Forza Italia, mancano soldi per i dipendenti. Vitali polemizza: "Parlamentari non versano"

A livello nazionale non ci sono fondi per mantenere le sedi del partito. La responsabilità sarebbe dei deputati e senatori chiamati a versare una quota della loro indennità. Un problema, sottolinea il commissario regionale, evidente anche in Puglia

Una foto d'archivio.

LECCE – In Forza Italia volano gli stracci. Il commissario regionale, Luigi Vitali, prende atto che il partito non è più in grado, a livello nazionale, di garantire gli stipendi ai suoi dipendenti e rimarca la morosità biennale di quasi tutti i parlamentari pugliesi: la provincia di Lecce esprime Rocco Palese e Roberto Marti alla Camera dei deputati e Francesco Bruni in Senato.

Il comunicato stampa diffuso questa mattina da Vitali rende bene l’idea di quanto sia totale oramai lo scontro in atto tra la linea ufficiale, quella stessa che lo ha imposto da Roma come commissario, e la pattuglia di esponenti vicini a Raffaele Fitto, che sabato a Roma ha dimostrato di voler portare allo scoperto la battaglia politica in corso da mesi: “Dopo aver chiuso la sede regionale del partito e quella di Foggia, e il mio giro non è ancora concluso - ha precisato Vitali -, si aggiunge questa grande responsabilità morale nei confronti di chi, i nostri dipendenti, lavorando per anni in silenzio, hanno contribuito a sostenere il partito”.

Vitali ha anche polemizzato con i parlamentari e i dirigenti per aver contribuito invece all’allestimento dei viaggi di militanti e simpatizzanti alla volta di Roma per la kermesse di sabato: “Però si va in giro per l'Italia, con pullman messi a disposizione non si sa da chi e da chi pagati, portando in giro un'immagine  dell'organizzazione territoriale e democratica del partito in Puglia che io, francamente, non ho riscontrato. Anzi”.

Replica di Marti e Distaso.

Immediata la reazione di Roberto Marti, ex tesoriere regionale del collega deputato Antonio Distaso, già coordinatore vicario: "I primi giorni del neo Commissario di Forza Italia in Puglia Luigi Vitali, segnano un incredibile rassegna di gaffes maggiormente degne dell'indimenticato Peter Sellers nel ruolo di Ispettore Clouseau - replicano in comunicato i due esponenti parlamentari forzisti - . Più un ispettore, quindi, che un commissario politico. Ora, francamente, si comincia ad esagerare.Ci rendiamo conto che laddove manca la politica, spesso ci si aiuta come si può.Ma i fatti non possono essere oggetto di valutazioni.

Dopo aver precisato che dal 2008 in poi, dagli eletti nelle fila del Pdl, è stata sempre versata la quota, Marti e Sistaso spiegano: "Nel 2013, anno di nuove elezioni politiche, e' stato chiesto e corrisposto un sostanzioso versamento, una tantum, prima della ricandidatura. In quegli stessi anni, per lunghi anni, il PdL prima, Forza Italia poi, ha ricevuto una cospicua dote di rimborsi elettorali, in virtù della legge vigente. Nessuno di noi, conosce esattamente circostanze e modi di utilizzo di tali somme".

Quindi una precisazione sul funzionamento delle sedi territoriali: "In quegli stessi anni, ed ancora per tutto il 2014, i parlamentari ed i consiglieri regionali hanno autonomamente provveduto al mantenimento dei costi delle sedi e del personale delle sedi provinciali. Il contratto concernente la sede regionale, da sempre, almeno questo, a carico del Coordinamento nazionale, e' stato unilateralmente rescisso a fine del 2013. Nel contempo, il Coordinamento nazionale ha licenziato la nostra dipendente storica della sede regionale in Puglia".

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