Elezioni regionali 2020: Poli Bortone boccia i tavoli del centrodestra

L'esponente del Msi Fiamma Tricolore ritiene che la classe dirigente di Lega, Fdi e Forza Italia non sappia contrastare una spartizione decisa a Roma

Poli Bortone nella campagna elettorale per le comunali del 2019.

LECCE – Adriana Poli Bortone, di recente rientrata nel Movimento Sociale Italiano Fiamma Tricolore che vide il suo esordio in politica, boccia il centrodestra pugliese. Le elezioni regionali si avvicinano ma, secondo l’ex ministro dell’Agricoltura nel primo governo Berlusconi, la sua classe dirigente non riesce ad arginare “l’immagine plastica di un declino inesorabile”.

Per Adriana Poli Bortone, che nel 2015 ottenne alle regionali il 14,40 per cento come candidata di un pezzo del centrodestra, sarà fatale la convinzione dei tre partiti principali – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – di essere autosufficienti: “Gli incontri di Bari intorno ad un tavolino con la rappresentanza dei soli tre partiti nazionali e le finte schermaglie sulla titolarità di uno dei tre partiti ad esprimere il candidato  presidente restituiscono alla potenziale base di elettori  di centrodestra l’immagine plastica del declino inesorabile di una ex coalizione che, non avendo i numeri per conseguire la vittoria, continua ad ignorare soggetti locali e nazionali  che potrebbe tentare di coinvolgere come suoi alleati”.

La sensazione, ha proseguito in una nota l’ex senatrice, è che si stia per verificare, a Roma, una spartizione su criteri geografici: il nome più gettonato è quello di Raffaele Fitto, già governatore pugliese poi sconfitto da Nichi Vendola nel 2005 nel tentativo di essere riconfermato. Una strada che Adriana Poli Bortone non condivide e che porterà, se non ci fossero cambiamenti di direzione, a una inevitabile separazione: “Sta di fatto che nel recinto del centrodestra non c’è posto attualmente per altri partiti nazionali di  destra, né per un vero civismo meridionalista. Ne prendiamo atto, ci sentiamo liberi di guardare verso volti nuovi che abbiano capacità di analisi, di proposta, di progettualità concreta per la nostra Puglia che ha subito amministrazioni disattente e lontane dalla vecchie e nuove povertà del territorio. Volti nuovi, diversi, capaci.  Vedremmo bene un economista serio che sappia affrontare con  lucidità e prontezza le problematiche pugliesi, dalla sanità  al turismo, dall’agricoltura alle infrastrutture. Una figura attorno alla quale possano coagularsi, al di là del partitismo, i consensi di tanti pugliesi avviliti e demotivati che hanno abbandonato persino la voglia del voto”.

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