Decreto Di Maio: da oggi "licenziate centinaia di dipendenti Comdata"

I primi effetti, nel mercato del lavoro salentino, del decreto numero 87, cosiddetto “di dignità”. Nuove regole da oggi per prorogare o rinnovare contratti

Foto di repertorio.

LECCE – Si può parlare di tutto, fuorché di dignità del lavoro Centinaia di lavoratori interinali perderanno il lavoro nel Salento.  Lo “scherzetto” di Halloween, per il 2018, è davvero pesante: ecco i primi effetti del decreto Di Maio, cosiddetto “dignità”. Se nelle intenzioni il limite ai rinnovi dei contratti precari avrebbe dovuto incentivare il ricorso al tempo indeterminato, la realtà è ben diversa: in centinaia di dipendenti hanno di fatto perso il lavoro. Tra i quali molti impiegati di Comdata. Il call center in via De Mura, nel frattempo divenuto la più grande impresa della provincia per numero di occupati, ha mille e 200 dipendenti  a tempo indeterminato, a cui si sommano circa 800 tra lavoratori in somministrazione e collaboratori a progetto. Quasi 200 lavoratori hanno ricevuto, nella giornata di ieri, la comunicazione del mancato rinnovo del contratto in somministrazione in scadenza al 31 ottobre. Stesso destino hanno vissuto decine di lavoratori nelle settimane passate. Tra essi anche lavoratori ormai strutturati, al lavoro sulle Sabina Tondo-2grandi commesse dell’azienda da oltre 18 mesi.

L’allarme è stato lanciato dalla Cgil: l’organizzazione sindacale ha acceso i riflettori sui numerosi contratti tra interinali e agenzie di somministrazione che non saranno più rinnovati. Molte aziende hanno deciso di non rinnovare i contratti in scadenza ieri. In questo modo le imprese evitano aggravi contributivi. “Dal punto di vista dei lavoratori, soprattutto chi tra essi vanta maggiore anzianità e magari si aspettava la stabilizzazione, la giornata è stata drammatica: in tantissimi infatti hanno perso il lavoro”, scrivono i portavoce della sigla sindacale di Lecce. “Traditi dal decreto Di Maio”, dice Sabina Tondo, coordinatrice provinciale del Nidil Cgil Lecce. “Nella maggior parte dei casi parliamo di lavoratori che hanno acquisito competenze nella propria attività e che dovranno ora reinventarsi, magari per l’ennesima volta. Un provvedimento come il Decreto Di Maio, che nelle intenzioni vuol combattere la precarietà, ha nei fatti espulso da ciclo produttivo centinaia di lavoratori salentini e probabilmente incentiverà il turnover nelle aziende. La norma andrebbe migliorata, per esempio obbligando le aziende che attingono dalle agenzie interinali a mantenere il personale nello stabilimento, senza ricominciare da capo ogni volta. Una sorta di diritto di prelazione sulle assunzioni”.

“Il Decreto Di Maio agisce come un coltello a doppia lama sui lavoratori interinali. Oltre al tetto legato alla durata dei contratti, infatti, su di loro incombe anche il limite fissato dal Decreto Di Maio al lavoro in somministrazione”, denunciano dalla Cgil. “Il datore di lavoro ha l’obbligo di attenersi al limite del 30 per cento di interinali sulla platea dei lavoratori dipendenti. Questo costringe le aziende in cui in questi anni si è fatto un uso sregolato e quasi strutturale di interinali a “sfrondare”. E così dall’oggi al domani, i lavoratori interinali, praticamente ormai strutturati in tantissime nostre realtà produttive, si sono ritrovati ad essere lavoratori in eccesso”, conclude Tondo.

Che cosa prevede il Decreto Di Maio

Il Decreto Legge numero 87 del 2018, denominato “Decreto dignità” aveva previsto un periodo transitorio tra il 14 luglio, giorno dell’entrata in vigore del provvedimento, e il 31 ottobre. A partire da oggi, però,  per prorogare o rinnovare un contratto a termine già avviato tra le parti, bisognerà seguire le nuove regole. In primis, la durata massima del  primo contratto a termine senza causale di 12 mesi. Oltre i primi 12 mesi, inoltre, proroga con causale: il datore deve cioè precisare che la prosecuzione del rapporto avviene a tempo determinato per esigenze temporanee e oggettive. Le proroghe potranno essere al massimo quattro nell’arco dei due anni, non più cinque nell’arco dei tre. Ma non è tutto. La durata massima dei rapporti a termine fra il datore e il lavoratore è di 24 mesi, salvo previsioni diverse del contratto collettivo applicato dall’azienda.

