"Don cesare in cattedra. Ma non aveva due condanne?"

Manni, consigliere regionale di Rifondazione, critica la decisone di far tenere al religioso una lezione sulla cooperazione internazionale in Ateneo. Il docente del master: "Esigenze didattiche"

Piero Manni, consigliere regionale di Rifondazione comunista, sembra quasi non crederci. Sgrana gli occhi e sbotta: "Apprendo che don Cesare Lodeserto, pluriinquisito per reati abietti connessi alla sua attività di cooperatore internazionale, sale nelle cattedre dell'Università di Lecce, per tenere lezione sulla cooperazione internazionale. Infatti, nell'ambito del master in ‘Diritto degli enti non profit' organizzato dal professor Vincenzo Tondi Della Mura, venerdì 16 dalle ore 17 alle ore 19, l'ex segretario del vescovo di Lecce terrà una lezione sulla cooperazione internazionale".

Per Manni appare inaccettabile che il religioso, già responsabile del centro "Regina Pacis" nei pressi di San Foca, possa occuparsi proprio di quella materia. "Lodeserto ha già subito due condanne in primo grado (la prima ad otto mesi e la seconda a un anno e quattro mesi di carcere) ed ha due processi in corso: i reati contestati vanno dal sequestro di persona alla truffa aggravata allo Stato, dalla violenza privata alla calunnia alla simulazione di reato alla violazione della legge sull'immigrazione clandestina".

"Un ricco curriculum - ironizza aspramente - che lo ha portato direttamente dalle aule di giustizia a quelle dell'Università; d'altro canto, essendo tutti i reati collegati alla attività di cooperazione internazionale, il professor Tondi Della Mura avrà giustamente valutato che don Cesare ha tutti i titoli e le competenze per poter indirizzare i giovani laureati. In questa maniera vengono oggettivamente legittimati i comportamenti di don Cesare, i quali sono invece giuridicamente, socialmente e moralmente del tutto censurabili".

In un comunicato giunto nel pomeriggio, la risposta del docente: "Il Master universitario di II Livello in Diritto degli enti non profit per lo sviluppo del territorio e la cooperazione internazionale, unico nell'Italia meridionale, ha l'obiettivo di offrire una panoramica completa degli aspetti giuridici, economici e della prassi relativi al sistema non profit nel suo complesso. Esso tende ad approfondire le implicazioni del principio di sussidiarietà, posto a garanzia del pluralismo delle esperienze sociali, indipendentemente dall'orientamento culturale di ciascuna. Per tale via, mira a favorire lo sviluppo di nuove professionalità e la creazione di nuovi posti di lavoro".

"In tale prospettiva - scrive ancora Tondi della Mura -, il profilo teorico degli insegnamenti del Master, con docenti altamente qualificati provenienti da tutta Italia, si alterna con brevi incontri di taglio pratico. Fra questi, nell'ambito del modulo sulla Cooperazione internazionale, oltre ai profili teorici trattati da una docente di chiara fama, è stato previsto pure l'intervento dei presidenti di due ONG, la Promond e la Fondazione Regina Pacis. Questi sono stati invitati, in quanto presidenti di organizzazioni che risultano iscritte, dopo ampia ed apposita istruttoria, nell'Albo Regionale dei soggetti operatori di partenariato, di cooperazione internazionale e di promozione della cultura dei diritti umani (rinvenibile pure nel sito della Regione Puglia). La Fondazione Regina Pacis, inoltre, è rientrata nella "Graduatoria delle Proposte Progettuali" elaborata dalla Regione Puglia ai sensi dell'art. 4 della l. r. n. 20 del 2003, con due distinti progetti aventi ad oggetto la famiglia e la giustizia (parimenti rinvenibile nel sito della Regione Puglia)".

"Posta dunque la valorizzazione compiuta dalla Regione Puglia verso la Fondazione Regina Pacis - prosegue -, una diversa valutazione del Master, con l'esclusione della stessa Fondazione da un breve incontro di taglio pratico con i partecipanti al corso, sarebbe stata immotivatamente contrastante con le linee istituzionali della Regione; inoltre, sarebbe risultata ingiustamente discriminatoria e censoria, oltreché lesiva delle esigenze didattiche implicate".

La valorizzazione della "autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale" è il cardine del principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 118 della Costituzione. A tale principio il Master intende informarsi - conclude -, nel pieno rispetto del pluralismo culturale e della dignità della persona umana".

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