Darsena di San Cataldo: l'azienda rischia l'annullamento del contratto

La notizia emerge al termine dell'incontro tra Comune di Lecce e sindacato Uiltucs: "Se Marina di Portisco spa non rileva i sei lavoratori dall'azienda precedente, risulta inadempiente rispetto al bando di gara". Rischio chiusura

 

LECCE - I sei ormeggiatori della darsena di San Cataldo sono ancora lì, in assemblea permanente all'interno dell'unico luogo in cui possano continuare a rivendicare il diritto al lavoro. La darsena, appunto, in cui, il più anziano di loro presta servizio da quarant'anni. Nei passaggi di gestione da un'azienda all'altra è sempre andato tutto liscio: garantito il subentro, garantita la continuità lavorativa ed il reddito. Fino a quando non è arrivata la società "Marina di Portisco spa" di Olbia - partecipata totalmente dal gruppo Italia Navigando – unica partecipante e quindi vincitrice del bando promosso dal Comune di Lecce.

La conseguenza è stata che i lavoratori, da quel 4 luglio, sono diventati "invisibili": non esistono perchè privi di un contratto di lavoro, sebbene nel passaggio di testimone dalla ditta locale "Colaci", dovrebbe essere applicata la clausola sociale prevista dallo stesso bando di gara. La questione è complessa e non mancano le "anomalie", secondo il portavoce del gruppo Elio Vallo: "L'impresa ha vinto l'affidamento per 5 anni, ma una sua consociata, Italia Marine srl ci ha proposto un'assunzione a tempo determinato di soli tre mesi. Come è possibile?". Il dubbio sulla legittimità di questa richiesta è materia di competenza del legale che difende i lavoratori, Italo Porcari.

Ma la mancata applicazione della clausola sociale non è un'azione che possa passare inosservata, anzi. Stando a quanto spiega la referente Uiltucs Uil, Antonella Perrone"se Marina di Portisco non assume prioritariamente tutte e sei le unità, risulta inadempienterispetto a quanto previsto dall'articolo 3 del bando di gara ed esistono le condizioni perannullare il sub affidamento del servizio". Sarebbe quindi inevitabile il prossimo passo del Comune di Lecce: la recissione del contratto. La stessa amministrazione comunale, chiamata in causa questa mattina durante un incontro richiesto dallo stesso sindacato, ha preso carta e penna per sollecitare i dirigenti aziendali al rispetto dell'obbligo di rilevare il personale.

La società era già stata contattata dalla stessa Uiltucs per mettere un punto fermo alla vicenda (assunzione e contratti di lavoro per gli ormeggiatori, l'impiegato della darsena ed un coordinatore responsabile), senza ottenere alcuna risposta. "Aziende che si comportano in questo modo, a prescindere dalla loro specializzazione e dalla loro competenza, sono aziende che non meritano questo nome. Noi continueremo a difendere il diritto di queste persone ad essere rilevate insieme a tutta la struttura, per garantire la continuità del servizio e del lavoro", commenta Antonella Perrone al margine dell'incontro.

D'altra parte, gli ormeggiatori segnalano il rischio di chiusura della stessa darsena, nel caso in cui l'intervento del Comune non fosse risolutivo, perchè, come precisa Elio Vallo, "mancano le condizioni di sicurezza, legate alla possibilità di incendi e quant'altro".

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