Slot machine e dipendenza dal gioco: "Obbligatoria la tessera sanitaria"

Le regioni a confronto sulla proposta del governo di riorganizzare la materia. Emiliano: "Distinguere tra esercizi commerciali e tabaccherie"

ROMA – La Regione Puglia non intende abdicare alla possibilità di legiferare in tema di gioco d’azzardo, mentre il governo spinge per una regolamentazione uniforme da adottare in breve tempo. Il governatore Michele Emiliano ha partecipato oggi alla Conferenza delle Regioni, alla presenza del sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta,

L’obiettivo generale del governo è quello di diminuire i punti gioco e ridurre il numero di slot collegandole peraltro tutte a un sistema remoto di controllo, introducendo anche regole più stringenti per l’accesso ai punti gioco senza però diminuire il gettito. Le slot nel 2016 hanno prodotto un giro da quasi 6 miliardi di euro, circa la metà del totale delle entrate dello Stato.

Il riordino del settore è contenuto nella Legge di Stabilità e l’esecutivo ha fretta di approvarlo con decreto legislativo, per il quale serve l’unanimità della conferenza. Altrimenti si vedrebbe costretto ad adottare un decreto legge, da convertire poi in Parlamento con il rischio di rallentamenti e frenate. 

“Quella di oggi – ha detto Emiliano- è stata una vittoria per la Regione Puglia che aveva chiesto più tempo alla Conferenza delle regioni per esaminare il provvedimento, nel timore che tutta quella fretta di trovare l’intesa nascondesse un fuoco di cenere. Oggi abbiamo capito che il governo, tramite il sottosegretario Baretta, ha deciso di aprire una grande consultazione con tutte le associazioni e quindi l’idea che ci potesse essere un blitz è stata scongiurata.

Ribadita la difesa della propria autonomia legislativa, Emiliano ha spiegato la seconda questione che gli sta a cuore: “Noi dobbiamo avere una gestione delle ludopatie molto severa: quando si viene dichiarati ludopatici, la tessera sanitaria deve essere l’unico mezzo per accedere al gioco. Le macchinette devono funzionare con la tessera sanitaria: se c’è la dichiarazione di ludopatia il soggetto non può essere ammesso al gioco da nessuna parte”.

“Il primo progetto del governo – precisa il presidente - colpiva in modo particolare le tabaccherie, che sono invece dei concessionari dello Stato, rigidamente controllate in ogni fase, che avrebbero assicurato che il gioco sia realmente una dimensione episodica della vita, perché questi luoghi sono aperti, di transito, dove la segretezza che serve per gestire e speculare sulle ludopatie è molto più difficile. In più i tabaccai possono essere richiesti, come concessionari dello Stato, di prestazioni aggiuntive che non possono essere richieste a un qualunque esercente di una sala da gioco”.

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“Bisogna quindi distinguere – conclude Emiliano - tra gli esercizi commerciali cui è impedito l’esercizio del gioco e le tabaccherie. Anche per non riservare il gioco solo alle grandi multinazionali, che sono quelle che preoccupano di più perché molto difficili da controllare. I tabaccai invece hanno norme che consentono i controlli molto più efficaci”.

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