Cinque stelle perdono un consigliere: "Sempre meno attivisti e più gli yes man"

Enrico Giuranno lascia la carica a Casarano in collisione con il Movimento: "Le regole di condivisione ormai tradite e decisioni su Tap e xylella prese senza consultare la base"

Foto di repertorio: Giuranno in campagna elettorale

CASARANO – Ha trascorso 8 anni della sua vita sporcandosi le mani con la politica in un territorio a dir poco complesso, come quello di Casarano. Giornate e fine settimana spesi in riunioni e organizzazioni di attività sociali, sotto il logo dei 5 stelle. Ha partecipato alle elezioni regionali ed è stato in prima fila durante la campagna per le amministrative, fino ad entrare, giovanissimo, nel Consiglio comunale della propria città.

Poi le battaglie contro le trivelle e la Tap, passando per il no al referendum costituzionale, gli incontri con i cittadini per promuovere la raccolta differenziata sui rifiuti e i dibatti sulla legalità organizzati proprio a Casarano, non ultimo quello con il compianto magistrato Ferdinando Imposimato.

imposimato-3Giuranno, frontman del gruppo di attivisti locali, ha tirato dritto sulla linea originaria del Movimento, “fedele ai quei principi e a quelle poche regole in cui mi riconoscevo”, mentre lo scenario politico intorno cambiava. I 5 stelle di Casarano continuavano con le dirette streaming delle sedute consiliari anche quando il tema della trasparenza amministrativa pareva passato di moda e questa pratica caduta in disuso.

Il mal di pancia di Giuranno è durato un anno, a suo dire: “Quei dubbi iniziali sull’efficacia del metodo di selezione di una classe dirigente sono diventati una certezza. Ho preferito restare fedele ai miei valori e abbandonare un partito in cui non mi riconosco più”.

Il consigliere ha formalizzato le dimissioni e affidato ad un post su Facebook il saluto agli amici e le amare considerazioni. La sua è stata una scelta di forma e di sostanza.

Per comprendere la forma bisogna tornare al sistema di regole: “La democrazia interna al movimento è esistita fino a qualche tempo fa e posso testimoniarlo – racconta -: mi sono candidato alle regionali senza essere sostenuto da alcuna cordata, anzi subendo molti attacchi. Tutto è cambiato con le ultime elezioni politiche: chi era già stato eletto si è blindato all’interno del movimento, l’obiettivo era quello di cristallizzare l’esistente. I dissidenti sono stati emarginati a vantaggio di altri candidati che non avevano un attivismo di lungo corso alle spalle”.

Poi l’affondo: “Ormai da tempo nessuna questione importante è stata sottoposta alla decisione degli attivisti, sempre meno attivisti e sempre più yesman, fino alla ridicola consultazione (quella di ieri sulla piattaforma Roussaeau relativa al caso Diciotti ndr.), in cui siamo chiamati a ratificare ancora una volta accordi politici già presi, contrari ai principi del Movimento”.

“Un boccone amaro dopo l’altro”, il consigliere ha iniziato a rimettere in discussione la sua permanenza nel gruppo: “Ricordo la scellerata decisione sul Tap fondata su fantomatiche penali di cui ancora non si capisce l’entità o il cambio di linea sull’affaire xylella ed eradicazioni: cambiamenti decisi senza condivisione, anzi contro le indicazioni della base”.

La decisione finale è stata lunga e sofferta, procrastinata per il bene di Casarano, o meglio per “rimanere nel Consiglio comunale cercando di cambiare le cose dall’interno”. Ma il percorso di disaffezione è giunto a compimento.

Giuranno lascia il suo posto al 1° dei non eletti, Massimo Leggio. Con le dimissioni si conclude la sua esperienza all’interno delle istituzioni, ma non quella politica in senso lato: “Continuerò a occuparmi di Casarano da semplice cittadino, aiutando gli amici che si spenderanno per la città e che hanno scelto di non abbandonare i 5 stelle. Molti di loro li aspetto però fuori, dall’altro lato della strada. Ho raccolto attestati di solidarietà e critiche, ma su tutto preferisco la coerenza”.

Cosa rimane sotto le macerie di quest’esperienza? “Sono stati comunque anni importanti in cui ho conosciuto persone eccezionali, ho stretto legami importanti, ho imparato il funzionamento della macchina amministrativa. Soprattutto ho capito molto di me stesso e delle leggi che governano questo Paese alle deriva”.

Attestati di stima e sostegno a Giuranno

Il suo post sul social network ha incassato attestati di stima da parte di tanti "delusi" del movimento, fuoriusciti e scettici sul nuovo corso politico dei pentastellati. Tra questi compare Giovanni Manzo, attivista storico che si presentato alle ultime parlamentarie: "Quello di Giuranno è l'amaro sfogo di una brava persona che, come tanti altri (compreso il sottoscritto), ha ingenuamente creduto nella pacifica rivoluzione politica e culturale promessa dal M5S, per poi scoprire che era tutto un vergognoso bluff", scrive lui.

"Oramai, le scellerate scelte dei vari Di Maio, Casaleggio e Casalino, che hanno stravolto lo spirito originario, hanno allontanato le persone migliori, gli attivisti più sinceri, riducendo la base ad una curva da stadio, colma di tifosi osannanti e acritici - commenta Manzo -. Tifosi che, tra non molto, quando i risultati elettorali cominceranno ad essere fortemente negativi, torneranno a tifare per il Renzi o il Berlusconi di turno, come hanno sempre fatto in passato".

Scritte vandaliche sulla sede del Movimento a Lecce

asilo resiste-2Nel corso della notte la sede leccese dei pentastellati, in via Milizia, è stata imbrattata da ignoti. Sulla saracinesca del locale è comparsa una frase impressa con una bomboletta spray, "Con l'asilo che resiste", che sembrerebbe far riferimento alla vicenda degli arresti a Torino disposti in occasione dello sgombero dell'Asilo occupato, proprio nella città amministrata dalla pentastellata Chiara Appendino.

L'ex consigliere comunale di Lecce in quota al Movimento, Fabio Valente, ha intanto formalizzato una denuncia. Sul caso sta indagando la Digos.

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