Gasdotto: tra lobby e polemiche, unità navali di Tap fermate dal maltempo

FederPetroli Italia minaccia azioni risarcitorie in caso di stop, in consiglio regionale M5S sotto tiro, mentre nei porti di Brindisi e Otranto si attende solo il miglioramento delle condizioni del mare

La Adhemar de Saint Venant nel porto di Brindisi.

LECCE – Il via libera del governo italiano alla realizzazione del tratto finale del gasdotto Tap porta con sé un articolato effetto domino. Dalle polemiche di tipo stampo politico alle prese di posizione di attori del settore economico, direttamente o indirettamente interessati dal progetto.

Tutto questo mentre due imbarcazioni di dimensioni ridotte - la Sara T. e un'altra di supporto - attendono nel porto di Otranto il miglioramento delle condizioni del mare per lasciare il porto e dirigersi verso San Foca dove devono effettuare alcuni monitoraggi prima dell'arrivo della Adhemar de Saint Venant - che invece si trova ferma da circa un mese e mezzo a Brindisi - per l'installazione delle palancole sul fondale marino. 

Di questa mattina è l'intervento di FederPetroli Italia*, associazione indipendente, cioè esterna a Confindustria, di imprese attive nel campo dell’energia, con sede a Padova. Il presidente, Michele Marsiglia, introduce chiaramente il tema delle azioni risarcitorie che partirebbero in caso di rinuncia all’opera: del resto, proprio gli alti costi che l’Italia dovrebbe affrontare con uno stop sono, per il governo Conte, un ostacolo inaggirabile.

"É da anni che stiamo investendo e le aziende continuano a spendere denaro per gare ed offerte per diversi tratti del gasdotto - ha commentato Marsiglia -. Non ci interessano le penali contrattuali vere o fasulle, se il gasdotto non si realizza, ci faremo promotori di un'azione legale di risarcimento danni nei confronti dell'istituzione e di chi è responsabile dello stop a questo progetto, organizzando un pool di aziende coinvolte nelle gare internazionali indette per i diversi tratti del Tap".

Spostandosi sul versante della politica, si registra l’intervento di Ernesto Abaterusso e di Salvatore Piconese, rispettivamente coordinatore regionale e provinciale di Liberi e Uguali: “La ministra Lezzi, dopo la esilarante video-lettera di ieri sera, con cui ha insultato e deriso tutti coloro che hanno osato criticarla per il suo inqualificabile voltafaccia, dovrebbe dimettersi e recitare in ginocchio pubblicamente il mea culpa davanti al popolo salentino. Lo deve fare per rispetto ai valori di onestà, ai principi dell'etica che lei ha sempre sbandierato e utilizzato, sempre e comunque, come arma del ‘moralismo’ contro tutti gli avversari politici e contro qualsiasi partito o movimento organizzato. La vicenda Tap ha strappato quel velo di ipocrisia che ha attorniato per anni le battaglie di Barbara Lezzi e dei pentastellati salentini, i quali a San Foca predicavano le 'barricate' e a Roma 'svendevano' sull'altare dell'accordo politico con Lega di Salvini il futuro di San Foca e dei salentini".

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino: “Capisco la rabbia degli elettori salentini che democraticamente – ha sottolineato il consigliere regionale - hanno scelto di farsi rappresentare in Parlamento dal Movimento Cinque Stelle. Rappresentanti del popolo che adesso dovrebbero trarne le giuste conseguenze e dimostrare di essere coerenti con la loro, seppur fresca e neonata, storia politica. E altre scuse non reggono più, come quelle su presunte penali e ipotetici contratti mai firmati. Al tempo stesso però mi auguro che questa rabbia non vada oltre i confini della pacifica e civile protesta. Perché la democrazia ci insegna che gli elettori hanno sempre una grande arma: le urne”.

