Emergenza xylella: Bellanova al lavoro per risanare l'olivicoltura pugliese

Si è tenuta al ministero la riunione programmatica sul tema. Copagri e Confagricoltura chiedono di accelerare per far arrivare sul territorio i fondi stanziati Verrascina, prioritario destinare risorse a espianto, reimpianto e compensazione perdite

In foto: il vertice al ministero con Bellanova

Lecce – Il primo appuntamento istituzionale del neo ministro all'Agricoltura, Teresa Bellanova e del  sottosegretario Giuseppe L’Abbate è stato di cruciale importanza.

Si è tenuta infatti a Roma, presso il ministero competente, la riunione programmatica relativa al Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia.

In altre parole è tornato sui tavoli della Capitale il problema della xylella fastidiosa che ha colpito gli ulivi salentini, e messo al tappeto l'economia agricola locale.

L'emergenza sarà affrontata di petto, anche e soprattutto in termini di risorse che il governo intende stanziare per risanare il territorio e aiutare le imprese ormai in ginocchio.

È quanto ha ribadito durante il vertice il  presidente della Copagri, Franco Verrascina: “È prioritario continuare a lavorare per far sì che i fondi stanziati arrivino al più presto sul territorio e vadano a compensare le ingenti perdite in termini di mancato reddito per i tantissimi produttori colpiti. Queste risorse vanno inoltre indirizzati in maniera prioritaria alle attività legate all’espianto, e al reimpianto, che interessano oltre 10 milioni di alberi”.

Un capitolo a parte, ma non secondario nella vicenda, è quello relativo alla sperimentazione ed alla ricerca scientifica che pare orientata verso gli innesti di varietà di olivi resistenti al temibile batterio.

“Il ministro Bellanova, durante la riunione, ha ricordato che è fondamentale puntare con sempre maggiore determinazione sulle possibilità offerte dalla ricerca e dell’innovazione, mettendo da parte le polemiche e facendo squadra nell’interesse del comparto olivicolo – ha aggiunto Verrascina -. Alle fitopatie, infatti,  si sono aggiunti i cambiamenti climatici e i prezzi di mercato che non consentono neanche di coprire i costi di produzione”.

I dati permettono di inquadrare la gravità della situazione: il settore olivicolo conta oltre 350 mila imprese e rappresenta il 13,59 percento del totale delle aziende agricole italiane, per un valore della produzione di circa 4 miliardi di euro l’anno.

Secondo l'esponente di Copragri occorre quindi accelerare gli investimenti per la rigenerazione del patrimonio arboreo puglese, “tenendo sempre bene a mente che più passa il tempo e maggiore è il numero di imprese che esce dal mercato”.

"Priorità alle imprese": l'appello di Confagricoltura

La necessità di dare priorità alle indennità delle imprese e di promuovere gli investimenti è stata ribadita anche dalla delegazione di Confagricoltura, presente al tavolo, guidata dal presidente della Puglia Luca Lazzàro e dal presidente della federazione nazionale olivicola, Pantaleo Greco.

“Per non compromettere il futuro dell’olivicoltura pugliese – ha spiegato Lazzàro – e far partire al più presto le risorse stanziate con il decreto emergenze è necessario creare una struttura specifica ad hoc ed una procedura straordinaria che consentano di gestire, in modo efficace ed efficiente i 300 milioni stanziati per il “piano di rigenerazione” dell’olivicoltura pugliese”.

L’istituzione di una area di crisi complessa, a suo dire, potrà sicuramente contribuire ad agevolare questo processo.
Confagricoltura ritiene necessario ripristinare il potenziale produttivo, finanziando in primo luogo gli espianti ed i successivi reimpianti di olivi o di altre specie nelle aree colpite.

“Ma è necessario – ha messo in evidenza Pantaleo Greco – rimuovere quei vincoli paesaggistici, che limitano di fatto le scelte imprenditoriali. Ad esempio delle varietà tolleranti ne è ammessa solo una, non tutte le tipologie d’impianto sono ammesse ed è impossibile la riconversione verso altre produzioni”.

Confagricoltura ha sottolineato, in conclusione, la necessità di procedere quanto prima all’approvazione di tutti i decreti attuativi delle norme che interessano il comparto olivicolo pugliese contenute nel cosiddetto decreto legge emergenze incluso quello relativo al Piano straordinario per la rigenerazione dell’olivicoltura.

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