Il provvedimento ha previsto un periodo transitorio. Entro il 31 ottobre sarebbe stato possibile mantenere il tetto complessivo dei 36 mesi. Ad esempio, un contratto scaduto il 30 settembre dopo 14 mesi, avrebbe potuto avere una durata massima di altri 22 mesi, senza necessità della causale, solo se siglato entro ieri. Lo stesso contratto dell’esempio, se fosse rinnovato oggi, col Decreto Di Maio avrebbe durata massima di 24 mesi (dunque altri 10 mesi e non 22). Non esiste, invece, regime transitorio se il primo contratto tra le parti è stato stipulato dal 14 luglio in poi: in questo caso le nuove regole sono scattate subito. Quindi, un accordo siglato per la prima volta il 15 luglio può essere prorogato alla scadenza solo fino a un massimo di quattro volte, e richiederà la causale se saranno superati i 12 mesi. In caso di rinnovo, dovrà sempre essere accompagnato dalla causale.

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Commenti (67)

  • Per ora ragazzi questo governo ha fatto soltanto licenziare un sacco di persone non hanno fatto ancora il reddito di cittadinanza men che meno modifica della Fornero, non hanno fermato la tap, non hanno diminuito il costo del lavoro,.......... Solo promesse elettorali????? Mi sa che hanno fatto i conti sbagliati.....altri anni persi inutilmente..... Grazie m5s

  • Il Sig.Goffredo ha descritto la pura verità dello stato attuale del Governo e principalmente di Di Maio, un’altro fancazzista appartenente al Teatrino “Grillo” insieme agli altri , che non conoscono la realtà del paese.Basta prese per il @#?*%$, Il PD ha fatto poco o niente ma questi stanno causando solo disastri.

  • Ovviamente il decreto Di Maio non è neppure lontamente opera sua. Non ha le competenze. D'altronde, come tanti pentastellati, Di Maio è stato catapultato in un mondo di cui non ha la minima idea. Vive di chiacchiere e di inganni, dicendo ciò che la gente vuol sentirsi dire. Purtroppo per lui, la gente attende, invano, che dalle parole si passi ai fatti. E lui, Di Maio, cosa si inventa? Altre promesse mirabolanti, verbi al futuo: faremo, ci sarà, vedrete, staremo meglio. Caro Di Maio, le tue acrobazie stanno finendo miseramente.

  • È come se il M5S e i suoi sostenitori non si fossero resi conto che adesso sono al governo. La maggioranza siete voi; voi siete il primo partito, l’establishment. Gli italiani non sono più caproni perché vi hanno votato. Renzi non c’è piú. Adesso è arrivato il tempo dell’azione; fatti, non parole. Non sará facile, avete promesso più di Berlusconi e Renzi messi insieme, e chi governa fisiologicamente perde consenso. Ma governare quando si vince è un dovere.

  • Non c'entra nulla il decreto Di Maio, anzi è l’unico che sta regolamentando un settore che è deteriorato da anni. Come osservano gli analisti del Centro studi di Unimpresa - c’è un aumento lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. Una situazione, che , "di fatto è stata aggravata dalle agevolazioni offerte dal Jobs Act che hanno visto favorire forme di lavoro non stabili. http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2018/04/22/povera-italia-fabbrica-precari_ysXyTgVZihP8hE IOjcQpvM.html?refresh_ce

    • Regolamentare il lavoro precario, per te, significa lasciare senza lavoro chi un lavoro prima lo aveva, seppur precario? Così so' bboni tutti!

      • Io sono stato un lavoratore precario lavorando presso due grandi call center nella zona di Lecce, sono stato “stoppato “ lo scorso anno 2017 per aver raggiunto un’anzianità di 30 mesi. L’anno scorso non c’era Di Maio! Parlare e scrivere senza conoscere il mondo degli interinali è fare disinformazione. Il lavoratore interinale è una categoria sfruttata al massimo che lavora 9/10 ore al giorno compreso il giorno di risposo. Mi domando se queste condizioni siano normali. Di Maio è l’unico che sta tentando di regolamentare un settore, quello del lavoro in balia delle grandi aziende che voglio lavoratori sempre più schiavi.