*Ho preso contatto diretto con il presidente Marsiglia al quale ho chiesto quale fosse il numero di associati della federazione. La riposta è stata che avrei dovuto mandare una mail, salvo che l'informazione non fosse pertinente al loro comunicato. Ho replicato che a me sembrava importante conoscere la rappresentatività di un attore del dibattito in questione. Ho inviato la mail e sono in paziente attesa (GDG)

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Commenti (13)

  • con gli ipocriti cinque stelle alle prossime elezioni ci sarà da divertirsi, gia sono in caduta libera....stesso discorso dicasi per l'altro ipocrita emilianucolo....

  • i risarcimentj deve chiederli a TAP per le sue inottemperanze alle prescrizioni di legge... per questo sono in ritardo i lavori e non per altro

  • Il movimento 5stelle sta implodendo. Molti parlamentari pentastellati cominciano a rendersi conto che la misura è colma e che non si può tirare a campare sulla pelle dei cittadini. Mezzucci, furberie, parole vuote, promesse non mantenute, arrampicate sugli specchi. Che desolazione questi 5stelle! Di Maio si sente attaccato. Poverino! Dice ai suoi di tenere duro e di essere compatti. Per cosa, per quale fine. Per la sua poltrona e per il condono edilizio della sua Ischia? Ancora pensa di fare l'incantatore di serpenti? Caro Di Maio e cari parlamentari 5stelle, la farsa è finita! Vi aspetta una lunga penitenza.

  • Guardi, cerco di spiegarmi ancora meglio. Io non voglio sapere chi sono gli associati, dove abitano e quanto fatturano, ma quanti sono: decine, centinaia, cinque? Non si tratta in alcun modo di dati sensibili, ma certamente io più che contattare la fonte primaria e porre domande, non posso fare: non sono comunque di pubblica consultazione, certamente non nei tempi brevi, ne ve ne è traccia sul sito web . Non capisco dunque dove sia la contraddizione: l'associazione esiste, è intervenuta con il tema del risarcimento danni che è molto attuale, e dunque secondo me il comunicato ha un suo significato. Il peso però, ripeto, dipende da elementi che non mi sono stati messi a disposizione. Il nesso tra interessi e chi li rappresenta è inscindibile, nella mia valutazione. Capirà, ad esempio, che se fosse stato firmato dal presidente di Confidustria a nome di tutti i suoi associati, probabilmente la notizia sarebbe andata in "apertura" e non si troverebbe già ora nel secondo blocco. Buona serata, Gabriele

  • e chi pensa che la tap si farà ne è davvero sicuro? O forse si sta solo cercando di accelerare i tempi per tirare fuori il tubo e poi....

    • Il No TAP incompreso e poi...?? Ancora non si è messo l'anima in pace?

  • Sì parla solo di danni economici e politicanti voltagabbana, ma Conte e compagnia cantante dei danni ambientali ci possono aggiornare. Un gasdotto mi sembra una infrastruttura abbastanza grossa per non avere delle contraddizioni in termini di sostenibilità ambientale, possiamo approfondire questi risvolti?

    • Per sua info è stata fatta una valutazione di impatto ambientale come ogni altra "infrastruttura grossa" come dice lei. Il VIA ha ottenuto parere favorevole dal ministero dell'ambiente. tutta la documentazione e l'iter di accettazione la trova sul sito del ministero dell'ambiente, a prescindere dalla disinformazione che fanno i 4 no tap

  • Su facebook ascoltate Barbara Lezzi su TAP e su alcuni "notappini".

  • Dott. G.D.G., mi perdoni...ma personalmente faccio fatica a comprendere la pertinenza e sua ansia (trasmessa ai lettori) di conoscere il "numero" degli associati. Fossero anche una decina o molti meno...cosa importa? Oggetto della doglianza del presidente non può che essere il danno economico derivante da ulteriori ritardi o blocchi dell'opera in questione. L'entità di un eventuale risarcimento potrebbe, in tal senso, anche coinvolgere UNA sola società...se portatrice di enormi nonché legittimi interessi. Ma se è una sua curiosità...

