Forza di governo, ma carente di visione: nel Pd leccese dibattito aperto

All'incontro voluto da due semplici tesserati, hanno partecipato una cinquantina di persone: tra loro esponenti nelle istituzioni e semplici cittadini

Una foto dell'assemblea in via Tasso.

LECCE - Superare le divisioni interne per ricostruire una comunità politica, da tempo frantumata da cordate e in balia personalismi che si acuiscono di elezione in elezione. La conclusione, che è allo stesso tempo auspicio, dell'assemblea che si è tenuta presso la sede della federazione provinciale del Pd, è stata essenzialemente questa. 

Vi hanno partecipato esponenti cittadini del partito, titolari di incarichi istituzionali, ma anche dirigenti di alcuni centri della provincia. C'erano il vice presidente del Pd al Senato, Dario Stefano, il segretario provinciale, Ippazio Morciano, quello cittadino, Maurizio Deta, gli assessori comunali Paolo Foresio e Sergio Signore, il consigliere regionale Sergio Blasi, gli ex parlamentari Fritz Massa e Alberto Maritati, il consigliere comunale Antonio Rotundo e altri, oltre a semplici iscritti e simpatizzanti, alcuni dei quali militanti in movimenti - come Civica. - che fanno parte insieme al Pd della maggioranza al Comune di Lecce.

Per tutti la stessa possibilità di intervento, più o meno a tema libero, per una sorta di brainstorming che servisse a fare il punto della situazione e a trovare spunti per una piattaforma di rilancio. L'incontro è stato voluto da due semplici tesserati - Francesca Carone e Marco Marazia - che hanno inteso così dare una scossa a un dibattito interno asfittico e sempre più rarefatto negli appuntamenti istituzionali. 

Negli interventi che si sono succeduti almeno due concetti sono stati richiamati più volte: il primo ha riguardato la consapevolezza di essere un partito che pur essendo forza di maggioranza nel governo del Paese, della Regione, della Provincia e del Comune, arranca vistosamente sul piano dei contenuti, incapace di elaborare proposte forti e facilmente comprensibili dall'elettorato; l'altro ha insistito sull'inutilità di fare processi alla segreteria per concentrarsi, invece, sulla ricerca di un terreno comune di rilancio: i temi dell'ambientalismo e dell'economia sostenibile sembrano poter essere un punto di partenza, al netto di qualche posizione ancora fortemente ancorata allo sviluppo energetico.

Tra due settimane ci sarà il secondo atto di questo percorso, per mettere a fuoco gli ambiti e le modalità di intervento per dimostrare la presenza del partito nella vita cittadina e la volontà di incidervi con una visione, ben oltre le occasionali, personali e talvolta contrastanti dichiarazioni alla stampa.

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