Litorale leccese, i disagi non cessano: "Il bilancio è negativo"

Parte integrante del territorio comunale, eppure un mondo a parte. Da Frigole e San Cataldo il giudizio sull'operato dell'amministrazione non è lusinghiero

Un tratto del lungomare di San Cataldo.

LECCE – Nel bel mezzo di agosto, quando già l’estate intraprende la sua parabola discendente verso l’autunno, dalle marine leccesi giungono incessanti segnali di malcontento.

Non sono piaciute, tra l’altro, le parole con le quali il sindaco ha analizzato la situazione del litorale rispondendo a Nuovo Quotidiano di Puglia, tanto che Ernesto Mola, del Comitato unitario per lo sviluppo di Frigole e del litorale leccese, in un comunicato presenta il conto al primo cittadino.

“Sotto la sua amministrazione non è migliorato ma ha perso posizioni rispetto ai decenni precedenti: non c’è stata una strategia coerente per lo sviluppo del litorale a nord di Lecce, nella cui cornice inserire i pochi interventi attuati negli ultimi anni.

“Nel 2012 l’ufficio postale di Frigole è stato chiuso per decisione di Poste Italiane (quasi unico caso dei 38 uffici che dovevano essere soppressi in provincia di Lecce) e il sindaco non è stato capace di intavolare una trattativa efficace. La darsena di San Cataldo è inagibile. Torre Chianca e Spiaggia Bella sono prive di arredo urbano e di servizi pubblici. I trasporti da e per la città hanno un minimo di efficienza e regolarità soltanto nel periodo estivo mentre per il resto dell’anno chi abita il litorale ha bisogno per forza di cose di recarsi in città con l’auto privata. La rete idrica e fognaria è incompleta, lasciando ampie zone e molte famiglie prive delle elementari opere di urbanizzazione”.

“Gli unici interventi sul litorale sono dovuti ai sei milioni di euro non più utilizzati per il porto di San Cataldo, che un’intesa positiva tra Regione e Comune, ha riversato sulle marine leccesi, ma è troppo poco. Manca un progetto di sviluppo complessivo del litorale leccese, che per bellezza e ricchezza di paesaggi, per la presenza di un’agricoltura ancora vitale, per la qualità dei 21 chilometri di  spiaggia potrebbe competere con i migliori siti del Salento ed ampliare l’offerta turistica di Lecce città d’arte. Il litorale non è solo abusivismo.

Da San Cataldo giunge il malcontento del presidente del comitato provinciale Lega Consumatori Acli che riporta alcune segnalazioni di residenti e villeggianti: dalla chiusura del bagno diurno con la sistemazione di un bagno chimico, all’eliminazione di tutte e quattro le fontane pubbliche che si trovavano nei pressi dell’ex Bellavista, del lido York, del faro e della darsena, infrastruttura in perenne attesa di riqualificazione.

Un’altra questione, particolarmente sentita, è il proliferare di insetti. Fenomeno che è senza dubbio favorito dalla presenza di immobili e terreni in abbandono: “Emblematica da troppi anni è la situazione in via Antoniotto Uso di Mare, ma non solo in questa strada, peraltro trafficata perché collega gli stabilimenti balneari con la zona commerciale, dove i marciapiedi, se esistono, per lunghi tratti sono inagibili a causa delle vegetazione e dei rami carbonizzati che fuoriescono da proprietà da lustri abbandonate, obbligando i pedoni a impegnare il centro strada e dove sono stati registrati almeno tre incendi con relativo intervento dei vigili del fuoco. Ci sorprende, quindi, l’inerzia della polizia municipale, oltremodo efficiente nel sanzionare le violazioni al codice della strada, ma che non interviene per segnalare, sanzionare, coma da normativa, quanto rappresentato, che è un attentato alla sanità, igiene e sicurezza pubblica”.

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