Abolizione reato di clandestinità, Grillo sconfessa il leccese Buccarella

Il leader del movimento e Casaleggio attaccano l'emendamento, accolto, con cui due parlamentari M5S, tra cui l'avvocato salentino, hanno proposto l'eliminazione dal codice del discusso reato: "Non era nel programma. Azione personale e non concordata"

@TM News/Infophoto

ROMA - "Non era nel programma". Con il linguaggio del più tradizionale "politichese", basato sul calcolo elettorale, hanno espresso il proprio dissenso i fondatori del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, dinanzi alla presentazione da parte dei due "portavoce" eletti in Parlamento, Andrea Cioffi e il leccese Maurizio Buccarella (nella foto, sotto), dell'emendamento per l'abolizione del "reato di clandestinità", approvato poi in Commissione giustizia.

Una presa di posizione dura che sembra trasformare di colpo i due senatori grillini in "clandestini" del movimento. Nel post pubblicato sul blog di Grillo, firmato assieme all'ideologo del movimento Casaleggio, si legge testualmente: “La posizione espressa dai due eletti in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori, non faceva parte del programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno”.

Viene, dunque, contestata una iniziativa che, stando ai vertici, sarebbe stata avviata in totale autonomia dai parlamentari senza consultare la base. Un caso che ripropone in tutte le sue contraddizioni la libertà di opinione nel movimento e soprattutto l'autonomia nelle funzioni di rappresentanza degli eletti: non sarebbe il primo caso, infatti, di disegni di legge, mozioni o interpellanze non presenti nel programma, da quelle sugli F-35 al ddl sui diritti degli omosessuali e di contrasto all'omofobia. E c'è una inconciliabilità evidente emersa anche dinanzi alla proposta di risolvere il problema delle carceri in Italia, con l'abolizione del reato di clandestinità (come annunciato in una conferenza stampa) e il "richiamo" arrivato dal blog di Grillo.

buccarella-4“Il M5S - si legge ancora - non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”. Ci sarebbero, dunque, motivi "elettorali" alla base di questa valutazione pentastellata: argomentazioni ben lontane dall'idea di "nuova politica" tanto sbandierata.

“Sostituirsi all’opinione pubblica - continua il post - alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono 'educare' i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità".

Quanto al merito, Grillo e Casaleggio precisano che l'emendamento sarebbe un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia: "Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice: ‘La clandestinità non è più un reato’. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”.

Argomentazioni di "pancia" che stanno comunque sia facendo discutere sul blog di Grillo, non senza gli soliti stereotipi sul dissenso dei "troller". Di certo, se il M5S tenta di distinguersi dai partiti tradizionali che "vogliono educare" i cittadini, non si può non evidenziare come spesso provi a "educare" i propri parlamentari. Intanto, la redazione sta cercando di mettersi in contatto col senatore Buccarella per un commento alla vicenda.  Questa sera è in programma un'assemblea di tutti di parlamentari del M5S.

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