        • L'effetto che sta avendo questa regolamentazione è un aumento dei disoccupati. Praticamente, la cura è peggio del male. Le imprese non hanno il fine di fare assistenzialismo, ma quello di fare profitto e, se non reputano conveniente assumere a tempo indeterminato, non sarà certo Di Maio ad obbligarle, con un decreto. Potranno anche scegliere di delocalizzare e, come recitava Sordi, potrebbero anche dire: lavoratoriiiiii...prrrr!

      • Concordo con te e mi permetto di essere velenoso una volta tanto: è come se i sostenitori del M5S non si fossero accorti che ora sono al governo; che sono la maggioranza, il popolo della rete, l’establishment. Continuare a insultare Renzi è ridicolo. Bisogna passare dalle chiacchere ai fatti.

  • Anche in America quando venne abolita la schiavitù milioni di schiavi rimasero senza lavoro.

    • In Italia invece abbiamo abolito la povertà e stiamo creando nuovi disoccupati. C'è qualquadra che non cosa...

  • Il punto è che il bibitaro, con questo decreto, credeva di sostituire il lavoro precario con i contratti a tempo indeterminato. Praticamente, ha elucubrato questo pensiero: "pongo dei limiti stringenti ai contratti a tempo determinato, in modo che le imprese siano obbligate a assumere stabilmente quei dipendenti interinali". Ma le imprese non sono affatto invogliate a trasformare i contratti interinali in contratti a tempo indeterminato, dato che non si è messo mano al cuneo fiscale e perciò risulta loro più conveniente mettere in atto un turn over dei lavoratori interinali, piuttosto che sobbarcarsi l'enorme cuneo fiscale che grava sui contratti a tempo indeterminato. Insomma, il bibitato è straconvinto che si possa modificare il mondo tramite i decreti legge. D'altronde, è persino convinto di aver abolito la povertà! E le orde di grullini decerebrati lo applaudono, sulla fiducia. Mica ci arrivano a comprendere che questo decreto produrrà solo un aumento pazzesco della disoccupazione. Ed è inutile mostrar loro i dati che confermano come questo aumento sia già in atto, tanto risponderanno: "rosica piddiota", "i dati sono del piddì", "è colpa dei governi precedenti", "lasciateli lavorare", "kitipaka!?1", ecc... Voglio proprio vedere se saranno così ottusi da continuare a difendere a spada tratta questi cialtroni al governo, allorquando, tra pochi mesi, resteranno in braghe di tela.

  • http://www.lecceprima.it/cronaca/inchiesta-call-center-salento-23-gennaio-2017.html Io vorrei sapere se i giornalisti di Lecceprima comunicano tra loro, se cioè si parlano. Vorrei sapere ancora se i sindacati hanno poi capito da quale parte andare. Vorrei sapere infine se i commentatori di Lecceprima hanno fatto pace col cervello e quindi rimangono su una sola opinione. Vorrei sapere insomma se sia normale scandalizzarsi e infuriarsi per un articolo del 2017 sulle condizioni di lavoro nei call center e attaccare adesso quelli che vorrebbero migliorare le condizioni degli stessi lavoratori. E bisogna che ci mettiamo d'accordo. Perché altrimenti si capisce niente. I licenziamenti sono dell'azienda. Questo è chiaro o bisogna fare il disegnino?

    • Premesso che quell'articolo non c'entra un fico secco col decreto del bibitaro, vorrei farti notare che "quelli che vorrebbero migliorare le condizioni dei lavoratori" in realtà stanno rendendo quei lavoratori dei disoccupati. Se s'intendeva veramente migliorarne le condizioni, bisognava intervenire per ridurre il cuneo fiscale, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato e non mettere al bando il lavoro flessibile, che è una forma di lavoro irrinunciabile nell'odierno mondo globalizzato, dove le aziende devono essere flessibili e pronte ai cambiamenti per essere concorrenziali. Va beh, avevo un po' di tempo da perdere. Tanto lo so quanto sia inutile cercare di argomentare con voi ultras della politica. Evviva il Mo-vi-mento!11!

