Fondi per il comparto olivicolo: "Manca la firma dei ministri sui decreti attuativi"

Il vertice in prefettura voluto dalla ministra Lezzi con associazioni e amministratori si interseca con la crisi di governo. Il ministro Centinaio replica. La deputata Giannone resta alla porta

LECCE - L'unica cosa certa è il crollo della produzione dell'olio: secondo Coldiretti, nell'ultima campagna di raccolta il calo è stato di oltre il 70 percento su quella precedente, con 5mila 295 tonnellate a fronte di quasi 20mila. Per il resto non ci sono ancora punti fermi: per sbloccare i fondi destinati alle misure di contrasto della batteriosi e di ristoro dei produttori colpiti dal disseccamento dei propri alberi servono i decreti attuativi, o meglio la firma dei ministri interessati. 

Decreti attuativi: "Mancano le firme", ma Centinaio risponde

Barbarba Lezzi, ministra per il Sud di un governo giunto al capolinea, ha passato idealmente la patata bollente nelle mani del collega della Lega, Gian Marco Centinaio, che ha la delega alle Politiche Agricole. Di fatto, ha spiegato, manca la sua sigla al provvedimento che libera 300 milioni - necessari come l'aria per tenere per i capelli un comparto che sta sprofondando. Sempre Coldiretti parla di un danno stimato di oltre un miliaro di euro e del dimezzamento della capacità produttiva pugliese che rappresenta, da sola, la metà di quella nazionale. 

Il diretto interessato ha successivamente fatto sapare che “nessun decreto in questo ministero risulta non firmato dal sottoscritto. I trecento milioni allocati nella Legge sulle Emergenze Agricole sono già previsti per gli esercizi finanziari 2020 e 2021. Tutti gli atti propedeutici saranno pronti in tempo utile perché le risorse siano effettivamente utilizzabili dal primo gennaio 2020”.

La ministra aveva convocato già da alcuni giorni l'odierno incontro con associazioni di categoria e amministratori locali, quando il divorzio tra Lega e M5S era soltanto una delle tante ipotesi sul tavolo. La corda però si è spezzata, per volere di un altro ministro, Salvini, che invoca il voto anticipato per avere "pieni poteri". Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il compito di gestire questa delicatissima fase politica. La fine anticipata del governo ha intanto dato al vertice di oggi in prefettura - al quale erano presenti anche il governatore Michele Emiliano e il presidente della Provincia, Stefano Minerva - una tinta completamente diversa da quella auspicata: gli impegni assunti e i lavoro fatto rischiano di rimanere sulla carta senza quelle firme. 

Negato l'accesso alla parlamentare Veronica Giannone

Alla stampa, che era stata sollecitata a partecipare, è stato concesso qualche minuto all'inizio per le foto di rito e poi un incontro finale con l'esponente del governo - accompagnata nell'occasione dalla sottosegretaria leghista Alessandra Pesce. Alla parlamentare leccese Veronica Giannone non è stato consentito nemmeno l'accesso nella Sala degli specchi. Di recente espulsa dal M5S e ora nel Gruppo Misto, si era recata in prefettura per seguire, da rappresentante del territorio, il dossier xylella: le è stato opposto un rifiuto trattandosi di un incontro "a porte chiuse". 

La deputata ha commentato con amarezza: '"Un parlamentare del territorio, proprio in virtù del ruolo di rappresentanza che ricopre, dovrebbe avere il diritto di ascoltare, valutare e se necessario criticare. Non dare questa possibilità vuol dire ledere la democrazia. Non solo non si ha rispetto di una figura di rappresentanza ma soprattutto non si ha rispetto dei cittadini del territorio".

La voce delle associazioni e dei sindacati

A capo della delegazione di Coldiretti Puglia e Unaprol c'era Gianni Cantele: "Abbiamo chiesto al ministro Lezzi che i 300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 70 per il 2019 già stanziati dal Cipe arrivino realmente agli agricoltori e alle loro famiglie che non possono più produrre olive e olio, a favore di nuovi impianti resistenti, con l'indispensabile chiarezza e semplificazione per i reimpianti, e ai frantoiani che stanno svendendo all'estero pezzi di frantoi". 

