Filobus solo attorno al centro e linee fino ai comuni limitrofi. Il piano di revisione

Salvemini ha presentato le linee guida per la mobilità. Solo dopo l'attivazione del parcheggio Ex Enel, ha detto, si procederà con l'estensione delle Ztl

Salvemini e Delli Noci durante la conferenza.

LECCE – Una sola linea per il filobus, in senso circolare attorno al centro e in una unica direzione, per intensificare le frequenze dei passaggi nelle aree di punta. L’obiettivo non passa da nuovi finanziamenti, ma dalla sostituzione con bus ordinari della tratta per Ecotekne, che è già caratterizzata dalla discontinuità dell’impianto di alimentazione elettrica (per cui i mezzi sono costretti a passare all’alimentazione tradizionale).

Si tratta di una delle proposte sul tema della mobilità avanzate da Carlo Salvemini, candidato della coalizione civica e progressista, a proposito di uno dei problemi più cronici che Lecce si trascina: un tasso di motorizzazione tra i più alti d’Italia e un servizio pubblico che arranca e che è utilizzato da una percentuale troppo ridotta di popolazione, nella cornice generale di un piano urbano del traffico fermo al 2002.

L’ultimo sindaco del capoluogo prima delle dimissioni del 9 gennaio, non ha cambiato idea sul filobus per la cui dismissione è andato al ministero trovando però un diniego legato all’esistenza di una rinegoziazione del mutuo da parte delle amministrazioni precedenti alla sua: “Non può essere dismesso, ma può essere spento e se lo facessimo nessuno potrebbe dirci nulla. Possiamo però migliorarlo anche contando sul finanziamento di un ulteriore milione di chilometri del trasporto pubblico che dovrebbe essere sancito nel prossimo piano regionale”.

“Il filobus non piace a nessuno”, gli ha fatto eco Alessandro Delli Noci che, oggi potenziale vice sindaco di Salvemini, nel 2017 era candidato in solitaria e sul sistema filoviario aveva una posizione distinta, mirata alla riqualificazione del servizio, rispetto a colui con cui si sarebbe poi ufficialmente apparentato al secondo turno di quella tornata elettorale: “La vera svolta sulla mobilità sarà l’anello servito dal filobus combinato con la riorganizzazione delle linee radiali”. In altre parole non ci saranno linee che attraverseranno il centro da parte a parte, ma che lo collegheranno ai comuni della prima cinta urbana. In questo senso, durante i 18 mesi di governo cittadino, Salvemini ha siglato con le amministrazioni interessate un protocollo d’intesa: i mezzi del servizio leccese devono poter arrivare e servire San Cesario, Lizzanello, Cavallino e tutti gli altri centri che costituiscono l’hinterland del capoluogo.

“Un altro tema sul quale abbiamo iniziato già a lavorare e che ci era stato proposto soprattutto dagli studenti riguarda l’introduzione del biglietto elettronico tramite un’applicazione”, ha assicurato Delli Noci che ha poi aggiunto il ruolo strategico che avrà per la mobilità il ribaltamento dell’entrata principale della stazione ferroviaria, i cui lavori sono finalmente partiti e che sarà accompagnato da un parcheggio per 400 auto.

Restando in ambito di innovazione tecnologica, Salvemini ha ricordato: “In una delle ultime assemblee dei soci alle quali ho partecipato in rappresentanza del Comune, socio di maggioranza, è stato deliberato l’investimento per le geolocalizzazione di tutti i mezzi pubblici, passo propedeutico per garantire l’esatto controllo dei tempi di percorrenza e per comunicare all’utenza l’attesa effettiva. Mi auguro che il commissario designato dal prefetto dia seguito a questi adempimenti fondamentali per migliorare il servizio”.

Altra questione fondamentale riguarda il centro storico e l’affollamento  di mezzi privati, nonostante negli ultimi anni sia stato ridotto sensibilmente il numero di pass che prima venivano elargiti con troppa generosità. L’estensione graduale delle zone a traffico limitato, ha dichiarato Salvemini, sarà attuato a partire dall’entrata in funzione dei parcheggio dell’ex Enel, prevista entro la fine dell’anno: “Oggi il centro storico non è solo la cartolina della città, è anche e soprattutto un luogo di interessi collettivi: Palazzo Carafa, Tar, Palazzo dei Celestini, Avvocatura dello Stato, Soprintendenza, la guardia di finanza, le scuole svolgono tutti funzioni pubbliche che devono essere tenute in conto da chi programma gli accessi. Se fate il calcolo delle persone che lavorano e che accedono agli uffici e ai servizi pubblici, vengono fuori numeri importanti oltre ai quattromila e 500 residenti”.

Sul nodo della mobilità ciclistica, il candidato ha segnalato di aver raccolto l'esigenza diffusa di un miglior collegamento e di una adeguata manutenzione delle piste esistenti, ferma restando la possibilità di aumentare l'estensione intercettando i fondi disponibili: "Lavoreremo per un potenziamento e per un raccordo con l'obiettivo di realizzare la ciclopolitana. Siamo stati ospiti di un forum sulla questione a Pesaro che è la città presa a modello da chiunque voglia investire significativamente sulla mobilità ciclistica. Per raggiungere quel primato c'è voluta continuità amministrativa: il mobility manager di quella città è lo stesso da dodici anni, cioè ha lavorato per due amministrazioni e mezzo". 

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