Le figure esterne, "la cultura come investimento permanente di cittadinanza"

Un terzo della giunta comunale di Lecce è rappresentato da assessori esterni, tutte donne. Le dichiarazioni del sindaco e del suo vice

Antonella Agnoli e Patrizia Guida (Luca Capoccia Photo).

LECCE – Un terzo della giunta comunale di Carlo Salvemini è composto da assessori “esterni”, persone cioè che non si sono candidate per il consiglio comunale, ma che sono state chiamate dal primo cittadino a svolgere il ruolo di assessore perché titolari di professionalità e competenze adeguate. Sono tre, e sono tutte donne: Rita Miglietta, Patrizia Guida e Antonella Agnoli. A parte la prima, architetto e da diversi anni stretta collaboratrice di Salvemini e coordinatrice da ultimo della lista Lecce Città Pubblica, la più suffragata della coalizione, le altre due sono state indicate dal sindaco nella sorpresa generale, sebbene lui avesse detto sin dall’inizio che avrebbe fatto ricorso a figure tecniche.

In particolare assume rilevanza non solo locale l’indicazione di Agnoli che il sindaco in conferenza ha voluto così spiegare: “In giunta ci sono figure esterne al Consiglio comunale, così come ampiamente annunciato. Questo perché io credo che la politica debba saper combinare profili, storie e biografie che si esprimono su più spazi di protagonismo. La dottoressa Antonella Agnoli non è leccese. Io volevo che fosse al mio fianco con delega alla Cultura una professionalità e una sensibilità capace di dare un'interpretazione autentica a quello che considero l'obiettivo del mio mandato su questo settore: lavorare per un investimento permanente sulla cittadinanza culturale. Questo significa separare la delega alla Cultura da quelle che finora le sono state affiancate, spesso per consuetudine, quelle allo Spettacolo e al Turismo. Perché, io ritengo, sono strategie e politiche che devono camminare su binari diversi”.

“Credo che sul tema della Cultura – ha proseguito il primo cittadino - noi abbiamo uno straordinario bisogno di costruire ponti di relazione della città di Lecce con il resto del Paese. E per suo status epistemologico, assolutamente slegato dalle residenze e dai domicili, la cultura non ha confini. Antonella Agnoli è consulente del ministero dei Beni Culturali, della Regione Puglia. É membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici e Presidente della Fondazione Federiciana a Fano. È stata membro del Consiglio d'amministrazione dell'Istituzione biblioteche di Bologna. Ha progettato la biblioteca San Giovanni di Pesaro, di cui è stata direttore scientifico. Per me è stato naturale chiederle di essere al mio fianco e ho l'orgoglio di poter dire che per lei è stato altrettanto naturale dirmi di sì”.

La diretta interessata, da parte sua, non ha esitato a indicare un primo obiettivo, che è poi quello che il sindaco ha annunciato più volte in campagna elettorale: “E’ una città che non ha una biblioteca comunale - ha commentato Antonella Agnoli - e io vorrei che fosse una biblioteca dove sono più importanti le persone che i mobili, un luogo di cittadinanza dove possono incontrarsi grandi e piccoli, italiani e stranieri, lavoratori e studenti, un luogo che dia l’opportunità non solo di stare insieme ma anche di fare cose insieme. Non dobbiamo dimenticarci che la Puglia è tra le regioni in cui si legge di meno e in cui forse una quantità di investimenti pur fatti non sono andati a incidere nei settori che ne avrebbero più bisogno: la povertà educativa, l’analfabetismo di ritorno, il tema che era caro a Tullio De Mauro rappresentato da quel 70 per cento di popolazione che non è in grado di esercitare i propri diritti perché non è in grado di leggere un articolo di giornale e di capirlo, poi c’è la questione delle nuove tecnologie dove il problema non è tanto di portare la banda larga ma di far sì che le persone abbiano le competenze per accedere agli strumenti e ai contenuti. Quindi c’è un sacco di lavoro da fare”.

