Dopo la neutralità alle primarie, Vendola lancia "Lecce bene comune"

Finita la "quarantena" per la sfida tra Loredana Capone e Carlo Salvemini, il governatore torna nel capoluogo. Il listone punta a competere con il Partito democratico e a costruire un'alternativa unitaria della sinistra cittadina

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati)

LECCE - Chissà se tutti lo hanno perdonato, Nichi Vendola, tra gli oltre tremila elettori del centrosinistra che il 22 gennaio votarono per Carlo Salvemini, candidato alle primarie del centrosinistra contro Loredana Capone, vice presidente della Regione ed espressione del Pd. C'era Sel, infatti, a sostenere l'ex consigliere comunale, ma non il suo leader, bloccato a Bari da una neutralità probabilmente più imposta che voluta. Una posizione che molti non hanno compreso, considerando anche il grande atto di generosità che Lecce aveva riservato a Vendola in occasione delle regionali, tributando allo schieramento progressista una vittoria senza precedenti, seppur per un migliaio di voti.

Ma la politica ha la sua innegabile componente di cinismo e c'è chi giura che il governatore abbia sacrificato senza troppi rimpianti la partita di Lecce per non mettere in discussione quella di Taranto dove ha costruito una trincea attorno alla ricandidatura del sindaco uscente, Ippazio Stefano, che il Pd voleva in qualche modo mettere in discussione con le primarie. Macerie, comunque, non ne sono rimaste poi troppe attorno a Carlo Salvemini che ha rilanciato, con le stesse forze che lo avevano sostenuto, il progetto di una lista unitaria - "Lecce bene comune" - che, nel centrosinistra, vuole recitare un ruolo da protagonista. Sel, Puglia per Vendola, Federazione della sinistra e l'associazione Lecce2.0dodici si sono ritrovati al tavolo e hanno chiuso un accordo che ha l'ambizione di non essere solo elettoralistico, ma che dal risultato delle urne evidentemente dipende. All'orizzonte c'è, infatti, il desiderio di un patto permanente che, pur nel rispetto delle singole formazioni, dia senso ad una prospettiva politica di sinistra.

car-2Il progetto del listone nasce, del resto, da una consapevolezza dopo anni di latitanza obbligata da Palazzo Carafa - non avendo ottenuto alcun consigliere - la sinistra non possa permettersi il lusso di stare ancora a guardare il gioco tra maggioranza e opposizione. Pur di tornare in consiglio, i partiti che formano "Lecce bene comune" hanno deciso di rinunciare al proprio simbolo - e non è una cosa da poco - e di stringersi attorno alla personalità che meglio di altri ha saputo intepretare il ruolo di oppositore del centrodestra, dimostrando una certa lungimiranza nell'affrontare i nodi amministrativi più complessi (Boc, via Brenta, situazione finanziarie del Comune), ma anche una capacità di andare oltre gli schemi tradizionali nell'elaborazione di una proposta alternativa di governo.

L'appuntamento è per venerdì 30, alle 20, nel cinema dei Salesiani. Prima di Nichi Vendola interverranno Roberta Forte per la Federazione della sinistra, Nicola Fratoianni per Sel, Dario Stefàno per la Puglia per Vendola e Carlo Salvemini,  che è il capolista, in rappresentanza di Lecce2.0dodici. Naturalmente sarà presente anche Loredana Capone, candidato sindaco di tutto il centrosinistra.

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