Disoccupazione, precariato, servizi inesistenti: le mille assemblee di Cgil

Il sindacato lancia un'iniziativa per raccogliere le proposte di lavoratori e pensionati. Oggi la prima assemblea. Gesmundo preoccupato per i dati della crisi

In foto: l'assemblea Cgil in Provincia

LECCE - Cgil torna in strada e nei luoghi di lavoro per svolgere un'attività sindacale a tu per tu con le persone. E raccogliere i problemi, ma anche le proposte di dipendenti, pensionati e disoccupati.

Oggi a Lecce, nella sede della Provincia, si è tenuta la prima di mille assemblee calendarizzate in tutta la regione. Fino ad ottobre i sindacalisti terranno una fitta serie di incontri nell'ambito della campagna nazionale “Il lavoro si fa strada” che si riallaccia al “Carosello” lanciato dallo Spi.

Le assemblee rappresenteranno l'occasione anche per rilanciare le iniziative e le piattaforme rivendicative di Cgil: dalla Carta dei diritti universali al piano del lavoro fino a laboratorio Sud per lo sviluppo del Mezzogiorno.
 
La Cgil Puglia ha preparato un documento che sintetizza l’analisi della situazione e le nostre proposte, diviso per 11 capitoli: lavoro, diritti, sviluppo, ambiente, welfare, fisco, mezzogiorno, autonomia rafforzata, istruzione e conoscenza, pensioni, immigrazione.

All'assemblea odierna hanno partecipato il segretario generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi, il coordinatore provinciale del Nidil Cgil Lecce, Sabina Tondo, il segretario provinciale della Fp Cgil Lecce, Paolo Taurino e il segretario regionale Pino Gesmundo.

"Con questa iniziativa diamo valore ai luoghi di lavoro, al confronto, alla partecipazione – ha spiegato Valentina Fragassi -. Autonomia differenziata, quota 100, investimenti sul personale già esistente e assunzioni sono stati i temi più trattati nell'assemblea. Dall'incontro è emerso che il sistema di ripartizione delle risorse a cui il governo sta pensando penalizzerà nei fatti le regioni del Sud, che per effetto di quota 100 assisteranno ad esodi massicci nel personale negli uffici pubblici. A breve, senza adeguati investimenti, le pubbliche amministrazioni non potranno erogare servizi essenziali ai cittadini. Un'evenienza da scongiurare".

“La Cgil non è presente solo nelle sue sedi e con il sistema dei servizi, ma va incontro alle persone, alle loro difficoltà, ai loro bisogni, consapevole della lunga fase recessiva che ha impoverito i redditi da lavoro e le pensioni, ha precarizzato il lavoro, ha aggravato la condizione dei giovani e delle donne, ha visto crescere il divario tra Nord e Sud del Paese”, ha aggiunto Pino Gesmundo.  

Gesmundo si è detto preoccupato per “i provvedimenti di questo governo che dal Mezzogiorno al lavoro, dalle infrastrutture al sociale, non sta dando le risposte che servono”.

Anche i dati sull'occupazione regionale non sono confortanti e resituiscono l'immagine di un mondo del lavoro precario, in cui dominano i contratti part-time: “Solo nei primi cinque mesi del 2019 in Puglia sono state presentate 44 mila domande Naspi, quello che era il vecchio sussidio di disoccupazione. Quindi lavoratori che vivono con un indennizzo mediamente basso. C’è una cassa integrazione che nel primo semestre dell’anno è aumentata del 32 percento. Si moltiplicano i tavoli di crisi. La disoccupazione giovanile è al 50 percento e ci pone tra le ultime regioni dell’Europa”.  
 

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