Il vide sindaco Alessandro Delli Noci, che si occuperà anche della riorganizzazione di Palazzo Carafa e degli uffici dipendenti, ha richiamato l’importanza del lavoro collettivo: “Siamo riusciti, dopo molti confronti, ad avere una giunta che certamente si impegnerà a fondo per risolvere i problemi e le urgenze della nostra città e per valorizzarla come merita. Lo faremo tutti con grande passione e professionalità. Naturalmente, non sono sufficienti una giunta e un consiglio comunale per amministrare nel migliore dei modi possibili. Abbiamo bisogno del lavoro indispensabile e della collaborazione di tutti i dipendenti comunali e abbiamo soprattutto bisogno che siano i cittadini a dettare la rotta, ad essere quasi delle sentinelle sul territorio pronti a segnalarci quello che non funziona. Vogliamo che ciascuno si senta protagonista di questa nuova pagina della storia della città e che ciascuno consideri Palazzo Carafa la casa comunale”. 

Infine un pensiero per tutti coloro che lo hanno sostenuto, a partire dalla scelta di rompere i ponti col centrodestra di governo di cui pure era stato piena espressione per iniziare un percorso che in molti ritenevano lo avrebbe portare in fondo a un tunnel senza uscita: "Intendo ringraziare tutti i candidati del mio movimento Visioni da Sud e dell'Udc con cui ho condiviso, come abbiamo sempre fatto, anche queste scelte e che avranno il compito di aiutarci e sostenerci in questa fase del nostro percorso che sarà impegnativo e che carica ognuno di noi di grandi responsabilità. Come ho detto all'inizio della campagna elettorale il percorso sarà lungo e qualche volta impervio, ma non mancherà mai l'entusiasmo e l'impegno.  Allora, godiamoci il viaggio". 

Alfredo Foresta, presidente del movimento Visioni da Sud che ha riunito le principali liste che hanno appoggiato Delli Noci, rimarca il lavoro di gruppo:"È stata una fase importante di condivisione delle scelte che ha concorso con le sue liste al risultato del primo turno con circa il 13 per cento. Abbiamo partecipato col nostro contributo alle decisioni del sindaco e del vice sindaco che condividiamo pienamente. D'altronde siamo un'unica coalizione, nella quale le differenze rappresentano un valore aggiunto".

Dal giudizio di Fabrizio Marra, segretario cittadino del Pd, sulla nuova amministrazione comunale traspare una netta soddisfazione: “Complessivamente una giunta di grande qualità. Il sindaco ha sempre dato come schema di lavoro quello che fa riferimento al consenso ricevuto dai candidati, così ha fatto. Ci sono esterni che contribuiranno a dare qualità amministrativa alla squadra di governo. Il Partito Democratico ha dato un sostegno importante nell’economia generale di questa campagna elettorale, Sergio Signore e Paolo Foresio sono stati i più votati di tutta la coalizione”.

Giuseppe Fornari, promotore di Una Buona Storia per Lecce (che ha eletto in consiglio Angelamaria Spagnolo) si posiziona sulla stessa lunghezza d'onda: “Donne e uomini in gamba, le deleghe mi sembrano ben valorizzate. Mi pare che il sindaco abbia avuto molta attenzione nel riconoscere le competenze di ciascuno e che abbia tenuto conto del risultato del voto. Continuo a pensare che la cosa più importante è lo spirito di squadra, la capacità dimostrata da Carlo di coinvolgere anche la parte di Alessandro. Resta ferma un punto: bisogna lavorare sodo perché abbiamo preso un impegno con la città e io penso che la sfida che Carlo ha lanciato ai cittadini di essere partecipi debba essere raccolta: io questo mi sento, uno che ha messo insieme un gruppo di persone ancora pronte a lavorare alla stagione del cambiamento”.

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