Eventi e sponsor, Tap presenta cartellone estivo. Sul centrosinistra bordate a 5 stelle

Martedì il consorzio che intende costruire il gasdotto con approdo a San Foca illustrerà le attività a sostegno delle manifestazioni estive. Dopo la lettera di Onofrio Introna, la senatrice del M5S, Barbara Lezzi insiste sull'ipocrisia della sinistra

La piattaforma Skate III usata per i recenti sondaggi in mare.

LECCE – Eventi e sponsor, un binomio scontato. Ma non quando si parla del progetto di gasdotto proposto da Tap, intorno al quale è in corso un aspro scontro anche dal punto di vista della comunicazione. Nella grande babele delle parole urlate e stampate, ci sono i mezzi convenzionali, come la pubblicità a pagamento su quotidiani e radio, e quelli più informali come la discussioni sui social network.

Nelle ultime settimane grande scalpore hanno suscitato i contributi economici elargiti dal consorzio a due grandi manifestazioni della tradizione salentina: la festa di San Pietro e Paolo a Galatina e quella di Santa Domenica a Scorrano. Gli importi sono modesti, qualche migliaio di euro, ma la questione ha un valore di ben altro spessore rispetto a quello economico perché si tratta di inserire nell’ambito di celebrazioni che rappresentano la storia e l’identità del territorio un marchio che con le sua opera causerà un impatto sul tratto di costa destinato ad accogliere il punto di approdo, San Foca, e lungo il tracciato del percorso a terra fino allo snodo Snam di Mesagne.

Martedì mattina Tap, nella nuova sede di via Templari, praticamente in piazza Sant’Oronzo, renderà nota la campagna di sponsorizzazioni per gli eventi dell’estate salentina. La strategia del consorzio è chiara: se da tempo è stata già battuta la strada dell’acquisto di spazi a pagamento sui mezzi di comunicazione – come farebbe legittimamente qualsiasi impresa privata -, quella di calarsi nelle viscere culturali del Salento rappresenta un salto di cui non si può tener conto anche perché coincide con una fase storica in cui gli enti locali sono costretti a portare drastici tagli ai proprio bilanci.

La guerra, lo si sa, la si combatte su più fronti. D’altra parte da qui al termine dell’estate è atteso il parere definitivo e vincolante del ministero dell’Ambiente del progetto – già bocciato due volte dalla Regione Puglia – e l’offensiva diplomatica dei proponenti è all’apice. Non casualmente inizia oggi la visita in Italia di tre giorni del presidente dell’Azerbaijan, il paese che ospita e controlla i giacimenti di gas che ambiscono a rappresentare un’alternativa a quello russo.  Per Ilham Aliyev sono in programma incontri al massimo livello.

Il dibattito, insomma, è caldo. E lo dimostra anche la lettera, piuttosto inconsueta, che il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, di Sinistra Ecologia e Libertà,  ha scritto al sindaco di Melendugno, Marco Potì, fermo oppositore del progetto. Un testo nel quale il rappresentante istituzionale, che tale si firma e che si serve dell’ufficio stampa dell’ente, chiede al primo cittadino di non voltare le spalle al gasdotto e di favorire una soluzione alternativa a quella che prevede l’approdo a San Foca.

In attesa dunque di conoscere quante bandierine Tap piazzerà nel cartellone degli eventi estivi, interviene sulla vicenda la senatrice del Movimento 5 Stelle, Barbara Lezzi: “È evidente come il consenso dei cittadini salentini sia bersaglio del tiro incrociato che viene da una parte dal manager di Tap, Russo, che, da moderno Babbo Natale, elargisce regalie fuori stagione per placare la contrarietà a quest'opera invasiva ed inutile al territorio. Dall’altra, abbiamo la storica ipocrisia del centrosinistra che, colpevolmente o per mera ignoranza, è passato dal rivendicare royalties, ad annunciare fantomatiche riconversioni della centrale a carbone di Cerano (gli esperti non hanno potuto fare altro che deridere quest’ipotesi astrusa) per giungere all’ allarmismo. Si, perché Introna teme di essere schiavo delle contingenze internazionali che potrebbero farci subire una penuria di gas. Ma cosa dice? Mente o ignora che Renzi nel Documento economico e finanziario ha affermato che l’Italia, dati gli ingenti depositi di stoccaggio, non ha nulla da temere. Mente perché il gas di Tap non servirà l’Italia. Mente perché il gas di Tap è sostitutivo e non in aggiunta”.

In seconda battuta, l’esponente a 5 stelle concentra il focus della riflessione sulla possibilità che Tap contribuisca alla festa dei santi patroni di Lecce, in programma il 24, 25 e 26 di agosto: “Il sindaco Perrone dovrebbe ascoltare il suo territorio, le migliaia di persone che hanno partecipato con passione alla difesa della nostra costa e che si sono viste negare la possibilità di un percorso partecipativo che è stato bruscamente interrotto e non cedere all’opera imbonitrice e subdola di Tap che, facendo la carità con gli spiccioli, mina il valore della nostra tradizione e la nostra dignità volendosi imporre in quegli eventi a noi particolarmente cari”.

La parlamentare conclude poi con un riferimento alla sfida che Lecce sta affrontando per diventare Capitale europea della cultura del 2019: “Lecce, che si candida a città della Cultura, dovrebbe indignarsi e rispondere che non ha la mano tesa a raccogliere l’elemosina dello spocchioso country manager Russo. Bisogna, altresì, far intendere che il territorio non è in svendita e  informare Introna che è si vero che non si può produrre energia dal carbone, ma che gli interessi di Enel non convergono su Tap, che il gas non è rinnovabile e che esiste il fotovoltaico diffuso e, soprattutto, se si agisse sull’efficientamento si risparmierebbe ben il 35 per cento dell'energia, oltre a dare lavoro alle nostre imprese.

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