      • Io ti ringrazio del tuo tempo. E anche io te ne dedico per farti notare quel tuo "se si intendeva ... bisognava...". Ricette giuste e sacrosante che fanno alzare una grande voce in coro:"perchè non lo avete fatto voi?. E se era così giusto, sacrosanto e lo avete fatto, perchè la gente vi ha mandato a casa?" Dopo di che non ho altro da dire. Se non che l'articolo postato c'entra con lo sdegno per i posti di lavoro indecorosi. Sdegno che bisogna, ahimè, ricordare ai tanti smemorati che adesso si indignano col governo e NON con l'azienda.

        • Guarda che è stato fatto tutto quello che si poteva fare con le risorse disponibili, evitando di aumentare il debito. Ti rammento il bonus assunzioni triennale, che faceva risparmiare più di 8mila euro alle imprese per ogni lavoratore assunto. Inoltre, nell'ultimo programma elettorale era previsto un netto taglio al cuneo fiscale. Questo governo invece ci sta indebitando fino all'osso per regalare soldi a gente che si gratta la pancia e non mette un euro per agevolare la crescita e l'occupazione. Anzi, sta creando i presupposti per un arresto della crescita e un aumento dei disoccupati. Chiaro il concetto?

    • Giusto!

  • se in campagna elettorale i candidati del M5S avessero detto: - "ci alleeremo con la Lega e chiameremo questa alleanza "Contratto"" - "Avremo un presidente del Consiglio non eletto dal popolo a voi totalmente sconosciuto, come ministro dell'Interno Matteo Salvini, e un ministro della Famiglia "tradizionale" forse un po' omofobo" - " diremo sì alla Tap e all'Ilva" - " Faremo un condono fiscale e uno edilizio" - "eleggeremo come presidente del Senato una berlusconiana doc" - "Toglieremo la gestione di migranti ai Comuni e la affideremo ai privati senza gara di evidenza pubblica raddoppiando i tempi di permanenza da nove a diciotto mesi, favorendo così il business dell'immigrazione" - "faremo un decreto dignità che impatta malamente sui contratti a tempo determinato" - "il reddito di cittadinanza per 6,5 milioni di aventi diritto sarà devoluto solo a 1 milione di persone" - "aumenterà lo spread e quindi in primis le rate dei mutui a tasso variabile degli italiani" - "cacceremo dal partito quelli che la pensano diversamente" tutti coloro che oggi difendono con le unghie l'operato di questo governo, non li avrebbero votati. Quando si prende una cantonata bisogna ammetterlo.  

    • Ridicolo....la vera cantonata sei te e la vecchia politica che ha stuprato l'Italia e gli italiani x oltre 70 anni...chiudite a casa per la vergogna

    • Grazie che ci sei :-)

  • Mi spiace deludere coloro che attendono il fallimento di questo governo ma vi renderete presto conto che stanno lavorando molto bene.Tempo al tempo come ha scritto qualcuno.L'era di chi crea problemi per prosperare nei medesimi è terminata.

    • lei e tutti i dannosi dovreste solo vergognarvi,incapaci e catastrofici

      • I sindacati lottano per conservare il proprio posto di lavoro, è comprensibile, ma uno stato che pensa ai lavoratori direttamente è più economico.Fatevene una ragione.

  • La violenza verbale delle stelle cadenti non si smentisce mai. Ma d'altronde si sentono avallati dai loro capetti. Che triste nazione sta diventando l'itaGlia.

      • In malafede su cosa? Non sono mica entrato nel merito del fatto, se sia vero o no che questi siano gli effetti del decreto giggino. Anche se la stessa cosa ho visto in un servizio di qualche settimana fa su una rete nazionale e che riguardava sempre un call center. Mi limito solo a osservare quanta violenza verbale ci sia nelle stelle cadenti. La mia nazione si chiamava un tempo Italia ma questa non la riconosco più. Per me è diventata itaGlia.

        • Sei in malafede per il solito racconto che fai, abusato e di parte, condito dalle solite frasi fatte. Parli di capetti, di violenza, di povera Itaglia Sempre le stesse cose. Trite e ritrite. E dopo un po' diventa ridicolo.

