"L'entusiasmo dei giovani ci travolge": Gabellone sui Comuni al voto

Un excursus del segretario provinciale dei Cor sui temi della prossima tornata amministrativa e sulle priorità programmatiche della coalizione di centrodestra

LECCE – Sventola la bandiera del centrosinistra nella maggior parte dei Comuni salentini. Il risultato del Pd, nel corso dell’ultima tornata elettorale, ha confermato il trend positivo su scala nazionale. Ma gli avversari della coalizione di centrodestra – guardati, di diritto, come i principali competitor – sono lontani dalla resa.

Al contrario, forti di un decennio di amministrazione nel capoluogo (Perrone lascia dopo il secondo mandato consecutivo), ora guardano positivamente alle amministrative di primavera. Insieme ad Antonio Gabellone -coordinatore provinciale dei Conservatori e Riformisti, di recente confluito in Direzione Italia e presidente della Provincia di Lecce – abbiamo provato a tracciare un bilancio della sfida elettorale che si profila appassionante in molti comuni. E decisamente poco scontata.

Freschi della fondazione di un nuovo soggetto politico, Direzione Italia, a quali municipi guardate con maggior interesse?

Non c’è differenza tra un Comune e l’altro perché crediamo che la nostra proposta politica debba partire, indistintamente, dal basso. Sono proprio gli amministratori che conoscono a fondo il proprio territorio il nostro punto di riferimento: miriamo, infatti, al massimo coinvolgimento di quanti hanno a cuore il bene, il progresso e la crescita delle città. In questo quadro è chiaro, tuttavia, che il capoluogo riveste un’importanza strategica.

Quali sono i sindaci che intendete riconfermare e perché?

Nel Salento abbiamo avuto esempio di primi cittadini capaci che, nonostante tutte le difficoltà, sono riusciti ad arrivare a fine mandato, dimostrando così grandi capacità politiche: penso all’esperienza di Casarano con Gianni Stefàno oppure a quella di Galatone con Livio Nisi. Ma non sono i soli.  Laddove ci sono state esperienze positive intendiamo sicuramente riconfermarle, magari assortendo la rosa degli amministratori con le nuove leve del centrodestra che, con grande passione ed interesse, intendono contribuire a vincere la sfida dei prossimi anni. In questo frangente storico così complesso, il talento e le energie migliori giocano un ruolo importante, sia a livello locale che nazionale.

Quali i punti di vantaggio della visione politica del centrodestra rispetto agli avversari?

A partire dal capoluogo abbiamo dimostrato di poter amministrare bene ma una delle caratteristiche principali è la nostra capacità di interloquire in maniera costante con l’elettorato. Il nostro infaticabile lavoro, teso all’unità del centrodestra, è riconosciuto ed apprezzato anche dagli alleati.

Qual è l’elemento di rottura del movimento “Direzione Italia” rispetto al vecchio modello della scuola di partito?

Sicuramente l’avvicinamento spontaneo di numerosi giovani, in parte già delusi dalla politica ma carichi di ottimismo ed entusiasmo, sollecitati dal grande lavoro svolto in questa direzione da Raffaele Fitto che ha avuto l’intuizione della fondatore di questo nuovo soggetto politico.

Ci sono errori del passato sono da superare?

Durante le competizioni regionali del 2015 abbiamo registrato una sconfitta dovuta all’incapacità di raggiungere una sintesi interna: considerato il disastro di questi primi due anni di centrosinistra in Regione, se avessimo messo in campo una proposta unitaria, avremmo già dimostrato come si possa governare meglio la Puglia. Questo è un dato negativo, incontestabile, che ora vogliamo superare, puntando molto sulla coesione e l’unità interna. I nostri elettori sembrano apprezzare questo sforzo.

Chi temete di più: centrosinistra o Movimento 5 stelle?

Ogni campagna elettorale ha una storia ha sé e tutti gli avversari vanno rispettati, non esiste una priorità. È chiaro che l’attuale scenario politico ha superato il bipolarismo, ed è quindi necessario riconoscere l’esistenza di una terza forza politica.

M5S potrebbe distrarre voti dalle liste di centrodestra?

La preoccupazione è che la presenza di tre proposte politiche possa danneggiare la nostra presenza nel Salento, ma le dinamiche che porteranno al voto verranno calibrate in corso d’opera. È chiaro che nei Comuni in cui è previsto il ballottaggio, la rottura dello schema bipolare rende questo traguardo più difficile, ma non ci spaventa tornare a competere in un territorio che ci ha visto spesso vincitori.

Il partito è, a suo giudizio, sintonizzato con le esigenze più pressanti dei cittadini?

La nostra attenzione si concentra su alcuni nodi cruciali come l’agricoltura ed il disastro xylella, le politiche sanitarie, la tutela e la valorizzazione del territorio, mobilità e trasporti pubblici: su questi temi apriremo dei tavoli aperti al contributo ed ai suggerimenti di tutti i cittadini. Non abbiamo intenzione, però, di stare a dibattere all’infinito: ad un certo punto intendiamo raccogliere le istanze e trasferire le proposte nelle sedi competenti. Il fine è quello di trovare una soluzione definitiva a molti problemi. Il mezzo è la partecipazione delle persone.

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