Belloluogo, il fossato usate come discarica. “Intervenga il Comune”

Dall'associazione "Ideale osservatorio della Torre di Belloluogo", chiedono perizie nel sito all'interno dell'omonimo parco. Le acque affioranti sono colme di rifiuti, con il rischio di aggravare l'inquinamento della falda sottostante, già al centro di una vicenda giudiziaria

Un'immagine delle acque del fossato

LECCE  - Come se non fossero già bastati i numerosi episodi di vandalismo, segnalati in più occasioni, quella storica torre leccese continua a far discutere. L’associazione "Ideale osservatorio della Torre di Belloluogo" ha scritto in più occasioni al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, tornando a denunciare anche oggi, con una nuova lettera, lo stato di abbandono in cui versa il posto. Usato come discarica per materiale di risulta.

Queste le dure parole lanciate al primo cittadino da Beniamino Piemontese, portavoce dell’organizzazione a difesa del patrimonio monumentale tra via Vecchia Surbo e via Taranto. La sorgente sotterranea che riemerge nel fossato del monumento all’interno dell’omonimo parco cittadino –inaugurato un anno addietro - è la stessa che canalizza l’acqua anche verso il centro di Lecce, attraverso alcune vasche che si trovano, e sono ben visibili, all’interno dell’area. Quelle acque affioranti, ora, sarebbero inquinate dall’accumulo da scarti di lavorazione edile abbandonati lì, incautamente, senza un frammento di senso civico.

“Le acque putride rischiano di compromettere la sopravvivenza della falda acquifera naturale a causa del pericolo imminente intasamento del canale di sfogo dell'acqua sorgiva che alimenta da tempo immemorabile le acque del fossato della Torre di Belloluogo”. Questa la preoccupazione di Piemontese il quale, sempre rivolgendosi all’inquilino di Palazzo Carafa, ha anche aggiunto:“ Sono stati registrati, in passato, bravate nelle quali alcuni individui manomesso tutte le serrature delle porte di ingresso alle stanze del piano terra e del primo piano, compreso la sbarra di chiusura del cancelletto alla scala a chiocciola che porta al Torre-di_Belloluogo_1-05-2013-2terrazzo. La libertà di accesso lasciata ai vandali e ai profanatori costituisce un serio imminente pericolo per la tutela, l'integrità e la stessa sopravvivenza del meraviglioso Ciclo di affreschi di Scuola giottesca che adorna le pareti della Cappella gentilizia della Torre di Belloluogo”.

Esorta gli esponenti dell’amministrazione comunale ad intervenire con urgenti studi idro-geologici dell’intero sito, prima ancora che sulle “emergenze” architettoniche e archeologiche della zona, specie sulla scorta della recente vicenda giudiziaria relativa al rischio di avvelenamento della falda acquifera e del terreno del parco, così come della zona adiacente sulla quale sono stati edificati stabili pubblici e privati come il complesso universitario “Studium 2000”. Soltanto una settimana addietro, infatti, due consulenti nominati dalla procura della Repubblica di Lecce, rispettivamente un chimico ed un geologo, hanno confermato lo stato preoccupante della falda sottostante.

Nello specifico, Mauro Sanna e Bruno Grego, hanno appurato la presenza di tracce di idrocarburi pesanti nell’area, che supererebbero i limiti consentiti dalla legge. All’origine dell’inquinamento del sottosuolo, potrebbe aver inciso, in maniera determinante, un vecchio  deposito di carburanti Apisem, nei pressi del parco, ormai dismesso dal 1997, di proprietà della “Rg Semeraro”, l’ex patron del Lecce.

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Commenti (1)

  • Madre Natura ha dotato il Salento di un ambiente meraviglioso.....se non fosse per comportamenti che - ieri e oggi - lo stanno deturpando. Le responsabilità ci sono, riconducibili ai singoli cittadini, alle attività operative, al servizio raccolta rifiuti, ai gestori politici. Evidentemente l'impostazione di questo servizio fa acqua da tutte le parti, per di più inquinata. Se ne parla da anni ormai, ma siamo sempre al punto di partenza, per non dire delle sorprese che incancreniscono il problema peggiorandolo. Ci vorrebbe una scossa qui come in altri settori. Eppure non si tratta di un argomento privo di gravi incidenze sia ambientali che sulla salute dei cittadini. Crisi sì, crisi no, questi sono problemi della quotidianità e non è concesso di voltar pagina dopo ogni fatto accertato, sia pure con il codazzo di critiche inscoltate.

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