si sperperavano soldi pubblici per accontentare le manie di alcuni suoi assessori. Le cronache, non solo politiche, dei mesi che hanno seguito la caduta dell'amministrazione Barba non hanno fatto altro che legittimare quella scelta e confermare che tutti i rilievi e le "opposizioni" alle scelte sconsiderate e scellerate poste in essere dall'approssi-mativo Esecutivo della Giunta Barba, avevano un sacrosanto fondamento"

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"Purtroppo però, noi cittadini di Gallipoli, saremo costretti a pagare con le nostre tasche, gli incredibili aumenti delle tasse comunali alle quali il Commissario Prefettizio ha dovuto far ricorso per ripianare lo sfacelo delle casse comunali causate dalla scellerata azione amministrativa di quella Giunta di ‘forestieri' fortemente voluta dall'ex senatore Barba. Per tutto questo tempo, non ho voluto cedere alle continue e costanti provocazioni lanciate dall'ex senatore Barba per non creare situazioni di imbarazzo ai vertici di quello che è il mio partito da sempre. A Camere sciolte un'ultima riflessione. Forza Italia a Gallipoli è stata forte sin dal suo debutto, eleggendo un consigliere provinciale nel 1995, vincendo le elezioni regionali del 2000, le comunali del 2001 ed eleggendo il sottoscritto al Consiglio provinciale nel 2004. Ha fatto storia politica il duello D'Alema - Mantovano. Ricorderanno tutti infatti come, a quei tempi, l'ex senatore Barba si onorava, non solo dell'amicizia, ma anche del sostegno politico all'onorevole D'Alema! Oggi bisogna ripartire. Nell'interesse della città, è necessario proporre una idea complessiva di sviluppo e di buona amministrazione. Approvando sin da ora le soluzioni che l'autorevolezza del coordinatore regionale Raffaele Fitto, saprà dare per ricondurre nel giusto dibattito politico la delicata vicenda Gallipoli".

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