Dimissioni e dichiarazione di indipendenza

Dimissioni dalla carica assessorile e dichiarazione di indipendenza dal gruppo consiliare di maggioranza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il presente comunicato per spiegare le ragioni che mi hanno portato a preannunciare, in sede di consiglio comunale, le mie dimissioni dalla carica assessorile e a dichiarare la volontà di costituire un gruppo indipendente rispetto al gruppo consiliare di maggioranza. Non era così che avevo immaginato il mio percorso, io che sin dal primo momento ed in tempi non sospetti, dichiarai tutto il mio appoggio al Sindaco Carlo Nesca al quale chiesi di fare del mio turno per l’assessorato, ciò che più ritenesse opportuno per lavorare al meglio, quindi di tenerlo per assicurarsi una figura di vicesindaco che rimanesse al suo fianco per tutti e cinque gli anni data l’importanza che riveste quella figura al pari di quella del Sindaco. Ho testimoniato così, sin dall’inizio, il mio disinteresse al titolo, alla carica pubblica. Invece ha ritenuto che anch’io facessi la mia esperienza puntandomi, però, sin dall’inizio sulla testa, la spada di Damocle esprimendo delle riserve circa il fatto che io viva nella città di Lecce, lontana dal comune di Gagliano del Capo. Paradossalmente, invece, mi trovo, tra gli altri motivi, a dover rimettere la mia carica proprio perché probabilmente troppo attiva dal punto di vista dell’interazione con i miei concittadini. Tanto che, il mio ultimo impegno finalizzato alla riduzione del costo del trasporto scolastico, tenendo conto di tutto il territorio, anche delle zone limitrofe, nonché delle categorie più svantaggiate, ha evidentemente turbato se non irrigidito il Sindaco al punto da opporsi alla mia proposta, privandomi anche della possibilità di sottoporre all’approvazione definitiv, tale provvedimento. Nonostante ciò, auspico che la mia decisione di rimettere le Deleghe possa far rivedere al Sindaco e alla sua maggioranza la determinazione circa il servizio di trasporto in un’ottica di maggiore equità e sensibilità. A quel punto il mio sacrificio avrà comunque prodotto un risultato per la collettività. Nella mia dichiarazione di indipendenza c’è la libertà di essere ed esprimersi, la libertà di lavorare per la collettività e non per i miei interessi, onorando l’unica promessa che mi sono sentita di fare in campagna elettorale e cioè che avrei usato impegno e passione con umiltà. E questo posso farlo senza una carica assessorile perché quando il fine ultimo è quello del lavoro rivolto alla collettività poco importa quale sia la sedia occupata. Ogni mio tentativo di apportare un contributo è finito nel cestino della spazzatura o è rimasto a prendere polvere in un angolo della scrivania del Sindaco o peggio ancora è diventato motivo di “attacco personale” tanto che, dopo appena un mese dall’investitura della nuova carica, ho dovuto rimettere la delega alle attività produttive e per eleganza non spiegherò il motivo che pure sarò pronta a rendere noto se si dovesse rendere necessario. Tornassi indietro farei tutto allo stesso modo. Perché se avessi mollato prima mi sarebbe rimasto il dubbio di non essermi impegnata abbastanza; se invece avessi deciso di tenermi l’assessorato rimanendo in un angolino, mi sarebbe rimasto il dispiacere di scoprirmi una persona materiale e attaccata alla poltrona e alla carica pubblica. Ho deciso, pertanto, per la fedeltà e il rispetto a tutto l’elettorato piuttosto che piegare la testa a logiche che non mi appartengono, lasciando, quindi, le poltrone agli altri e tenendo per me la dignità ed il rispetto per i miei concittadini e per le promesse loro fatte. Dott.ssa Raffaella Coppola

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