Ponticelli, una zona piena di spine. Anche sugli alberi a portata di bimbo

Dall'irrisolto problema del passaggio a livello, alla chiusura di un varco del sottopasso su via Corvaglia, passando per marciapiedi e buche

Le spine dell'albero esotico.

LECCE – Dopo la pubblicazione del racconto certosino dei disagi e dei paradossi urbani di via Leuca, molto apprezzato dai lettori, una segnalazione è arrivata dall’attiguo comprensorio detto “ponticelli”, oggetto anch’esso del progetto di riqualificazione che ha apportato sostanziali modifiche alla viabilità e agli arredi, ma anche parecchio malcontento tra i residenti.

Tra via San Cesario, la ferrovia e via Dell’Abate, c’è un reticolo di strade sulle quali è stata imposta la cosiddetta zona 30, riferito al limite di velocità, e sono stati modificati alcuni sensi di marcia in ragione della chiusura di una delle due corsie del sottopasso tra via Corvaglia e via Puccini, trasformata in un passaggio pedonale con accesso diretto al parco. Un intento lodevole.

In questo modo però è stata chiusa la via di transito per chi dai “ponticelli” si vuol dirigere verso via Leuca e viale Marche mentre nel senso inverso è rimasto tutto invariato, compreso quel segnale di dare la precedenza che uno si ritrova appiccicato all'uscita del sottopasso e che non fa nemmeno in tempo a vedere. Resta il passaggio a livello di via Dell’Abate, l’unico ancora presente in città (a proposito, non era stato dato il via libera a un progetto di cavalcavia solo qualche anno addietro?): a parte l’assenza di un corridoio protetto per i pedoni, che già si disimpegnano tra buche e pietrisco, nelle ore di punta il traffico è ulteriormente aumentato e diventa soffocante quando le sbarre si abbassano per il passaggio dei treni. Ma non solo: per arrivare in via dell’Abate nel minor tempo possibile, si è quindi diffusa l’abitudine di percorrere in senso vietato un tratto di via Cimarosa.

Gironzolando per le vie capita anche di imbattersi in un albero molto particolare, di origine esotica, piantato insieme ad altri di diverse varietà quando sono state create nuove aiuole nella zona 30: ha delle spine così robuste e pronunciate che un bimbo finendoci addosso si farebbe molto, ma molto male (anche un adulto, in realtà). La domanda appare lecita: era necessaria quella specie se poi non si riesce nemmeno a manutenerla come si dovrebbe?

Tra arredi rotti e marciapiedi ridotti - quello adiacente alla massicciata ferroviaria di via Puccini è di poche decine di centimetri, cioè inutilizzabile anche per un equilibrista - resta l'immagina di una porzione di città, fatta di case quasi tutte basse, dove una serie di buone idee - riduzione della velocità e nuovo verde - hanno dato un risultato molto deludente e problematico perché non sembra che siano state armonizzate in una visione più ampia. Certamente il quadro è peggiorato dall’inciviltà di alcuni conducenti nell’infrangere il Codice e di chiunque danneggi un arredo urbano, ma questa è un’altra storia.

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