Fermo biologico e caro gasolio. A mare... i politici

Il presidente della cooperativa Pesce Azzurro di Gallipoli precisa i termini della risoluzione di alcune questioni calde del comparto pesca. "Un milione di euro dalla Regione grazie al nostro impegno"

I pescatori di Gallipoli.
Il lungo e tormentato periodo, a dir poco burrascoso, per i pescatori della Puglia sembra via, via lasciare il passo al ritrovato ottimismo. La marineria in generale torna a sorridere dopo le importanti "vittorie" ottenute sui tavoli romani e comunitari per la risoluzione di alcune annose questioni che in questi anni hanno senza dubbio posto con l'acqua alla gola l'intero comparto della pesca. Caro gasolio, contributi e ristori economici, fermo pesca alcune delle priorità poste all'attenzione diretta della Comunità Europea e del ministero dell'Agricoltura e della Pesca. E i primi passi verso una schiarita definitiva delle problematiche che attanagliano i pescatori in generale e la marineria locale nel caso specifico, sono stati mossi. Con una conseguente ridda di consensi espressi dal mondo politico e non e da comitati spontanei che non hanno lesinato di tessere lodi a destra e a manca degli stessi politici di turno che si sono interessati in maniera "determinante" nella risoluzione delle vicende del caro-gasolio", dello slittamento del fermo pesca ed dell'erogazione dei contributi economici garantiti durante il periodo di fermo biologico.

Un atteggiamento che non è andato giù al presidente dellacooperativa Pesca "Pesce Azzurro" di Gallipoli, Vincenzo Corciulo, che ha deciso di intervenire a nome e per conto della maggior parte dei pescatori ionici per chiarire "meglio" i termini delle questioni e le azioni dirette della marineria salentina e pugliese per il buon esito delle vicende aperte. Della serie: "siamo stati noi a sollecitare i politici, il Ministero e la Comunità Europea a smuovere le acque, e se oggi i pescatori possono tornare a sorridere devono ringraziare principalmente se stessi, la loro caparbietà, il loro interessamento tramite l'associazione Marinerie D'Italia e le stesse cooperative locali....Quindi prima di salire sul... peschereccio dei vincitori...".

Spiega nel dettaglio il presidente Corciulo: "Nella mia veste di presidente della Cooperativa Pescatori ‘Pesce Azzurro' in Gallipoli, nonché presidente pro-tempore dell'Associazione Culturale ‘Noi Ci Siamo!', sento il dovere di precisare che la marineria di Gallipoli unitamente a quelle minori del resto del Salento, per mio tramite, ha preso contatto con l'associazione Marinerie d'Italia, avente sede nelle Marche, che è stata protagonista della manifestazione a Bruxelles ed organizzatrice di quella a Roma, e che svincolata da qualsiasi posizionamento politico, ha aperto un canale diretto con il ministero dell'Agricoltura per portare immediatamente all'attenzione del Ministro le problematiche della pesca, senza passare dal filtro delle associazioni di categoria, fortemente politicizzate e spesso più inclini a supportare le posizioni dei politici che quelle delle categorie professionali rappresentate. Inoltre, anche esercitando pressioni dirette in prima persona, sui presidenti Bonfiglio dell'Agci Pesca, Coccia di FederCoPesca, Iannì di LegaPesca, Giannini di FederPesca e sull'Anapi Pesca, mediante un incessante e frenetico giro di telefonate e fax, abbiamo ottenuto che si riunisse nuovamente la Commissione Centrale per la Pesca, in sede della quale siamo riusciti ad ottenere lo spostamento del fermo pesca ed un cambiamento del metodo di corresponsione del contributo economico, non più legato al reddito aziendale ma più equamente commisurato alla stazza internazionale dell'imbarcazione da pesca".

E ancora: "Inoltre, come componente della rete di marinerie della Puglia, unitamente a Manfredonia, Molfetta, Bisceglie, Mola di Bari e Taranto, Gallipoli ha ottenuto dalla Regione Puglia, nella persona dell'assessore Enzo Russo, lo stanziamento di un contributo di un milione di euro per fronteggiare il fenomeno del caro-gasolio. In conclusione, è doveroso sottolineare il ruolo svolto dalla marineria di Gallipoli nella sua interezza, quale nodo nella rete della altre marinerie regionali e nazionali, quanto a capacità di esercitare direttamente pressioni sul mondo politico e sulle stesse associazioni di categoria che sono state costrette, queste ultime e questa volta, a sedersi al tavolo delle trattative ministeriali portando le giuste e forti e condivise esigenze del settore della pesca in crisi".

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