Coronavirus: Scanderebech, incoscienti traditori i pugliesi che scappano dal nord per rientrare in Puglia

Dichiara l’On. Deodato Scanderebech:”sono nato nel Salento in Puglia precisamente a Felline splendida cittadina posizionata vicino al mare tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca. Sono partito dalla mia terra natia a 18 anni per Torino ma il mio cuore è sempre rimasto nella nostra amata terra la Puglia. Vivendo a Torino dove ci sono gli ospedali e sanità di massima eccellenza, oggi a causa di questo maledetto virus e della continua fuga dal Nord di pugliesi verso la Puglia, sono molto preoccupato per i miei parenti che vivono giù, consapevole della scarsa ricettività degli ospedali pugliesi ”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Dichiara l’On. Deodato Scanderebech:”sono nato nel Salento in Puglia precisamente a Felline splendida cittadina posizionata vicino al mare tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca. Sono partito dalla mia terra natia a 18 anni per Torino ma il mio cuore è sempre rimasto nella nostra amata terra la Puglia. Vivendo a Torino dove ci sono gli ospedali e sanità di massima eccellenza, oggi a causa di questo maledetto virus e della continua fuga dal Nord di pugliesi verso la Puglia, sono molto preoccupato per i miei parenti che vivono giù, consapevole della scarsa ricettività degli ospedali pugliesi ”.

Continua Scanderebech:” il danno d’immagine che è stato generato dalla genuina incoscienza trasmessa con l’assalto ai treni per scappare prima che “chiudessero” alcune aree del Nord non è stato certo d’aiuto ai nostri amici e parenti che vivono in Puglia, causando un grave problema alla sanità pugliese e mettendo a rischio la salute dei nostri concittadini. Mi chiedo perché scappare? Paura di infettarsi? Paura di non tornare per Pasqua? Non avete resistito alla chiamata dei vostri genitori che vi volevano a casa per proteggervi? Campanilismo? Ignoranza? E, cosa principale, come la mettiamo se per sfortuna si ammala un nostro anziano concittadino per un virus portato da voi? Se la paura può essere anche in parte comprensibile, allo stesso modo deve essere accettata la rabbia e apprensione di chi è preoccupato per la salute dei propri cari e per lo situazione e le capacità del sistema sanitario pugliese.

Non ci sono indicazioni divine, Spirito Santo e colombe col ramoscello d’ulivo, non è un tentativo di salvare le specie viventi, si fugge solo da un presunto diluvio universale al grido di “si salvi chi può”. Conclude Scanderebech:” dubito che l’auto-censimento e quarantena siano sufficienti a contenere il virus in Puglia, anche perché c’è sempre qualche “invincibile” che, tornato già da qualche settimana per chiusura scuole e università, inconsciamente non si è messo in quarantena. Alla base di quanto sopra manifestando tutte le preoccupazioni per la salute dei miei parenti in Puglia e per tutti i cittadini pugliesi lancio un grido di allarme a tutti i pugliesi che vivono a Nord non tornate in Puglia prima che non sia finita questa maledetta epidemia. Tutti insieme rispettando le regole vinceremo e tutti insieme ci ritroveremo in Puglia questa estate ad abbronzarci.” 

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