Nella frazione umida troppi rifiuti di altro tipo: l'azienda richiama il Comune

Rilevata in un carico giunto da Lecce nell'impianto di Manduria una quota di materiale non organico pari al 12 percento. Il conferimento fuori regione comporterebbe un aumento dei costi

LECCE – La frazione umida della raccolta differenziata continua a costituire uno degli anelli deboli della filiera. Come già accaduto in passato, anche ieri, il carico raccolto a Lecce è stato accolto per il rotto delle cuffia nell’impianto di compostaggio Eden 94 di Manduria.

Nella verifica del contenuto del mezzo pesante che trasportava buona parte dei rifiuti organici prodotti in città, infatti, è stata trovata una percentuale di contaminazione del 12,2 percento. Significa, cioè, che oltre un decimo di quel carico era costituito da materiale non organico. Il limite oltre il quale l’impianto può respingere il conferimento è fissato al 10 percento.

Alla fine il Comune se l’è cavata con un richiamo da parte dell’azienda, ma a mettere in guardia i cittadini, alcuni dei quali, rischiando conseguenze anche per tutti gli altri, continuano a differenziare in maniera approssimativa. Anzi, a dire il vero, da quando gli operatori si rifiutano di ritirare i sacchetti evidentemente compromessi da materiale non organico, sembra quasi che si metta una particolare cura nell’occultare i rifiuti non organici sotto la frazione umida.

Questa pessima pratica di conferimento potrebbe portare all’interruzione del servizio e, dato il numero esiguo di impianti di compostaggio in Puglia, all’obbligo di smaltire la frazione umida fuori regione con un costo aggiuntivo di circa 50 euro a tonnellata, con ricadute automatiche sulla Tari.

Per evitare una conseguenza così gravosa, l’assessora all’Ambiente, Angela Valli, si è rivolta direttamente ai cittadini: “L’appello che rivolgo è di fare attenzione alla qualità della propria raccolta differenziata. Nell’organico vanno conferiti esclusivamente resti della cucina, scarti di verdura, bucce della frutta, gusci di uova, filtri di the, avanzi di cibo, fondi del caffè, tovaglioli sporchi, cenere spenta, fiori e piccole piante secche, sughero, piccoli scarti in legno non verniciato, cartoni della pizza unti, tagliati in piccoli pezzi. In genere tutti i rifiuti di piccola e piccolissima dimensione biodegradabili”.

L’esponente della giunta fa presente che la prima causa di impurità per la frazione organica è rappresentata da pannolini e pannoloni per la cui raccolta dedicata ci sono i contenitori interrati in Piazza Modena (Zona San Sabino), Foro Boario, Piazza Cardarelli (Zona Salesiani), Piazza Indipendenza (Santa Rosa), Piazza Palio, Viale Aldo Moro, Via De Pace (Zona San Guido) e Via Paolo VI, angolo Via Monsignor De Luca (imbocco superstrada Lecce - Maglie), via Braccio Martello (angolo Via Trinchese). In alternativa è sempre possibile smaltirli nel secco residuo.

“Confido nella vostra attenzione e collaborazione – conclude Valli - per migliorare insieme la qualità della nostra raccolta differenziata. Gli sforzi finora profusi hanno portato Lecce a raggiungere ottimi risultati che possiamo ulteriormente migliorare”.

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