Divieto di accesso nel poliambulatorio: Massa sollecita le autorità sanitarie

Il piano inferiore della struttura di Martano è un cantiere aperto. Il deputato del Pd chiede a Melli ed Emiliano risposte sulla consegna dei lavori

MARTANO – Divieto d’acceso in una parte del poliambulatorio distrettuale di Martano che si presenta, agli occhi degli utenti, come un cantiere aperto. Il piano superiore è accessibile al pubblico, diversamente dalla parte inferiore della struttura in cui i lavori di adeguamento procedono, seppur a rilento e senza che vi sia una data certa di consegna.

Questa è la fotografia restituita dal deputato del Pd, Federico Massa, che questa mattina si è recato sul posto per risolvere il rebus dell’appalto di miglioramento ed ampliamento finanziato con fondi Fesr 2007-2013, per un totale di 4 milioni di euro rendicontati con un ribasso d’asta.

L’esponente del Partito democratico si era interessato allo strano caso già due mesi addietro, quando firmò una lettera all’indirizzo del direttore generale della Asl di Lecce, Silvana Melli, ed all’assessore alla Salute, nonché presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La sua richiesta di spiegazioni e chiarimenti sullo stato dell’arte dei lavori è rimasta, però, inevasa.

Non restava altro da fare che recarsi a Martano, per accendere un riflettore mediatico sul problema e chiedere il diretto coinvolgimento dei sindaci dei comuni limitrofi: “Ai primi cittadini chiedo di tenere alto il livello della mobilitazione del territorio; diversamente temo che la situazione non verrà sbloccata velocemente”. Il deputato, durante il tour nello stabile, ha incontrato il direttore dei lavori ed il direttore del distretto socio sanitario, Salvatore Sergio che ha fornito rassicurazioni sul fatto che si stia facendo tutto il possibile per completare il cantiere.

“Il piano inferiore è chiuso al pubblico perché pare si stiano facendo dei lavori di riqualificazione, legati all’umidità presente, ma all’interno vi sono già alcuni arredi – ha puntualizzato Massa –. Ora, io so per certo che la direzione generale della Asl negli ultimi giorni si è data da fare per sistemare qualcosa all’interno della struttura. Ciò non basta: i cittadini hanno il diritto di sapere quando saranno ultimati i lavori e portati arredi e macchinari”.

“Queste informazioni dovrebbero essere accessibili e trasparenti a tutti, invece non se ne viene a capo – prosegue il deputato nella sua denuncia -. Peraltro, trattandosi di fondi comunitari del 2007-2013, i termini per la rendicontazione del finanziamento potrebbero essere già abbondantemente scaduti. Paradossalmente, invece, la direzione sanitaria ha dimostrato una certa velocità quando si è trattato di spostare il laboratorio di analisi di Martano cui è rimasto il solo centro per i prelievi”.

Massa ha quindi chiesto formalmente alle autorità sanitarie del territorio di sapere quando, sulla base di un cronoprogramma certo, i cittadini potranno usufruire dei servizi sanitari che mancano all’appello. “Ho l’impressione che si stia navigando a vista, ma sarei felice di essere smentito”, ha concluso l’esponente del Pd.

Sul piede di guerra ci sono anche le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria della Asl che, negli ultimi giorni stanno, hanno lanciato segnali di insofferenza. Numerose sigle hanno diffuso una nota per “disapprovare le modalità di gestione di questioni estremamente rilevanti per i cittadini”. I medici fanno riferimento ai servizi resi all’utenza: l’abbattimento delle liste d’attesa, l’organizzazione del lavoro, la riconversione dei presidi ospedalieri e la riassegnazione del personale.

In occasione dell’ultima concertazione con i sindacati sul tema delle liste d’attesa, il confronto non avrebbe avuto gli esiti sperati:  “La riunione si è trasformata, unilateralmente da parte della direzione generale, in una sorta di artificiosa “captatio” del consenso sindacale su proposte predefinite di organizzazione aziendale, quasi che si trattasse di una mera, inutile formalità”.

“Che il tutto rappresenti un viatico per giustificare il ricorso ai privati – si chiedono i sindacati dei medici e veterinari - in un momento in cui, invece, le scelte aziendali dovrebbero andare verso la valorizzazione dell’impegno straordinario dei pochi dirigenti rimasti in servizio nella corsie?”.

Per queste ragioni gli interessati chiedono con forza la ripresa di un confronto istituzionale “leale”, al fine di elaborare proposte condivise ed “orientato alla soluzione delle questioni più urgenti, presenti sul tavolo di concertazione, a cominciare dall’atto aziendale, ancora chiuso in qualche cassetto per chissà quale motivo”.

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