    • Gentile lettore "Luca", le ribadisco che il motivo di questa precisazione è nella necessità di conoscere il grado di rappresentatività, come già scritto. Converrà, infatti, che un'associazione con diecimila soci non è uguale a una che ne ha dieci, una che è presente in dieci regioni ha un peso diverso da una presente in una provincia. Naturalmente non è solo il criterio quantitativo che si pondera nella scelta, tanto è vero che a quel comunicato è stato dato spazio perché legato a un nodo centrale della questioen Tap, ma si renderà conto che LeccePrima, come nessun altro giornale, è tenuta a dar voce magari a chi parla per se stesso e pochi altri. Accade spesso, in redazione, di ricevere, ad esempio, comunicazioni da parte di sedicenti rappresentati di movimenti, associazioni, sigle sindacali che se la suonano e se la cantano da soli e poi nemmeno siedono, tanto per dire, ai vertici in prefettura perché non legittimati. Noi dobbiamo sempre porci questo criterio di valutazione perché le voci nel dibattito pesino anche per la loro rappresentatività. Ribadito questo, le aggiungo che che non c'è nessuna ansia da parte mia: seguo la vicenda da molti anni e credo che la mia posizione e il mio metodo siano chiari a chi voglia leggere senza particolari pregiudizi. La precisazione in corsivo è dovuta anche a due altri elementi: il primo si riferisce al fatto di aver posto una domanda banale alla quale una associazione (quindi immagino con statuto, pubblica) non dovrebbe avere nessun problema a rispondere; il secondo è che nel giornalismo on line, soprattutto nei paesi anglosassoni, si va diffondendo una modalità che io considero virtuosa: quella di aggiornare i pezzi con precisazioni, rettifiche, aggiunte, in modo da meglio rispondere a quel principio che per analogia definiamo di accountability che riguarda anche noi giornalisti. L'esempio più calzante riguarda la cronaca giudiziaria: le potrebbe capitare, sul web, di incorrere in un articolo su una richiesta di condanna per un imputato quando magari lo stesso è stato già intanto assolto o condannato. In questo modo, con delle semplici note, si dovrebbero aggiornare i pezzi in modo che chiunque, in qualunque momento legga una notizia, abbia contezza del vero stato dell'arte. So che in Italia sarà difficile che attecchisca questa pratica, necessita di molto tempo quando invece andiamo sempre più di fretta, ma certo io mi ci metto di impegno almeno per le cose che considero più rilevanti. Consideri, infine, che un altro lettore, magari partendo da altri punti di vista rispetto al suo, mi avrebbe potuto chiedere: "Scusi, ma chi sono questi, a nome di chi parlano?". Cordiali saluti, Gdg

      • Gentile GDG, premetto che non era mia intenzione criticarla in maniera malevola e non ho il tempo né soprattutto la capacità di "competere" ulteriormente con lei. Mi permetta solo di rimarcare che fornisce risposte a se stesso più che al sottoscritto: non è la famigerata manina dell'hacker presidente Marsiglia ad aver pubblicato l'articolo ma la stessa redazione che, seguendo il suo ragionamento, avrebbe dunque dovuto sincerarsi ben prima della pubblicazione prediligendo un criterio quantitativo relativo all'associazione di cui sopra e prosegue, sempre a mio avviso, nelle contraddizioni affermando che non vi sarebbe necessità di richiedere alcunché ...perché di pubblica consultazione. Per quanto mi riguarda, non essendo in presenza di alcuna votazione o truppe contrapposte, continuo a credere che il criterio da adottare sia quello dell'entità degli interessi in gioco. I soggetti in tal senso ad evidenza pubblica potrebbero figurare in pochi ma magari (e quanto asserisco è parte del mio settore lavorativo) i contratti e preliminari sottoscritti per forniture ...a migliaia! È OVVIO che i relativi dati sensibili e termini d'acquisto non potranno mai esser forniti a LeccePrima...seppur scatenando richieste di esorbitanti risarcimenti per inadempimento a catena verticale. Personalmente poi convengo con lei: il corsivo mi piace tantissimo e ritengo fornisca parvenza di grande interazione ma con la massima sincerità....in questa testata è stato raro ed utilizzato quasi esclusivamente in giudiziaria. Saluti.

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