Emiliano propone l'accorpamento: si riapre la partita per l'ospedale di Casarano

Il governatore scrive al dipartimento regionale per chiedere di valutare l'ipotesi. Esulta il comitato cittadino e ora anche Galatina vuole di più

CASARANO – La partita per l’ospedale di Casarano sembra riaprirsi inaspettatamente. Sullo sfondo di una campagna elettorale giocata anche sul grande tema del declassamento del “Francesco Ferrari” è giunta, a mo’ di sorpresa nell’uovo di Pasqua, la lettera del presidente Michele Emiliano che potrebbe rappresentare una virata rispetto alle decisioni assunte nel piano di riordino ospedaliero.

Il piano (giunto alla seconda versione) prevedeva, come noto, un riposizionamento dell’ospedale al livello base. Un passo indietro dunque, rispetto all’eccellenza raggiunta negli anni dalla struttura ospedaliera, con tanto di disattivazioni e traslochi di reparti contestuali ad un potenziamento della medicina territoriale per non incorrere in deficit nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Il territorio ha reagito prontamente, alzando la voce attraverso manifestazioni e proteste. La politica è salita compatta sulle barricate mentre l’amministrazione cittadina presentava ricorso al Tar (l’udienza è fissata a giugno). Fino alla novità che – se confermata – potrebbe sparigliare le carte.

Il governatore in persona, che ha tenuto per sé l’assessorato chiave della Sanità, ha inviato una lettera al direttore del dipartimento regionale della Salute, Giancarlo Ruscitti, chiedendo di valutare l’ipotesi di un accorpamento dei due presidi di Galatina e Casarano così da dare vita ad un unico ospedale -di primo livello-che poggia su due gambe. Il risparmio economico sarebbe assicurato dalla centralizzazione della dirigenza medica ed amministrativa, il resto è tutto da decidere e valutare: il documento politico nulla aggiunge e può aggiungere rispetto alla rimodulazione dei vari reparti. La costruzione tecnica e operativa della proposta rimane ancora un’incognita.

Il Comitato Pro Ferrari intanto ha salutato l’ipotesi alla stregua di una vittoria personale: “Si tratta di una proposta di buon senso perché due ospedali di primo livello garantirebbero prestazioni sanitarie qualitativamente migliori ad un bacino d’utenza così ampio – commenta il presidente Claudio Casciaro -. Casarano, peraltro, è ad un passo dalla costruzione del 4° lotto del Ferrari, per il quale esiste un investimento di 14 milioni di euro. Ci sono stati degli intoppi burocratici nella fase finale della progettazione ma l’appalto è stato già aggiudicato dalla ditta Edil Costruzioni che ora dovrebbe garantire il suo contributo per accelerare l’iter”.

Intorno al salvataggio del Ferrari si è indubbiamente creato un grande movimento d’opinione ma, avverte Casciaro, “non bisogna ragionare solo in difesa degli interessi di campanile”. “L’obiettivo deve essere la costruzione di un ospedale riunito che assicura grandi prestazioni e d’altra parte molti reparti, come oncologia e pediatria, già collaborano fattivamente e Casarano possiede la risonanza magnetica indispensabile per il reparto di neurologia che si vuole trasferire a Gallipoli”, conclude lui.

Galvanizzati dalla novità, gli altri Comuni interessati dal piano di riordino ospedaliero ora aspirano ad ottenere di più. Il discorso, avvisa il candidato sindaco di Galatina Giampiero De Pascalis, dovrebbe valere anche per il “Santa Caterina Novella”: “La Regione trovi una soluzione tecnica anche per il nostro ospedale. Il presidente Emiliano ha rispolverato un’ipotesi formulata nel precedente regolamento ospedaliero approvato dalla giunta Vendola, ma non accolta a Roma perché non prevista dal decreto ministeriale 70.  Ebbene, se questa possibilità è concreta allora deve essere vagliata anche per Galatina che può essere accorpata a Scorrano o a qualsiasi altro ospedale il direttore Ruscitti ritenga possa essere fatto”, conclude il candidato di “Obiettivo 2022”.

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Commenti (1)

  • GRAVE errore chiudere l'ospedale di Casarano. Da non dimenticare il precedente GRAVE errore della chiusura di Gagliano, dove i cittadini del capo di Leuca pagano uno scotto serio in termini di sanità allungando inevitabilmente i tempi di soccorso. Gli Ospedali vengono chiusi per far quadrare i conti mentre ormai proliferano ovunque centri e case private di accoglienza migranti, un tempo clandestini ma oggi è un business IRRINUNCIABILE.

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