Dehors, nel centro storico nessuna struttura chiusa. Procedure più snelle

L'assessore Rita Miglietta ha presentato il regolamento di cui la città era sprovvista e che deve essere approvato in consiglio. Nel 2018 sono state 349 le richieste di occupazione di suolo pubblico

Tavoli all'aperto proprio sotto Palazzo Carafa.

LECCE – Un sistema di regole preciso all’interno di una procedura semplificata: per la prima volta l’amministrazione comunale di Lecce ha predisposto un regolamento per l’utilizzo dello spazio pubblico da parte delle attività commerciali e per l’allestimento di dehors.

Il documento è stato presentato questa mattina dall’assessore all’Urbanistica, Rita Miglietta, accompagnata dal dirigente Maurizio Guido, e dal sindaco, Carlo Salvemini che ha sottolineato, da una parte, come la cornice di regole individuate serva a dare certezza agli operatori, sottraendo il procedimento attuale – incardinato ogni volta sulla conferenza di servizi – all’alea della discrezione, dell’improvvisazione caso per caso.

L’esigenza di utilizzo dello spazio pubblico è testimoniata dal progressivo incremento delle richieste: dalle 274 del 2013 alle 349 del 2018, di cui 322 rilasciate e 27 negate. Di converso la necessità di un sistema di regole valido per tutti è dettato anche dalla vocazione turistica della città che non può più offrire di sé un’immagine approssimativa per quanto riguarda la gestione degli spazi pubblici, degli arredi – con l’eliminazione di divani e botti - e anche dei flussi di pedoni, auto e bici che spesso si trovano fortemente condizionati dalla presenza di strutture di un certo tipo.

I tre ambiti della città

Il regolamento contiene le indicazioni su come si possa occupare lo spazio pubblico a seconda che si tratti di pubblici esercizi (bar, pub, ristoranti), esercizi di vicinato e attività artigianali e in relazione all'ubicazione: da questo punto di vista la città è stata suddivisa in tre ambiti: il centro storico, la “città consolidata e moderna” (quella parte delimitata dai viali e dalla circonvallazione), il resto della città e le marine.

“Per la prima volta - ha commentato Rita Miglietta - Lecce ha un regolamento che punta a valorizzare lo spazio pubblico, che è luogo dell’aggregazione sociale ma anche dell’erogazione di servizi. In una città come la nostra dove l’uso dello spazio pubblico associato alle attività commerciali, data la densità di insediamento attuale, il regolamento serve a innalzare la qualità tenendo insieme gli allestimenti e la forma propria dello spazio, le piazze, le strade, gli slarghi. Obiettivo dell’amministrazione è fissare un equilibrio tra interessi pubblici che riguardano la garanzia di fruizione e di percezione degli spazi pubblici con interessi privati legati agli investimenti nelle attività commerciali”.

Cosa prevede: tipologie e procedure

Una volta entrato in vigore, consentirà al commerciante di presentare, in via telematica, la propria istanza di occupazione del suolo pubblico direttamente allo Sportello unico delle attività produttive e di avere risposta entro i 60 giorni successivi. Non solo: sono previste tre tipologie di autorizzazioni: quella pluristagionale, prorogabile per tre anni previa semplice richiesta, sempre che intanto non siano state apportate modifiche; quella stagionale, da maggio a ottobre; quella occasionale, per un totale di un mese nell’anno solare in occasione di festività e ferie.

salvemini_miglietta_guido-2Nella parte antica della città sono previsti solo dehors aperti (come quello in foto); nella zona moderna anche quelli semichiusi con delimitazioni fino a un metro e sessanta (fioriere, pannelli) e, all’interno di marciapiedi di larghezza superiore ai tre metri e mezzo,  con copertura di ombrelloni e tende quello che prevede anche una copertura con pannelli, pensiline, pergolati per tutta l’estensione dell’occupazione concessa. Nelle altre aree della città e nelle marine potranno essere installate tutte le tipologie, compresi quelli chiusi.

Nelle aree pavimentate delle piazze Ariosto, Verdi, Mazzini, De Grisantis, Italia, Congedo e Bottazzi ci potranno essere solo dehors aperti e senza pedane; nei giardini e nei parchi pubblici anche quelli semichiusi con delimitazioni fino a un metro e sessanta centimetri. Questa tipologia è ammessa anche nelle strade che contornano le piazze elencate. In tutti i casi l’area occupata dovrà essere delimitata solo ai vertici perimetrali da borchie fornite dal settore Pianificazione e Sviluppo: in questo modo sarà immediato il riscontro di eventuali difformità rispetto al consentito.

Possibili modifiche e integrazioni

Basta confrontare queste linee guida con l’esistente per capire che l’approvazione del regolamento avrà un impatto e provocherà resistenze: oggi, ad esempio, sono 158 le concessioni di suolo pubblico nel centro storico (73 ristoranti, 26 bar, 44 negozi di vicinato, 15 attività artigianali) e di queste otto hanno elementi di delimitazione in vetro o legno che con le nuove regole non sarebbero consentiti.

Sia Salvemini che Miglietta hanno fatto comprendere che l’esigenza di dettare delle regole chiare non significa che il provvedimento sia immodificabile, anzi hanno chiarito che il regolamento è stato già trasmesso alle associazioni di categoria per le osservazioni del caso e che nell’iter previsto fino all’approvazione in consiglio, cioè nei passaggi in commissione, sono possibili integrazioni e miglioramenti. In ogni caso, comunque, ci sarà un periodo di 12 mesi per adeguarsi alle previsioni del regolamento.

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