Dehors, si va avanti: prima la prova dei fatti e poi eventuali integrazioni

Il centrodestra parla di "deficit di confronto", l'amministrazione ribadisce che alcune proposte delle associazioni sono state recepite e inserite

Un dehors proprio davanti Palazzo Carafa.

LECCE - Il regolamento sui dehors, approvato in settimana dal consiglio comunale di Lecce, sarà valutato alla prova dei fatti e, dopo un periodo di vigenza, potrà essere eventualmente integrato. L'amministrazione Salvemini chiude la porta, perché "fuori tempo massimo", alla richiesta di Confcommercio di un incontro pubblico per eventuali modifiche al provvedimento che, per la prima volta, dota la città di uno strumento di regolamentazione degli arredi urbani dei locali pubblici. 

Palazzo Carafa: "Mai una richiesta di incontro"

Tanto più, spiega una nota di Palazzo Carafa, proposte e integrazioni avanzate dalle associazioni di categoria, Confcommercio compresa, sono state analizzate e in parte accolte prima della stesura del testo definitivo come, per esempio, la possibilità di allestire il dehors semichiuso di tipo b anche nel secondo dei tre ambiti in cui è stata suddivisa la città. "La bozza del Regolamento - recita il comunicato - è stata inviata motu proprio dall’amministrazione alle associazioni di categoria nel novembre del 2018, accompagnata da una nota firmata dal sindaco e dall’assessore Rita Miglietta. Nella nota si chiedeva alle stesse di esprimere proprie osservazioni. Con la nota del 13 dicembre 2018 firmata dal presidente Maglio, Confcommercio faceva giungere le proprie, alcune delle quali sono state accolte e sono oggi parte integrante del Regolamento licenziato dal Consiglio comunale. La stessa nota non conteneva richiesta di ulteriore incontro (mentre la nota di Confcommercio afferma il contrario, ndr). Richiesta di incontro specifica sul tema del regolamento non è giunta neanche a seguito della pubblicazione dello stesso sul sito istituzionale, integrato dalle osservazioni delle associazioni di categoria (il link alla pubblicazione della bozza di regolamento – peraltro già liberamente consultabile – è stato prontamente fornito all’associazione su richiesta della stessa), né nei numerosi successivi incontri intrattenuti da allora con l’associazione su altri tematiche".

Il centrodestra: "Deficit di confronto"

Il centrodestra cittadino, da parte sua, coglie lo spunto della sigla guidata dal presidente provinciale Maurizio Maglio e dichiara di voler avviare una interlocuzione diretta con gli operatori per sanare il "deficit di confronto" che oltre a contraddire i proclami di partecipazione sbandierati in ogni occasione, priva il decisore pubblico di un fondamentale momento di confronto e partecipazione con chi sarà chiamato a rispettarne le regole. Nell'interesse di tutti cittadini, operatori e della stessa amministrazione comunale, la fase partecipativa non può essere limitata solo al confronto con la Sovrintendenza, che pure svolge con competenza e professionalità un compito di grande delicatezza e responsabilità".

Lecce Citta Pubblica: "Centrodestra senza idee"

Questa posizione, sottoscritta da Erio Congedo e da altri otto consiglieri (non ci sono Poli Bortone e Scorrano, né Baglivo del M5S che ha votato a favore), lascia però molto perplesso il capogruppo di Lecce Città Pubblica, Pierpaolo Patti, che non la manda a dire: "Ricordo al consigliere Congedo che il contributo del centrodestra nella costruzione del regolamento dell’arredo urbano, sia in commissione che in consiglio comunale, è stato pari a zero. Nessuna proposta, nessun emendamento, nessuna consapevolezza dell’interesse pubblico, cioè di tutti i cittadini, sotteso all’approvazione di questo provvedimento. Svegliarsi oggi, all’indomani dell’approvazione in Consiglio comunale, traendo spunto da un tardivo tentativo polemico di una associazione di categoria, frequentemente ben schierata 'contro', per avviare interlocuzioni con i commercianti testimonia ulteriormente il vuoto di iniziativa che caratterizza il centrodestra leccese".

Secondo Patti il regolamento riproduce fedelmente il percorso di dialogo avuto sin dall'inizio con l'obiettivo di dare alla città delle regole nell'interesse di tutti e non di qualche singolo iscritto di una determinata associazione.

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