Presente anche il coordinamento di Agrinsieme: "Occorre favorire gli investimenti nelle aziende agricole colpite coprendo i costi di espianto e reimpianto degli oliveti con cultivar tolleranti. Dovranno costituire spese ammissibili tutte le spese connesse a tali riconversioni, ivi compreso lo smaltimento del legno ottenuto. Per tali interventi occorrerà garantire un tasso di cofinanziamento il più elevato possibile in base alle normative comunitarie e valutando anche di negoziare con le istituzioni comunitarie apposite deroghe ai principi in materia di aiuti di stato considerando la particolare situazione".

“Noi riteniamo che sia fondamentale che i provvedimenti assunti si prolunghino nel tempo – ha affermato il segretario generela Uila Piglia, Pietro Buongiorno - la batteriosi ha prodotto effetti catastrofici sulla filiera olivicola nella sua globalità, pertanto bisogna intervenire su tutto il fronte, tutelando le migliaia di famiglie dei braccianti e lavoratori agricoli che hanno visto danneggiate dalla contrazione delle giornate lavorative. Chiediamo al governo non solo di mantenere i propri impegni ma anche di avviare una riflessione seria per l’attivazione di azioni strutturali che intervengano a compensare i danni delle sempre più frequenti emergenze derivanti dalle batteriosi e dalle calamità naturali. Non possiamo essere miopi dinanzi a questi fenomeni: la contingenza e l’emergenza stanno mutando in normalità".

S'infiamma la polemica politica

Per il vice presidente del Pd al Senato, Dario Stefano, quello abbozzato oggi in prefettura è stato una sorta di rimpallo di responsabilità tra ex alleati: "Lo scarica-barile, questa volta agevolato dalla crisi di governo in atto, le torna ancora più comodo rispetto alle occasioni precedenti, perché le serve per giustificare l’inutilizzabilità delle risorse promesse ai fini delle esigenze di ristoro più volte sottolineate dagli olivicoltori. La mancata firma del ministro Centinaio al decreto attuativo, altrettanto grave dopo circa 80 giorni dalla pubblicazione della legge, non può giustificare - conclude Stefàno - un atteggiamento bugiardo rispetto alle promesse fatte che si scioglieranno come neve al sole”.

Il giudizio dell'esponente dem è moto severo: "Parliamo della stessa ministra - continua Stefàno - che ha voluto abrogare con forza l'unico articolo, prodotto con la passata legge di bilancio, con il quale si rendevano effettivamente meno gravose le procedure di espianto delle piante malate e di reimpianto delle nuove specie. Quella stessa ministra, paradossalmente, lamenta oggi l’inutilità di un dettato normativo al quale essa stessa ha contribuito".

L'eurodeputato salentino Raffaele Fitto, confluito in Fratelli d'Italia e copresidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti, dopo aver espresso considerazioni sarcastiche sui trascorsi "negazionistici" di Lezzi, ha aggiunto: "Noi siamo convinti che il Piano in se stesso è sbagliato: la rigenerazione non deve riguardare solo l'olivicoltura, è un intero sistema che è andato distrutto (economico-produttivo, sociale, ambientale, paesaggistico) e il piano deve reinventare un territorio attraverso la concertazione di tutte le parti interessante non solo le associazioni agricole, che chiaramente  restano i protagonisti principali. Invece il piano presentato quest’oggi dal ministro Lezzi e dal presidente Emiliano, quest'ultimo se ne è assunto persino la paternità (come il Piano Silletti!)  è stato raffazzonato in fretta e furia in una stanza del Ministero e concertato tra pochi.ì

Duro anche l'attacco di Rocco Palese, già deputato di Forza Italia: "Con 22 milioni di alberi di ulivo distrutti, divieti di espianto a causa dei vincoli paesaggistici, nessun aiuto per lo smaltimento dei quintali di legna tagliata, l’unica cosa seria e credibile da fare sarebbe la solenne promessa di inserire, come primo punto in un nuovo programma di un nuovo governo, l’approvazione di una legge speciale con la nomina di un commissario straordinario con poteri straordinari che, in nome e per conto dello Stato, attui un piano industriale finanziato con i 300 milioni di euro già stanziati e altri fondi, anche europei, destinati a ristori agli olivicoltori e ad aiuti per i reimpianti di specie resistenti al batterio killer. Il resto è una ennesima presa in giro, ancor più grave perchè questa passerella del ministro del Sud avviene a governo ormai in crisi e prossimo alla sfiducia in Parlamento". 

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