Elezioni 2012. Perrone: "Pdl, caso nazionale. Qui c'è un progetto"

Il primo cittadino, riconfermato con il 64 per cento, ha raggiunto il proprio comitato per il saluto ad elettori, amici ed esponenti politici. "Ora sarà una doppia responsabilità, ma confido in un confronto con l'opposizione"

Il discorso di Paolo Perrone dopo la vittoria

LECCE - Il 63 per cento si è sentito tutto. Sonoro nonostante quei pochi avanzi di voce. Nonostante la raucedine dei festeggianti . E le corde vocali graffiate del protagonista della serata. Al comitato di via Imperatore Adriano, Paolo Perrone, sindaco uscente, candidato sindaco scelto durante le  elezioni primarie del centrodestra, sindaco riconfermato, è giunto con non poco ritardo rispetto a quanto  annunciato dall'entourage dei suoi fedelissimi. Cinque anni di amministrazione a Palazzo Carafa,  e la schiacciante vittoria di questa sera non hanno evidentemente sedato stralci di scaramanzia se, scrupolosamente, si è voluto accertare del dato, prima di raggiungere i suoi elettori, la sua famiglia, i giornalisti. Della sinistra, avversaria, eliminata senza strattoni, quanto con un  leggero soffio, il nuovo-vecchio sindaco pensa si tratti di una coalizione che "ha dipinto una realtà che non esiste, non facendo altro che favorire i nostri alleati e tutto il Pdl. Un partito che in altre città della Penisola è in calo, ma a Lecce ha stabilito un legame forte con i suoi cittadini". Sono queste le prime battute a caldo, tra il caldo, che ha rilasciato il primo cittadino. Loredana Capone non lo ha ancora contattato, sostiene, ma si è augurato che con la prossimo opposizione si possa aprire ad un sano "confronto dialettico, e non in un clima pesante e belligerante". Esempio? Quello di via Brenta. "Ogni volta mi recavo a trattare con Mediobanca,  veniva fatta un'opposizione sterile".

Oltre a quella del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, dell'ex ministro del Governo Berlusconi, Raffaele Fitto, e del coordinatore provinciale di Io Sud, Gerardo Filippo, la scia degli entusiasmi pro- Perrone ha raggiunto anche altri esponenti del mondo della politica. Il consigliere regionale del Pdl, Mario Vadrucci, ha definito "strepitosa" la vittoria del candidato del centrodestra. "Il risultato ottenuto premia il grande impegno profuso dall’amministrazione Perrone in questi cinque anni di buon governo per la città di Lecce e conferma che la scelta del centro destra di ricandidare Perrone a sindaco fosse la migliore possibile. Inoltre, si è dimostrato che quando il centro destra si presenta unito e compatto non c’è avversario che tenga". Rocco Palese, capogruppo regionale del Partito delle libertà, non ha usato parole molto distanti: "Sono stato l'unico, assieme al padre di Paolo Perrone, a sostenere con fermezza che avremmo stravinto al primo turno, con queste percentuali strabilianti. ll successo di questa giornata è una conferma a quanto ho già affermato proprio qui, nella sede del comitato. Noi abbiamo convinto per la serietà dei programmi e per la credibilità dei nostri candidati. Si è trattato di una combinazione vincente: da un lato noi con la volontà della buona politica, dall'altro un centrosinistra che ha demotivato i cittadini leccesi, uscendone polverizzata". Per Rocco Palese, tuttavia, questa tornata elettorale è stata scardinante soprattutto per loro, gli scettici dello stesso Pdl. Quelli che, dichiarando guerre intestine, "filosofi" li ha definiti Palese, che non hanno creduto a questi risultati.

Toni più duri, quelli usati da Saverio Congedo, esponente regionale del partito di Perrone. Si è detto entusiasta per "il dato di Lecce, un successo oltre le aspettative  che conferma il buongoverno dell'amministrazione uscente e conferma anche un altro aspetto: la comprensione che gli elettori hanno dimostrato non solo nei confronti delle difficoltà finanziarie, alle quali si ritrovano condannate le istituzioni locali, ma anche per le complicazioni di tipo politico". Alla sconfitta della coalizione di centrosinistra, però, ha attribuito ultrasignificati: "Ai minimi storici. L'aspetto che deve far pensare è che Loredana Capone è la vicepresidente della Regione Puglia. Una spia evidente del malcontento che i salentini nutrono nei confronti dell'ente". Al consigliere regionale Roberto Marti, che non si è mai mosso dal fortino, è andato sul sentimentale: "La Giunta Perrone ha saputo gestire la cosa pubblica. Sono le percentuali  a parlare. I numeri. Ora si spera solo che si possa aprire una fase più serena, di maggiore dialogo e intenso lavoro".

Paolo Pagliaro, del Movimento regione Salento, è arrivato con un vero e proprio team corredato di bandiere. Entusiasta non basta. Euforico.. "Questa vittoria è la dimostrazione di come il laboratorio che abbiamo messo in piedi ha funzionato. Le primarie sono strumento che ha premiato, avvicinando gli schieramenti e spuntando le ali al centrodestra. Questo successo appartiene al 15 per cento proprio alle consultazioni primarie di febbraio, in occasione delle quali si assistette già ad una impressionante  mobilitazione dei cittadini". Il centrosinistra agli occhi dell'editore, sarebbe piuttosto "ingeneroso. Sta pagando lo scotto dei suoi errori commessi prima della campagna e durante".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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