“Io amo Racale”, una visione “alternativa” tra ambiente, turismo ed agricoltura

La lista guidata da Donato Metallo ha incontrato alcuni esperti per discutere del futuro di alcuni settori strategici per l'economia e la programmazione. Ospite Sebastiano Venneri che traccia un ricordo del sindaco di Pollica

La presentazione di Donato Metallo

RACALE - “Verso un nuovo municipio – turismo, ambiente, agricoltura, per rilanciare”: s’intitolava così l’incontro tematico, svoltosi ieri presso il comitato di “Io amo Racale”, dove sono stati ospitati relatori come Daniele Errico, agronomo paesaggista, Daniele Manni, architetto, Enzo Manni, della cooperativa Acli Racale. Ospite d’onore Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente, di origini racaline.

Ad introdurli, il candidato sindaco della lista, Donato Metallo, che ha ringraziato il pubblico numeroso e ha spiegato il senso della riunione: “Promuovere un altro tipo di politica, che non sia quella urlata nelle piazze, ma quella che cerca soluzioni, che sappia ragionare su tutti i temi da affrontare nel quotidiano. Si ha bisogno di una politica che sappia ritornare al territorio e da lì ripartire”.

Metallo ha sottolineato la volontà di trasformare il Comune in luogo di partecipazione attiva dei cittadini: “Passa anche da qui – ha puntualizzato - il riscatto di Racale e del meridione che non deve seguire una linea di sviluppo dettata dall’alto, ma che abbia un progetto politico che valorizzi le risorse e le caratteristiche locali. Il nostro metro di misura deve essere il Fil ‘Felicità interna lorda’, garantita dai servizi ai bimbi, alle mamme e a tutto il territorio con la ridefinizione del ciclo dei rifiuti, per esempio, o attraverso tante buone pratiche da ridefinire nel Comune”.

Daniele Errico ha sottolineato l’importanza del paesaggio nelle sue sfaccettature. “Il tema trattato è di largo respiro, condiviso da subito, lo abbiamo tracciato all’interno di una visione strategica che ci porta ritornare al territorio per l’agricoltura, settore a lungo dimenticato.  Pensiamo ad una rete di municipi, a delle multi urbanità che riescono tra loro a concertare uno sviluppo condiviso del territorio, che dovrà portare poi alla stesura di un Manifesto per la terra, per rilanciare l’agricoltura”.

Errico ha evidenziato come ci si trovi di fronte al “genocidio dell’agricoltura” (che ha effetti quali l’abbandono, il degrado, e la trascuratezza delle campagne) e alla “dittatura dei mercati nell’economia globalizzata”: “Ecco la nostra sfida – ha chiarito - definire i migliori interventi creativi per risollevare un settore e rilanciare di nuovo i prodotti tipici di questa zona, dalle patate ai capperi, proponiamo la capacità di fare politiche intersettoriali. Multifunzionalità agricoltura che fa non soltanto beni, ma anche servizi”.

Daniele Manni ha precisato l’importanza della programmazione futura e della pianificazione territorialeassente per decenni”: “Le mappe – ha affermato - sono di tipo medievale, sono gialle, mentre negli altri comuni tutto è già tecnologico. Il modo con cui hanno gestito il nostro territorio ha portato al degrado, all’abusivismo edilizio e a un mancato innesco di processi economici. Siamo per piccoli interventi per il recupero delle architetture locali, e mi riferisco ai ‘Caseddhi’, che vanno vissuti, riqualificati”. Altro punto di discussione è stato il piano costa comunale: “Non si sa cosa stia facendo in merito il Comune di Racale – ha chiosato -, in principio questo era un tema da affrontare con gli altri comuni, ma ora ognuno sta facendo per conto proprio”.

Enzo Manni dell’Acli Racale ha chiarito: “Non si possono risolvere i problemi sulla commercializzazione dei prodotti e l’agricoltura con l’uso di una bacchetta magica; questi temi ci appassionano e siamo chiamati ad una sfida molto forte. Risolvere i problemi per non farli diventare zavorre per i nostri figli. Diverse colture, in passato, ci hanno permesso di crescere in maniera esponenziale, ora dovremmo conservare in maniera gelosa”.

Per Manni, occorre creare le condizioni per un’inversione di tendenza ed un ricambio generazionale: “Se non si vive di agricoltura – ha spiegato -, di che si vive? Turismo non deve essere solo mare, l’entroterra è altrettanto importante, ma bisogna stare attenti all’abusivismo edilizio, non dobbiamo abbandonare i terreni e lasciarli improduttivi. Conservare le nostre biodiversità, che sono invidia per chi viene da fuori. Bisogna considerare il territorio nella giusta dimensione. Bisogna pensare a un nuovo modello di sviluppo con un modello di agricoltura che deve partire dalle nostre tavole. Dare il giusto valore e prezzo a chi coltiva, rendiamo sostenibile l’attività che deve essere resa più forte”.

È toccato poi a Sebastiano Vennerisebastiano venneri-2, che ha sottolineato come la lista civica raccolga “personalità diverse che amano il proprio territorio” e “ciò che accomuna fa superare gli steccati ideologici”: “Le persone – ha asserito - si misurano per quanto hanno a cuore il proprio territorio”. Poi ha raccontato la sua esperienza con il sindaco di Pollica, ucciso dalla mafia l’anno scorso. “La sua era una cittadina pressoché sconosciuta, lui me l’ha fatta conoscere, ha scommesso sui temi dell’ambiente portando dei risultati sorprendenti. Aveva delle attenzioni morbose per il bello, una capacità visionaria, un’idea di futuro per il suo paese e per la sua comunità”.

“Prendeva per mano – ha proseguito - le persone e le portava verso le sue visioni. Aveva capito che realtà meno conosciute hanno opportunità grandi; adesso che il turismo è più emozionale e bisogna puntare sui valori dell’autenticità”. “La crisi – ha aggiunto - rappresenta un momento di opportunità, dà le chiavi per combattere e si riesce scommettendo su questi temi, su quello della qualità. L’Italia vince quando fa l’Italia, quando scommette sulle sue risorse, sulla qualità, le eccellenze, il paesaggio, le tradizioni. Un mix irriproducibile che fa del nostro Paese leader nel mondo. Se Racale scommettesse sulle sue risorse migliori, darebbe dignità ai contadini e a tutti i suoi abitanti”.

Infine, alcuni “consigli” ai candidati: “Bisogna essere autorevoli, liberi, visionari. Vedere oltre, pre-vedere, bisogna avere quella caratteristica che avevano gli antichi romani e greci, che vedevano costellazioni dove altri vedevano  solo un cielo stellato; avere la capacità di vedere il territorio come vorremmo che fosse. Se non si ha un’idea di futuro il presente è un disordine. Non bisogna guardare al passato per creare il futuro. Il modo migliore per predire il futuro è  inventarselo. Bisogna essere coraggiosi e radicali, avere la forza e la capacità di emozionare. La migliore delle idee è nulla se non conquista il cuore della gente”.

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