Ex discarica D’Aurio, interventi subito. Stea sollecita Comune e Provincia

Oggi secondo tavolo tecnico in Regione per affrontare al questione ambientale. Entro il 10 dicembre analisi degli atti tra i due enti. Valli: “Già inviate le diffide. Servono fondi per la bonifica”

L'assessore Gianni Stea

LECCE - E’ corsa contro il tempo per disinnescare il pericolo ecologico nell’ex discarica D’Aurio con l’avvio del tavolo tecnico promosso dall’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Gianni Stea, dopo le sollecitazioni giunte dal territorio e dalle rappresentanze di Sentire Civico e Puglia Popolare. Il percorso verso la soluzione dei rischi ambientali prodotti nella zona della ex discarica a ridosso di Surbo, ma in territorio di Lecce, cominciato con il sopralluogo dell’assessore regionale, continua dopo il primo incontro del 20 novembre scorso e aggiornato a questa mattina. Si è svolta oggi, infatti, la seconda riunione del tavolo tecnico e istituzionale a cui, oltre alla Sezione ciclo rifiuti e bonifiche della Regione, hanno partecipato anche i rappresentanti di Arpa, Comune e Provincia di Lecce.

Al termine del confronto, valutato molto positivamente dall’assessore Stea, è stato stabilito un nuovo crono programma che vedrà nel volgere di pochi giorni, e non oltre il 10 dicembre, un nuovo vertice (al quale sarà presente anche la Regione) tra Comune di Lecce e Provincia teso a definire anche tempistiche e modalità di intervento in merito alla messa in sicurezza e bonifica dell’area interessata che sorge a soli 500 metri dal centro abitato. L’obiettivo che si è posto l’assessore Gianni Stea è quello di dare un'accelerata alla soluzione della questione che angoscia i cittadini di Surbo. Ed anche nel confronto odierno il componente dell’esecutivo regionale ha ribadito la necessità di trovare una soluzione immediata alla problematica.

“Oggi grazie anche al Comune di Lecce che si è immediatamente attivato, abbiamo acquisito ulteriori informazioni sulla proprietà, che è la stessa per entrambi i siti: una discarica abbandonata, coperta, profonda quaranta metri e una cava, mai censita né autorizzata, ad un chilometro di distanza dalla discarica, dove giacciono rifiuti di ogni genere anche pericolosi tra cui amianto” spiega l’assessore Stea a margine dell’incontro, “ma c’è l’esigenza di procedere il più in fretta possibile perché dobbiamo dare risposte ai cittadini di Surbo che dai due siti in questione si sentono minacciati perché a ridosso del centro abitato. Oggi al tavolo avevamo anche la Provincia di Lecce che si è impegnata a fornire tutta la documentazione in suo possesso, utili per arrivare a capo del problema. Per questi ho chiesto a Comune e Provincia di Lecce di confrontarsi sulla documentazione esistente e di convocare un tavolo interistituzionale a Lecce entro il 10 dicembre al quale sarà presente anche la Regione Puglia”.

Proprio da quel vertice si dovranno decidere gli atti con i quali procedere per la messa in sicurezza dei terreni in zona D’Aurio nella quale campeggia anche un parco fotovoltaico abbandonato. La documentazione a cui l’assessore regionale ha fatto riferimento riguarda il periodo della post gestione della discarica, in capo alla Provincia, che va dal momento in cui è stata chiusa, nel 2003, ai 10 anni successivi durante i quali normalmente il sito viene sottoposto ad adeguati interventi di ripristino ambientale da parte del gestore. Intanto, come detto, anche il Comune di Lecce, ha già iniziato a muovere i suoi passi decisivi.

“Nei giorni scorsi abbiamo effettuato un sopralluogo a scopo ricognitivo e, una volta individuato il liquidatore della società proprietaria del sito che intanto è fallita, abbiamo fatto partire la diffida per la messa in sicurezza e per la rimozione dei rifiuti con annessa caratterizzazione” ha riferito l’assessore comunale all’Ambiente, Angela Valli, “in caso di non ottemperanza, bisognerà procedere con una ordinanza e poi il provvedimento di esecuzione in danno. La parte più difficile per noi” conclude l’assessore comunale, “sarà la fase di reperimento delle risorse, perché il Comune di Lecce non è in grado di affrontare i costi di una simile operazione”.

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