Al gazebo con Delli Noci ci sono quasi tutti i candidati del centrodestra

Prima uscita per le "Primarie delle idee". In piazza Sant'Oronzo si vedono anche Messuti e Monosi oltre ai deputati Marti e Palese

LECCE - Tutto bene, nel centrodestra, o quasi. In realtà una certa tensione vibra dietro la quiete apparente di una domenica in piazza.

Al gazebo allestito dall'assessore Alessandro Delli Noci per la prima tappa delle "Primarie delle idee", infatti, ci sono quasi tutti, non solo gli amiici e i sostenitori della prima ora, ma anche quasi tutti i volti noti del centrodestra cittadino: dai deputati Roberto Marti e Rocco Palese, all'assessore Nunzia Brandi, alla vice coordinatrice regionale di Forza Italia, Federica De Benedetto, al sindaco di Nardò, Pippi Mellone, al coordinatore provinciale di Area Popolare - Ncd, Luigi Mazzei, e molti altri ancora. Ma, soprattutto, ci sono gli altri aspiranti candidati alla guida del centrodestra alle prossime elezioni amministrative, Attilio Monosi e Gateano Messuti, sebbene in versione passeggiata domenicale. Insomma, si fa fatica a elencarli tutti. 

Quello che subito balza agli occhi è l'assenza di Paolo Perrone, il sindaco, che con Delli Noci nelle ultime settimane ha avuto degli scambi di una certa intensità. Non c'è lui e non c'è Erio Congedo, che l'attuale primo cittadino ritiene una scommessa vincente per le elezioni. Ma il segnale che, complessivamente, sembra emergere dalla piazza, dove i suggerimenti dei cittadini si raccolgono tra strette di mano e foto, appare diretto all'inquilino di Palazzo Carafa: nessuna forzatura, nessuna imposizione.

Sollecitati dalle domande, i deputati "fittiani" restano sul vago: per Rocco Palese è finito il tempo delle scelte al chiuso delle stanze perché c'è un'esigenza di rinnovamento radicale che emerge in modo trasversale e che investe tutti i livelli della politica, da quello internazionale - cita le elezioni americana e la Brexit - a quello locale. Per Roberto Marti non c'è da stupirsi che ci siano quasi tutti: si professa infatti fiducioso rispetto ad una soluzione condivisa, anche evitando il passaggio dalle primarie.

Chi possa essere il minimo comune denominatore, ovviamente Marti non lo dice, ma è lecito supporre che anche lui possa far parte del novero delle possibili soluzioni. In tempi non sospetti non escluse una sua candidatura di servizio e potrebbe presentarsi come il garante dell'unità dello schieramento. 

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