Giunta Emiliano con tre salentini: ma i Cinque Stelle rifiutano gli assessorati

Loredana Capone, del Pd, recuperata come "quota rosa": continuerà a occuparsi di Sviluppo Economico. A Sebastiano Leo, di Noi a Sinistra, la delega a Formazione e Lavoro mentre per Salvatore Negro dell'Udc il Welfare. Resta fuori Sergio Blasi ma sono ancora da riempire le caselle di Ambiente, Agricoltura e Risorse Umane

Michele Emiliano e la vice segretaria regionale del Pd, Sandra Antonica.

BARI – Nella giunta regionale formata nel pomeriggio di oggi da Michele Emiliano ci sono tre salentini: Loredana Capone allo Sviluppo Economico, Sebastiano Leo a Formazione e Lavoro e Salvatore Negro al Welfare.

Resta fuori invece Sergio Blasi, il consigliere del Pd più votato della regione, nemmeno incluso nella lista dei dieci aspiranti assessori che il governatore ha sottoposto alla consultazione on line che oggi ha decretato cinque degli esponenti del governo pugliese che si riunirà per la prima volta venerdì mattina, a Taranto.

Già nelle scorse l’ex segretario regionale del Pd aveva convocato per domani, martedì, un incontro pubblico presso l’ex convento degli Agostiniani, a Melpignano e in casa Pd la temperatura politica è destinata a salire. Lo dimostra il commento del deputato Salvatore Capone: "Nel più assoluto rispetto delle prerogative e dell’autonomia di scelta del presidente Emiliano, è pur tuttavia evidente che l’assenza nel governo regionale di Sergio Blasi possa essere letta come uno schiaffo alle migliaia e migliaia di elettori che, con il loro voto e con il loro sostegno lo hanno sancito il candidato più suffragato di Puglia".

Forse la definitiva quadratura del cerchio può essere favorita dal “gran rifiuto” che il Movimento Cinque Stelle ha opposto a Emiliano. Restano infatti vuote le caselle riservate ad Ambiente, Politiche Agricole e Risorse Umane: queste deleghe sono state assegnate nel pomeriggio a tre donne - si tratta di Antonella Laricchia, Rosa Barone e Viviana Guarini - ma il gruppo consiliare del M5S ha respinto con sdegno quello che è stato giudicato “un fuoco di artificio mediatico”.

“Questo è il tempo per il lavoro serio, come quello che stiamo già facendo per migliorare finalmente la nostra regione – recita un comunicato a firma dei cinque stelle -: non abbiamo intenzione di vendere il nostro silenzio in cambio di poltrone e piuttosto attendiamo lui, il suo partito e le sue sedicenti aperture al M5S alla prova dei voti quando si tratterà di votare gli incarichi di garanzia e di controllo per le quali abbiamo già dato la nostra disponibilità: Presidenza del Consiglio Regionale e Presidenza delle Commissioni Ambiente e Bilancio. Lì vedremo se vorrà rispettare la volontà dei cittadini dandoci la possibilità di controllare in modo trasparente l’operato del suo governo e se dirà per l'ennesima volta ‘no’ dovrà spiegarlo non solo a noi ma a tutti i pugliesi”.

I salentini

Loredana Capone rientra nella squadra di governo come “quota rosa” perché i 29 consiglieri di maggioranza eletti con il voto del 31 maggio sono tutti uomini, mentre gli altri due esponenti della provincia di Lecce - Sebastiano Leo (Noi a Sinistra) e Salvatore Negro (Udc) - sono stati scelti dal voto da circa mille e 600 pugliesi su poco meno di tremila aventi diritto: sono i cittadini che hanno partecipato ai sette appuntamenti pubblici denominati “sagre del progamma” della campagna elettorale del neo governatore.

La consultazione virtuale ha premiato anche Giovanni Giannini del Pd che ottiene i Trasporti e Lavori Pubblici, l’altro democratico Raffaele Piemontese al Bilancio mentre Giovanni Liviano (lista Emiliano) ha ottenuto Industria Culturale e Turismo. Altra nomina esterna quella di Annamaria Curcuruto all’Assetto del territorio.

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