Gallipoli Futura chiede udienza al ministro Bonafede. “Fatti gravi ci ascolti”

Istanza al titolare della Giustizia, che ha lanciato la campagna per associazioni e cittadini. Accuse ad amministrazione e tribunali

GALLIPOLI – “Caro ministro ti scriviamo, nella speranza di poter essere ricevuti per parlare del caso Gallipoli”. Questo in sintesi l’obiettivo prefissato dall’associazione e dal gruppo politico di Gallipoli Futura che inoltrato nelle scorse ore una richiesta di audizione al ministro di Grazia  Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo alla campagna di ascolto lanciata dal dicastero romano di via Arenula rivolata ad associazioni e cittadini. 

“Il ministro ascolta” è proprio il titolo dell’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dal Guardasigilli con la quale è stata annunciata la volontà di dedicare almeno un giorno a settimana “all’ascolto di cittadini e addetti ai lavori che sono impegnati in associazioni che operano nel settore della giustizia". Da qui è partita la missiva inoltrata dal capogruppo di Gallipoli Futura all’indirizzo dedicato ilministroascolta@giustizia.it e ai recapiti istituzionali della segreteria, nella quale è stata inserita l’istanza di audizione rivolta al ministro Bonafede corredata da una nota esplicativa a firma del presidente del sodalizio gallipolino, Luigi De Tommasi. Pur riconoscendo la portata localistica e territoriale dell’associazione, Gallipoli Futura  ha rimarcato di essere una “forza politica che ha un respiro ampio essendo ben radicata sul territorio comunale ed anche quello salentino come forza trainante di una linea politica amministrativa che ha come finalità il perseguimento di principi di legalità', trasparenza e correttezza amministrativa, fondamentali per realizzare gli obbiettivi politici delineati e fondanti il nostro progetto di governo”.    

Il motivo della richiesta di ascolto rivolta al ministro è presto detto: la denuncia pubblica di una sorta di “inagibilità democratica” lamentata da oltre due anni dalla compagine di Gallipoli Futura nell’ambito dell’assise e del palazzo comunale e soprattutto nell’ambito degli atti e delle attività amministrative poste in essere dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Stefano Minerva. E non mancano le accuse sulla presunta “inerzia” e le sentenze della giustizia penale, contabile e amministrativa.   

Il testo della missiva di Gallipoli Futura

Il.mo Sig. Ministro,

La nostra è un'Associazione politico-culturale operante a Gallipoli (Le), che ha partecipato alle elezioni amministrative per Il rinnovo del Consiglio Comunale del giugno 2016 ed è stata battuta al ballottaggio per

appena 141 voti ed impegnata, come unica forza di opposizione in Consiglio Comunale con due consiglieri,

avendo il terzo consigliere abbandonato il Gruppo per passare al gruppo misto, ma con il chiaro e datato disegno di appoggio alla maggioranza. La nostra forza politica seppure espressione di un associazionismo locale, ha un respiro ampio essendo ben radicata sul territorio comunale ed anche quello salentino come forza trainante di una linea politica amministrativa che ha come finalità il perseguimento di principi di legalità', trasparenza e correttezza amministrativa, fondamentali per realizzare gli obbiettivi politici delineati e fondanti il nostro progetto di governo. L'Amministrazione Comunale, con i suoi organi di governo, e con gli organi gestionali dirigenziali, nel corso di questi due anni di attività ha posto in essere una quantità indicibile di atti illegittimi e viziati per violazione di legge, di regolamento e Statuto comunale, gravemente lesivi delle prerogative dei Consiglieri Comunali, discriminatori nei confronti dei cittadini, e portatori danno erariale. Abbiamo perciò, fin dall'inizio avviato le attività ed esercitato, attraverso il Gruppo consiliare, le azioni consentite dalla legge e dal regolamento consiliare, chiedendo le informazioni ed i documenti amministrativi, ricevendo parziale se non quasi totale riscontro; il ritardo nella consegna degli atti, costituiva la regola impedendo di fatto l' espletamento delle funzioni di controllo assegnato alle opposizioni. Anche la risposta alle interrogazioni erano e lo sono ancora evasive ed elusive, generiche, peraltro disattese ed a volte ribadivano, irridendo, come corretto un atto palesemente illegittimo. A fronte di queste attività fortemente illegittime a danno della collettività e discriminatorie, in violazione di principi amministrativi, nel campo del commercio, delle concessioni di beni comunali, sia patrimoniali che demaniali, degli appalti, affidamenti di beni, lavori e servizi senza gara e senza alcuna comparazione, pur prevista, a fronte di atti che inveravano attività illecita e che costituivano ipotesi di reato, abbiamo inoltrato, lamentato e denunciato irregolarità e violazioni alle autorità amministrative ed alle varie magistrature la documentazione che secondo il nostro parere costituivano ipotesi di reato e danno erariale e specificatamente anche quelle le cui fattispecie costituivano vizi dell'atto, del provvedimento o del procedimento. Abbiamo anche richiesto l'intervento in numerosi così dell' Autorità Nazionale anticorruzione ricevendo in cambio il silenzio e l'inerzia.

Per quanto in questa sede, Sig. Ministro, concerne gli aspetti che interessano le Sue competenze e prerogative, tralasciando gli altri aspetti amministrativi che pure abbiamo ritenuto di illustrarle per sommi

capi, dobbiamo con grande dispiacere e delusione rilevare l'assoluta e quasi totale inerzia delle autorità della giurisdizione penale che, interessata con esposti e denunce per numerosi casi, non ha dato ancora risposte e per i pochi cosi portati a soluzione si è potuto rilevare una insufficienza istruttoria, di indagine ed una superficialità che ci hanno indotto a non avere più fiducia nell'Istituzione. Stesso comportamento abbiamo riscontrato nella magistratura contabile che, a fronte di numerosi casi segnalati, nonostante la gravità ed il lungo tempo trascorso dalla segnalazione del capogruppo e dal Consigliere Comunale, sono rimasti finora senza risposta. Non possiamo infine tacere sulla Magistratura Amministrativa, in particolare del TAR Lecce, che di fronte a due ricorsi ove i Consiglieri Comunali, ricorrevano contro due deliberazioni della Giunta Comunale per la violazione delle competenze di cui all'articolo 42 del TU. 262 del 1990, a danno di quelle del Consiglio Comunale e con violazione delle prerogative dei Consiglieri Comunali, gli stessi” ricorsi venivano dichiarati improcedibili con la motivazione che “ la prova di resistenza” non avrebbe comunque dato esito favorevole in quanto due consiglieri non avrebbero potuto cambiare le sorti del provvedimenti che erano e risultano ancora illegittimi, dimenticando la abnormità delle violazioni di legge ed a scapito delle prerogative costituzionali delle opposizioni. L’assurdo Sig. Ministro è che, così sentenziando, le minoranze essendo comunque inferiori di numero, non avrebbero mai tutela, e ciò è aberrante. Consegniamo a Lei Sig. Ministro la nostra protesta e riponiamo completa fiducia nella Sua persona e nell'attività che Lei avvierà, ne siamo certi, dopo la lettura di questa nostra richiesta, confidando comunque di essere chiamati e sentiti da Lei in una audizione per poterle illustrare e consegnare la documentazione a corredo di questo nostro intervento.

Con stima e fiducia.

Il Presidente

 Avv. Luigi De Tommas

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