L'alt di Fornari all'ipotesi Delli Noci: "Operazione di puro trasformismo"

Il promotore di "Una buona storia per Lecce" chiede al Pd di cedere l'iniziativa ai movimenti del centrosinistra: "Non è un'accusa, ma una presa d'atto"

Da sinistra Spagnolo, Fornari e Antonaci.

LECCE - Quella di sostenere, apertamente o discretamente, la candidatura di Alessandro Delli Noci non è un'opzione possibile per "Una buona storia per Lecce". Da parte del movimento promosso qualche mese addietro da Giuseppe Fornari è netta la chiusura nei confronti dell'ex assessore che ha deciso di correre da solo, sparigliando le carte, alle prossime elezioni comunali. 

"Una buona storia per Lecce" vuole una soluzione radicalmente alternativa al governo cittadino che regge le redini da quasi un ventennio e, di fronte allo stallo prolungato della coalizione di centrosinistra, chiede ufficialmente al Pd di fare un passo indietro: basta tavoli inconcludenti, insomma, e palla ai movimenti che almeno stanno dimostrando una vitalità maggiore rispetto ai partiti. Il riferimento è anche al dinamismo di "Idea per Lecce", dei portavoce Ernesto Mola e Nicolangelo Barletti, che per sabato ha convocato una convention alle Officine Cantelmo invitando partiti e movimenti, tra cui "Un'altra Lecce" di Alessandro Delli Noci. 

La scelta di includere l'ex assessore non è condivisa da Fornari che, sul punto, è stato tranchant: "L'alternativa non può essere Delli Noci, lo dico con rispetto, ma in quattro anni e mezzo non ho sentito un solo suo distinugo rispetto all'azione della giunta di cui è stao parte integrante. Chiunque pensi di fargli da sponda, esplicitamente o meno, sappia che lo fa ad un'operazione di puro trasformismo". Sgombrato il campo dall'equivoco che pure si alimenta nel gradimento che Delli Noci incontra in settori del Pd, Fornari indica una via d'uscita, le cui probabilità di riuscita sono però tutte da vedere.

La proposta è quella di individuare e condividere con gli altri movimenti e le realtà associative interessate una rosa di due o tre nomi da sottoporre poi al Pd. Fornari, che nella conferenza odierna ha voluto accanto a se Mino Antonaci e Angelamaria Spagnolo, chiede però una sorta di conclave nella quale il partito di via Tasso si esprima alla presenza di tutti i livelli istituzionali, dal vice ministro Teresa Bellanova fino al segreterio cittadino, Fabrizio Marra perchè è chiaro che fino ad oggi sono stati i veti incrociati dei dem a impallinare ogni possibile soluzione: "Non è un'accusa, sia ben chiaro - aggiunge l'avvocato - ma semplicemente una presa d'atto di cui credo ci sia la consapevolezza anche nel Pd".

Secondo "Una buona storia per Lecce" il candidato deve rispondere a questo identikit: esponente della società civile, chiaramente impegnato verso una rottura rispetto al modello di gestione e di governo della città. In fin dei conti, sono caratteristiche che potrebbero ricondurre anche ad un diretto protagonismo di Fornari stesso. Ad esplicita domanda, non ha escluso questa ipotesi facendo però presente che il percorso ancora breve del suo movimento e la convulsa situazione generale nello schieramento non depongono a favore di questa soluzione. D'altra parte però, proprio per il contesto da "minimi storici" che caratterizza il centronisntra, lui avrebbe solo da guadagnare ammesso che la sua prospettiva sia di media-lunga durata.

Con questa strategia Fornari punta ad un azzardo, o quantomeno a disincagliare un processo che, se lasciato arenare nell'impotenza attuale, potrebbe anche concludersi con una situazione senza precedenti: la rinuncia alla presentazione di un candidato da parte del centrosinistra o di quel che ne è rimasto. Con una mortificazione senza precedenti di un elettorato che comunque ha stoicamente resistito attraverso quattro consiliature targate Forza Italia, Alleanza Nazionale, Popolo delle Libertà e Conservatori e Riformisti: le sigle sono cambiate in ragione delle evoluzioni a livello nazionale, ma il gruppo dirigente è rimasto sempre lo stesso.

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