  • L'azienda in questione ha circa 2000 dipendenti solo a Lecce. Più del 65% a tempo indeterminato, il resto purtroppo sono precari, sicuramente non per scelta ma per far fronte alla domanda altalenante dei clienti. Ora, se dopo aver investito in formazione e aver fatto lavorare per tanto tempo collaboratori formati e competenti, quanto conviene a questa azienda farli smettere? Converrebbe di più tenerli quanto più tempo è possibile. Adesso invece, deve assumere nuovi lavoratori, formarli e mettere in conto che la loro produzione a regime non sarà immediata ma passeranno dei mesi prima che un operatore possa diventare redditizio. A voi i resoconti. E non voglio parlare di colpa, responsabilità o altro. Dal mio punto di vista, qui siamo proprio nell'inCompetenza di chi legifera in queSto barbaro modo

    • Verissimo!

    • sono d’accordo con te

      • Salvatore Fghdfg, qui parliamo di Comdata. Ti consiglio di andare a fare un giro verso la sede e chiedi in giro come si trovano i lavoratori. Lì si campano intere famiglie e direi anChe in modo dignitoSo. Il tuo link è fuorviante e lontano dalla realtà

        • Parliamoci chiaro. Se li hai formati e ti servono, li assumi. Di Maio o non di Maio

    • mma da un bibitaro part time come il di maio cosa vi aspettavate di diverso'

  • Noto l'appartenenza ai 5 stelle dei commentatori.Il tempo e' galantuomo e vi dimostrera' l'incopetenza e la malafede del vostro laureato al San Paolo.Per ora la colpa e' degli altri ;,arrivera' il tempo che la colpa e' vostra. Tempo al tempo!

  • Vorrei capire perché il giornalista non firma l’articolo con il nome e cognome per intero. Il decreto fatto dal governo è per tutelare il lavoro, due anni di contratto a tempo determinato sono più che sufficienti per capire se un dipendente è valido o meno, non c’è bisogno di lavorare sempre a tempo determinato, dopodiché se un’azienda dopo averti formato ti licenzia dopo due anni vuol dire che non ti assumerà mai s tempo indeterminato quindi il lavoro lo perdi lo stesso solo che prima lo perdevo tra 10 mese altro, quindi dov’è l’ incompetenza di chi è ora al governo? Qualcuno me lo sa spiegare compreso questo pseudo giornalista?

    • Ti sfugge un particolare. I 24 mesi sono il limite teorico, valido solo in casi estremamente "limite". In realtà, dopo i primi 12 mesi è necessario trovare una causale, cioè motivazione, per poter prorogare (cosa pressochè impossibile, per come è stata scritta la legge). Ergo: i contratti a tempo determinato hanno un limite reale di 12 mesi, contro i 36 che c'erano prima. Qual è il punto? Una persona dopo 36 mesi ha imparato molte più cose di quelle che potrebbe aver imparato in 12 mesi, quindi -teoricamente- con la vecchia normativa, l'investimento formativo fatto sulla persona era maggiore e concludere il rapporto era molto più dannoso (investimento spreacato) per l'azienda stessa. Cito qualcuno di più saggio di me" Il pavimento dell'inferno è lastricato di buone intenzioni". E, per rimanere nella metafura, chi ha scritto questa legge è un gran "piastrellista".

      • No, i contratti sono di 24 mesi, 12 + 12 con causale, quindi 24 medi non sono pochi. Filippo ha scritto che ha lavorato 36 medi e poi lo hanno licenziato, non è colpa del governo ma degli pseudo imprenditori che sfruttano il lavoro. Dopo 36 mesi avrebbero dovuto assumerlo a tempo indeterminato se fossero state persone serie. Non dare colpe a chi sta governando che colpe non hanno in questo caso.

    • lo vada a raccontare a quei poveretti che sono stati licenziati

  • Che brutto articolo Se il lavoro fa schifo, ti sfruttano e ti licenziano perché così conviene è colpa del decreto Di Mario? Complimenti.

  • Lo stato fa una legge che obbliga gli sfruttatori a non sfruttare i lavoratori e sarebbe responsabile dei licenziamenti? Ma siamo ridicoli? Allora facciamoci sfruttare a 1 euro l'ora però basta che diciamo di essere occupati. Ma non siamo occupati, siamo sfruttati! Quest'articolo è ridicolo.

