"Il fascismo non si può ridurre a un solo fatto storico": Anpi risponde alle polemiche

"L'Osservatorio produrrà documenti sul neofascismo in città e in provincia": l'associazione difende l'intenzione di monitorare il fenomeno e replica a Pierpaolo Signore

In foto: la firma del protocollo per l'Osservatorio

LECCE – Non poteva mancare la presa di posizione di Anpi, associazione nazionale partigiani d'Italia, nel polverone di polemiche sollevatosi sull'intenzione di creare un Osservatorio provinciale, a titolo gratuito, presieduto dalla Provincia di Lecce e che vede la partecipazione di Arci, Cgil, Udu, Link, Libera, Unione degli studenti, per monitorare possibili derive di stampo fascista e razzista.

Al presidente Stefano Minerva ed alle altre associazioni coinvolte hanno replicato pezzi da novanta della destra leccese come Pierpaolo Signore, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia e Adriana Poli Bortone, il primo segnalando “episodi antidemocratici a carico dell'ultra sinistra”, la seconda cercando di spostare il focus su problemi “più stringenti per l'ente, come scuole e strade dissestate”.

Sul fronte opposto si inserisce l'intervento di Anpi che scrive: “La già pasionaria nera del mondo missino cerca di ridurre a un fatto solo storico il fascismo, come se già nel secondo dopoguerra non ci fosse stata una riemergenza neofascista con squadrismo, feriti, morti, stragi, tentativi di golpe”.

Anpi punta direttamente il dito contro Signore: “Sorpreso in un pullman  contornato da una selva di saluti romani che inneggiavano alla marcia su Roma, per giunta nella giornata del ricordo del gennaio 2017. Si difese, senza scusarsi, parlando di semplice goliardata. Il rappresentante della giovanile dei Fratelli d’Italia ha invece l’acume di affermare che è l’antifascismo il peggior fascismo in quanto discrimina. L’apologia del fascismo come libera espressione di pensiero”.

“Tutto ciò conferma indirettamente la scelta dell’Osservatorio provinciale antifascista che a breve produrrà documenti e controinformazione documentata sul neofascismo in città e in provincia”, conclude l'Anpi.

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