La delusione di Frasca contro Gabellone. Ma Barba avverte: "Calma e gesso"

L'unico eletto di Oltre con Fitto nella circoscrizione della provincia di Lecce è stato Saverio Congedo. L'esponente neretino, giunto secondo, ha attribuito la responsabilità del risultato complessivo all'ex coordinatore di Forza Italia: "Ha fallito"

Mino Frasca in una foto di qualche mese addietro.

LECCE – La riduzione del numero dei consiglieri, recepita nella nuova legge elettorale regionale con la quale si è votato per la prima volta, ha inevitabilmente portato a numerose contese interne tra “pezzi grossi” della politica salentina. Le vittime illustri sono tante: da Loredana Capone e Antonio Buccoliero nel Pd a Mino Frasca della lista Oltre con Fitto, passando per Aldo Aloisi in Forza Italia.

Le reazioni in qualche caso sono state quasi istintive. Ed è quanto accaduto a Frasca che ha affidato a un post su Facebook, un commento, come direbbe lui stesso, senza se e senza ma: “La delusione è tanta, è inutile negarlo ed è dettata principalmente dal vedere l'opera distruttiva che Antonio Gabellone in sei anni di presidenza della Provincia di Lecce e tre di coordinamento provinciale, è riuscito a mettere a segno. Con il suo operato ha disgregato invece di aggregare, ha creato lacerazioni e rivalità, ha distrutto un partito e la propria classe dirigente. Il dato che per primo andrebbe analizzato è il fallimento di quest'uomo che dietro alle sue mezze parole ha lacerato un intero partito

Il diretto interessato ha replicato prendendola alla larga: “Comprendo la delusione di chi oggi, non essendo stato eletto pur largamente suffragato dal consenso popolare – ha dichiarato l’ex coordinatore provinciale di Fi - immagina di dover recuperare altrove responsabilità che non risiedono nei soggetti che esso individua. Invero è straordinario il risultato raggiunto dalla lista ‘Oltre – Con Fitto’, nel Salento in particolare e in Puglia in generale. Ciò tenuto conto che il simbolo presentato il 2 maggio scorso è nato con una valenza transitoria limitata a questo momento elettorale, ben sapendo di lasciare il passo a nuove e future decisioni dei ‘Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto (proprio oggi è stato presentato in Senato il relativo gruppo del quale fa parte il salentino Francesco Bruni), e tenuto conto altresì della presenza di simboli nazionali, ben riconoscibili e storici nella mente degli elettori del centrodestra, che ha certamente determinato, nella ristrettezza dei tempi elettorali, la dispersione di ulteriori voti certamente riconducibili alla nostra area politica”.

(Consulta le Preferenze_Oltre)

Chi usa toni più schietti, tipici del resto di chi li pronuncia, è Vincenzo Barba: “È nei momenti della sconfitta che bisogna dimostrare senso di responsabilità e una buona dose di signorilità. Mi spiace che l’amico Frasca abbia un po’ perso non soltanto i nervi, ma anche il senso della misura. Il suo attacco a testa bassa alla Segreteria Provinciale del partito dimostra, a dire il vero, un po’ di stato confusionale.

L’esponente gallipolino del centrodestra scorge nella sortita di Frasca un’intenzione ben chiara: “Se poi Frasca sta pensando alla scalata del nostro movimento, lo invito, cortesemente, a desistere da questo tentativo malsano, poiché il malessere nel nostro partito, che pure esiste, che pure è evidente, non solo non si sanerebbe con la cacciata di Gabellone e con la salita ai vertici dello stesso Frasca, di qualche suo amico o di qualche suo sponsor ma, addirittura, peggiorerebbe, si acuirebbe, sarebbe la causa di uno smottamento impossibile da recuperare”.

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“Calma e gesso, pertanto, insieme ad un bagno di sana umiltà e di consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie possibilità – conclude Barba -. Solo nella collegialità ci sono i rimedi di questo momento difficile e solo nel dialogo si possono individuare le cure. Abbiamo tutti i nervi scoperti e sarebbe un peccato se, di scissione in scissione, volessimo arrivare, perfino, a scindere l’atomo. Manteniamo il silenzio, figuratevi se mi mettessi a parlare io di quello che abbiamo vissuto, io e i miei, in questo scorcio di tempo di campagna elettorale …E quindi, caro Mino mio, a buon intenditor poche parole”.

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