    • Lecceprima è sempre stata di parte... ma non date in testa ai redattori anche loro "poaretti" sono dei dipendenti

  • Renzi e il suo decreto del Jobs act è la causa!non chi vuole porre rimedio. La CGIL al criceto Renzi fece la guerra appena lesse i vari articoli di quel decreto!! adesso da la colpa a Di Maio! ma piantatela e andate a scrivere x i fumettisti di FANTASCIENZA! RIDICOLI

  • Farebbero bene ad eliminarli proprio questi o call center...

  • I lavori dati dai call center sono sempre stati precari sfruttando la disoccupazione. Quel ragazzo suicida a Lecce aveva ricevuto il licenziamento il giorno prima della tragica scelta.

  • Quando l'incompetenza va al governo, fa solo danni... Bastava aggiungere al decreto di Gigino che le nuove norme non valgono per chi già lavora...

  • Mi sembra un articolo leggermente di parte...

    • Anche a me

  • Ok...quindi per il giornalista V.M. che ha scritto qst articolo il precariato e lo sfruttamento dei giovani leccesi da parte di qst multinazionali è giusto, mentre obbligare la succitata multinazionale a dare un contratto a tempo indeterminato è ingiusto....allora 2 sono le cose.. 1...il giornalista dovrebbe essere imparziale nel dare una notizia, invece qui si evince tt il contrario forse perché ha la tessera di qlk partito. 2. Scrivendo per una testata locale dovrebbe anzi avrebbe dovuto fare un articolo dv semmai lo scandalo era che qst multinazionale sfrutta i salentini grz ai decreti del partito delle lobbies....in tutto qst invece si denota l'antileccesita purtroppo già conclamata in diversi altri articoli passati... L'edicolante è molto più imparziale.

  • Del nostro governo salverei Salvini ma Di Maio continua a dimostrare di essere irresponsabile e scriteriato

  • Io ho avuto la fortuna di fare 36 mesi,ma alla fine sempre a casa mi hanno mandato al mio posto hanno preso altri in somministrazione , il problema non è il decreto ma forse la politica aziendale....

  • Che geni

  • I contratti di lavoro sono mantenuti finché lo stato paga gli imprenditori. A questo punto era meglio darli direttamente ai lavoratori. Questi erano 1 milione di posti di lavoro di Renzietto .

    • Giusto

  • scusate ma i contratti a somministrazione raggiunti il limite finiscono sempre, dopo 3 rinnovi non ti possono ne vogliono chiamare più. Di che licenziamenti parliamo? Questi sono posti precari, altri tot mesi comunque poi non li richiamano gli interinali. Non si conta il numero di volte in cui il contratto da giovane aperto con una interinale e dopo tot rinnovi (in genere mesi) poi finiva sempre con il non assumere il lavoratore. MA quale decreto di Maio è gente questa che comunque sarebbe rimasta a piedi, proprio perché sono lavoratori incastrati nel circuito interinale, usati dalle aziende e strumentalizzati dalle agenzie interinali che mangiano sul loro lavoro. Questa gente non conviene assumerla mai, fa troppo comodo, infatti gli interinali tali rimangono, usati e poi ributtati in strada.

    • A guardare la foto sembra di stare in un alveare e sono tanti i laureati presenti che non trovano altro lavoro se non queste forme di assoluto precariato. Fanno benissimo ad andare via per un serio lavoro, con i call center non c'è futuro, solo sfruttamento a bassissimo costo.

  • La colpa è sempre una. I nuovi contratti del Jobs act voluti da Renzietto

    • Tutti gli addetti ai lavori, di ogni colore politico, sono concordi nel dire che col decreto dignità si è fatto un salto indietro di 30 anni nel rapporto impiegato/impresa. dire “la colpa è di quello che ha governato prima” è una vecchia e ormai abusata strategia di difesa. i posti c’erano e non si è fatto nulla per tutelarli, anzi sì è accelerato il percorso verso il licenziamento. sono sicuro che la maggior parte di quelle persone licenziate ha votato il m5s e questo dovrebbe fare riflettere. Da anni sono convinto, forse cinicamente, che fa più danno l’incompetenza della disonestà.

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