I sei pilastri del programma di MoviMenti per lanciare Daniele Montinaro

L'associazione, pronta a designare l'avvocato leccese come candidato sindaco di un polo civico, parte già con i contenuti, tra conferme e nuove istanze

Daniele Montinaro al centro, tra gli altri Mauro Giliberti.

LECCE – Sono sei i pilastri programmatici della proposta politica di “MoviMenti”, l’associazione che nei primi giorni di febbraio formalizzerà la candidatura di Daniele Montinaro, avvocato e già consigliere comunale dal 2012 al 2017.

Per arginare l’impoverimento che colpisce fasce sempre più estese della popolazione, lo strumento individuato è una carta famiglia per il sostegno al reddito, per sostenere sia il reddito delle famiglie che i commercianti locali e soprattutto le aree mercatali. Il ripristino di un assessorato alle Marine per la valorizzazione delle località costiere e il rilancio di un programma realistico di opere pubbliche, come il porto turistico di San Cataldo (bloccato da un provvedimento di interdizione nei confronti della ditta che si era aggiudicata l’appalto) è la seconda priorità in agenda.

Il terzo punto per il rilancio della città, secondo MoviMenti, è il varo di un piano della mobilità urbana sostenibile che tenga insieme tutela ambientale ed esigenze dei commercianti. Sul tema si ripropone, tra le altre misure, un’idea che era già stata presentata nel corso dell’ultima campagna elettorale del centrodestra: la realizzazione in 100 giorni di un parcheggio sopraelevato nell’area dell’ex Foro Boario.

Anche del manager urbano per la sicurezza si è discusso due anni addietro: sia come elemento di raccordo tra forze dell’ordine, amministrazione e sicurezza che come supporto operativo alle decisioni del sindaco alla luce del decreto Sicurezza che introduce anche il “Daspo urbano”. L’installazione di nuove videocamere e di sistemi di illuminazione è la soluzione per dare più sicurezza a zone marginali del centro storico, per la cui vivibilità – regolata sempre da equilibri e interessi di parte - si propone il coinvolgimento costante di tutte le realtà associative e dei residenti.

Quinto tema in agenda quello dei contenitori culturali e sportivi: per i primi si propone un’armonizzazione tra pubblico e privato. “Occorre un piano coordinato - è scritto nel documento - che guardi in maniera flessibile ai vari contenitori culturali, non solo di proprietà comunale, per strutturare un’offerta culturale variegata e integrata, che tenga conto delle esigenze dei bambini, dei diversamente abili, degli anziani, degli studenti, dei residenti e dei turisti nonché della vocazione identitaria di ogni contenitore culturale. Un’offerta che, grazie alla realtà aumentata e all’uso di tecnologie, possa consentire di visitare anche virtualmente i luoghi della cultura, attraverso esperienze multisensoriali prima inimmaginabili”.

Sugli impianti per lo sport, oltre all’ampliamento dell’offerta per tutte le discipline secondo scelte amministrative da definire dopo il confronto con le realtà operanti nel settore, centrale è la questione dello stadio: “Lecce ha bisogno di un nuovo stadio, meno cemento e più servizi. Un'arena efficiente ed esteticamente gradevole, da 20mila posti al coperto, senza pista di atletica, a misura di diversamente abile, in cui tifosi e giocatori siano davvero vicini. Immaginiamo la demolizione e ricostruzione contestuale nella medesima area già urbanizzata, per la quale sarà una grande occasione di riqualificazione. Una struttura al servizio della città in cui inserire strutture come la sede dell'Us Lecce, del Coni, del Comitato Italiano Paraolimpico, delle Federazioni sportive, della Federazione medici sportivi, del Museo dello Sport, l'Officina del ciclista e del cicloamatore, quella delle auto e delle moto d'epoca, oltre ad attività commerciali. Una struttura da realizzare con il coinvolgimento dei privati, attraverso lo strumento del project financing”.

Il sesto tema all’ordine del giorno è quello del commercio: si propone, attorno al varo del Documento Strategico, un incentivo per favorire l’occupazione di locali sfitti e “l’apertura di negozi di rappresentanza dei brand che coinvolgono imprese del territorio nella loro filiera produttiva. Una vetrina commerciale delle produzioni territoriali da valorizzare attraverso eventi culturali, artistici, sportivi e gastronomici che attraggano potenziali clienti nel centro storico, nell’area commerciale di Piazza Mazzini, nei quartieri periferici, nelle marine”. Particolare attenzione, secondo MoviMenti, deve essere riservata all’abusivismo commerciale anche attraverso “interventi repressivi mirati e costanti”.

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