Fiore replica a Macculi: “Da parte sua grave scorrettezza istituzionale”

Il sindaco di Corigliano d’Otranto risponde colpo su colpo alle accuse dell’assessore provinciale e sui presunti “comportamenti sospetti”: “Macculi pensa che paghiamo ad occhi chiusi? Si ricordi di non essere presidente dell’Ato”

CORIGLIANO D’OTRANTO – “Ma quando Macculi parla di comportamenti ‘sospetti’  da parte di alcuni sindaci, invocando addirittura la Corte dei conti e la Guardia di finanza, pensa per caso al suo modo di agire?”. È questa la replica di Ada Fiore, sindaco di Corigliano d’Otranto all’intervento di questa mattina del già presidente dell’Ato ed assessore provinciale.

“Perché – prosegue -, ad oggi, solo la sua gestione della cosa pubblica ha dimostrato leggerezza e superficialità. Se poi conosce sindaci o amministratori che utilizzano i soldi che i cittadini versano al Comune per la tassa sui rifiuti a fini diversi da quelli previsti dalla legge, ha il dovere di pronunciarne il nome e il cognome”.

“Per quel che mi riguarda – aggiunge Fiore -, considero una grave scorrettezza istituzionale quella di aver invitato i sindaci ad una riunione collaborativa per la perimetrazione delle Ato ( pur non avendone alcuna competenza) e contemporaneamente aver invitato la stampa per pugnalare alle spalle gli stessi sindaci diffondendo l'elenco dei comuni a suo dire morosi”.

Nel caso del comune di Corigliano, ci sarebbero due note che dimostrano come, ad una sollecitazione degli uffici a conoscere il debito residuale preciso e dettagliato  nei confronti dell'Ato, nessuna risposta sia stata ricevuta: “Forse Macculi pensa che paghiamo ad occhi chiusi? o forse i cittadini non  hanno il diritto di sapere come i loro soldi sono stati utilizzati?”.

“Da quando la fatturazione – continua il sindaco - è in capo ai comuni la situazione debitoria è decisamente migliorata, perché se pur con difficoltà, riusciamo ad anticipare mensilmente il costo dello smaltimento e della raccolta, rispettando la ripartizione delle spese che non finiscono più nel calderone della cassa comune dell'Ato. So che è difficile da accettare – conclude -, ma oggi, l'assessore Macculi dovrebbe ricordarsi che non è più il presidente dell'Ato Le 2”.

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